A modo mio, di Mario Arceri – Infranto il sogno, ora con la testa pensiamo a Rio

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Una battaglia all’ultimo colpo, il supplementare strappato negli ultimi secondi con il rimpianto di quel libero fallito da Aradori e la gestione della palla negli ultimi 10″ conclusi con un tiraccio da tre di Belinelli. Poi, nell’overtime, ha prevalso la stanchezza: Lituania più lucida, micidiale nel tiro da tre (61%, 11/18), irresistibile o quasi nei due uomini di punta, Maciulis (19 punti e 10 rimbalzi), ma anche e soprattutto Valanciunas (26 punti e 15 rimbalzi), ben supportati da Kuzminskas, Kalnietis (11 assist) e il vecchio Milaknis, ultimo ad essere chiamato dal ct Kazlauskas. Un misto di esperienza, di veterani di tante battaglie importanti, e pochissimi giovani, pur lasciando a casa tanti totem come Lavrinovic, Pocius o Kleiza, a dimostrazione delle potenzialità di scelta della Lituania.

Una squadra che è cresciuta giorno dopo giorno facendosi trovare pronta al momento giusto, che continua a soffrire (tutte le sue vittorie sono nate negli ultimi minuti, spesso…

con il minimo scarto) e che anche con l’Italia ha vinto sul fondo, imponendosi quando gli azzurri, stremati, hanno deposto le armi avendo perso ritmo, precisione e lucidità, lavorandoli ai fianchi per l’intera partita.

Peccato, perché l’Italia se l’è giocata e bene, pur dovendo rinunciare a Datome e pur non potendo contare sul miglior Bargnani che nella prima metà di gara ha denunciato tutte le sue insicurezze dopo l’infortunio con Israele; ma poi ha reagito con classe ed orgoglio firmando 19 punti nei secondi venti minuti, per svanire infine nel supplementare. Pochi minuti per Cusin e Melli, comunque preziosi nel contenere la Lituania a metà gara, tempo equamente ripartito tra Cinciarini e Hackett, tutto il peso, soprattutto in attacco, è ricaduto sulle spalle dei tre americani e su Gentile. Belinelli ha sbagliato troppo, forzando il tiro da tre, ma i suoi punti sono serviti, Gallinari è apparso meno determinante che in altre occasioni sacrificandosi in un duro lavoro difensivo, come del resto Gentile, entrambi comunque importanti nei momenti migliori dell’Italia.

Infine Bargnani: s’è già detto, non avrebbe dovuto giocare, è rimasto in campo quasi 39′ contro un avversario come Valanciunas, ha segnato 21 punti ma con il 36% (8/22), il lituano ha risposto con 26 punti e 11/13. Nella differenza di queste cifre, sta forse il risultato, senza tuttavia attribuire alcuna responsabilità al Mago che non ha sostituti all’altezza, al contrario della stella di Toronto, la sua vecchia e prima franchigia nella Nba.

95 punti sono tanti, la Lituania nel girone di qualificazione aveva segnato 70 punti di media. A Lille ha gestito al meglio il tiro da tre: 11/18 rispetto all’8/28 degli azzurri. La superiorità ai rimbalzi è stata in parte compensata dall’aggressività dei nostri (7 palle perse e solo 7 perdute), ha rischiato di perdere allo scadere di una partita condotta per la maggior parte in vantaggio, anche se sempre con scarti minimi, ha avuto il merito di presentarsi nel tempo aggiuntivo più determinata, più fresca, più convinta, ancora integra nei suoi uomini più importanti.

Delusione? Sì, certo, e molta, perché occasioni del genere non si presentano molto spesso, e la bravura sta nel riuscire ad afferrarle. Ma i conti vanno fatti alla fine, e l’Italia ha ancora una partita da affrontare (due nel peggiore dei casi) e un traguardo da raggiungere: la partecipazione al torneo di qualificazione olimpica. Deve quindi rimuovere al più presto tutti i cattivi pensieri per questa comunque più che onorevole sconfitta contro una delle grandi del basket mondiale (vicecampione europea uscente, quarta lo scorso anno in World’s Cup), per presentarsi domani sera contro la Rep. Ceca nella partita che vale il quinto posto, con l’orgoglio di questi ultimi dieci giorni e la rabbia di un traguardo prestigioso appena sfumato. Non sarà facile perché i ceki hanno messo alla corda la Serbia, ma Satoransky e Vesely non valgono il Maciulis di questo Europeo e Valanciunas. E, se pure dovesse andare male – ma l’Italia saprà reagire – ci sarà sempre l’ultima chance, il settimo posto, da non lasciarsi sfuggire affrontando eventualmente la perdente di Grecia-Lettonia.

L’Italia ha contenuto i lituani per metà partita pur soffrendo prevedibilmente la maggiore stazza degli avversari. Valanciunas (10 punti e ben 9 rimbalzi a metà gara) e Maciulis (9 punti e 4 rimbalzi nei 20′ iniziali) le spine nel fianco di una difesa che ha potuto opporre un Bargnani generosamente in campo, anche se inizialmente a disagio, e poco tutelato in attacco (cinque errori in area e due triple sbagliate, due soli punti schiacciando su assist di Hackett per il 30-27). Gli azzurri hanno risposto con il tiro da tre nel quarto iniziale, aggredendo meglio il canestro nel secondo periodo con Aradori (7 punti e 4 rimbalzi) sicuramente il più positivo di una squadra che non ha ancora saputo consentire a Gallinari di districarsi dalla pesante difesa avversaria, mentre Belinelli e Gentile hanno portato punti e difesa insieme a Cusin, 4 punti e due rimbalzi in sei minuti.

L’equilibrio è notevole, la Lituania sbanda sotto la pressione azzurra (otto palle perse), ma trova da Kalnietis e Kuzminskas punti preziosi e una frequenza in lunetta ben superiore a quella degli azzurri che dopo il parziale di 0-8 tra il 4′ (13-12)  e l’8′ (13-20) hanno risposto a cavallo dei due tempi con un 13-2 che li ha portati a +6 (28-22) con i punti di Cusin e Aradori. Una tripla di Milaknis, e poi Kuzminskas e Maciulis hanno invertito la tendenza: 4-13 e Lituania avanti di tre, subito stoppata ancora da Aradori e da Melli.

La ripresa si è aperta con un mini black out azzurro: 2-11, ma anche con un vigoroso recupero firmato da Gentile e a Bargnani che riprende finalmente ad avere confidenza con il canestro. Nove punti del Mago che finalmente prende le misure di Valanciunas anche in attacco, ci regalano il primo solido vantaggio: 57-52 (con una tripla di Belinelli) poi 59-54 con Bargnani al 28’10”, ma il finale è tutto lituano con due canestri pesanti e Milaknis che apre il quarto tempo con la sua terza tripla personale: 59-63. Italia costretta nuovamente ad inseguire ed è ancora Bargnani a siglare il 74-74 del 37′ e Gallinari a raggiungere la parità che porta al supplementare (79-79) nel quale è sempre Danilo a darci speranze (85-90) non impedendo però il recital conclusivo di Valanciunas).

In precedenza, la Serbia aveva raggiunto la semifinale piegando con qualche fatica la Rep. Ceca che aveva cominciato con grane incisività, reggendo il confronto per tre tempi (63-67) prima di crollare logicamente nel quarto conclusivo e chiudere 75-89, quando Satoranski (20 punti) e Vesely (23 punti e dieci rimbalzi) hanno dovuto arrendersi contro la macchina da guerra serba che ha avuto un Erceg in grande serata e buoni punti da Raduljca, Bjelica e il solito Teodosic.

Oggi la prima semifinale, tra Spagna e Francia e le due sfide tra le perdenti dei quarti (Grecia-Lettonia e Italia-Rep.Ceca, alle 18.30).

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