“A modo mio”, di Mario Arceri – Sassari e Milano, ritorno alla normalità

“A modo mio”, di Mario Arceri – Sassari e Milano, ritorno alla normalità

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Primo passo verso la normalità dopo i fuochi d’artificio della giornata d’esordio. Di strano resta solo la classifica, che si è subito accorciata, con tre sole squadre a punteggio pieno. Strana perché in testa sono Caserta, Bologna e Roma: club dal passato illustre, intendiamoci, tra scudetti e coppe europee conquistati, ma dal presente non troppo quotato, almeno nei pronostici della vigilia. E’ chiaro che dopo appena 80′ di gioco è presto per esprimere giudizi e previsioni, ma, fotografando la situazione, un minimo di sorpresa consentiamocela comunque. La normalità è rappresentata dal successo di Milano nel derby con Varese, in una partita caratterizzata dalla grande prova di quel Samuels dal nome curioso (Samardo) che ci proietta nella letteratura sudamericana… 21 punti, due più di Langford, il giamaicano uscito dalla scuola di Rick Pitino entusiasma subito il Forum di Assago e restituisce un minimo di sicurezza allo squadrone di Armani che nella seconda parte domina Varese ma poi dal +14 si ritrova al +3 all’ultimo giro di lancetta e si salva solo perchè a Polonara viene fischiato in difesa un fallo assai dubbio e lo stesso Polonara poi non finalizza la sua splendida prestazione (26 punti, con 5/8 da tre) forzando e sbagliando gli ultimi due tiri. La normalità è rappresentata anche dall’altrettanto pronto riscatto di Sassari che vince con più fatica di quanto non dica il punteggio su Cantù, in gara per tre quarti e poi travolta da Drake Diener (31 punti). La poca consistenza di Pistoia e di Montegranaro consente ad Avellino e a Venezia di darsi una scossa e ripartire. Riparte anche Reggio Emilia che nel terzo match di alto livello della giornata, dopo quelli di Milano e Sassari, stende i campioni d’Italia di Siena battendo la Mens Sana dopo vent’anni di digiuno con ottime prove di Bell del quale il coach Menetti commenta “Ormai gioca da veterano“, ma che, a trentadue anni e con più stagioni di esperienza in Serie A tra Biella e Cremona, non può dirsi un ragazzino appena uscito dal college alla scoperta del mondo. Bene anche Cinciarini, al solito, e Cervi, e questa è una buona notizia. Preoccupa invece Siena dove l’assottigliamento del budget ha forse attenuato la disposizione sociale a scoprire grandi campioni: bene Carter, discreto Viggiano, in pausa Nelson, impalpabili Green, Hunter ed English. Riparte sgommando, infine, Venezia rifilando 38 punti alla Sutor di Recalcati (40-19 il parziale del terzo periodo!) con Giachetti e Vitali perfetti nel tiro da tre e nella gestione del gioco. Al di là delle “ripartenze”, qualche parola meritano le squadre che si confermano anche perché avendo in calendario domenica prossima Caserta-Milano, Siena-Bologna ed Avellino-Roma (in tv su Raisport alle 20.30), non è detto che tutte e tre o anche una sola restino tra sette giorni al loro posto di comando. Caserta è andata ad espugnare Pesaro che la settimana precedente aveva vinto ad Avellino, Roma con D’Ercole e Ignerski ha bloccato Brindisi esaltata dal prestigioso successo sull’Armani, Bologna ha saputo rimontare con pazienza e con un lussuoso Hardy (27 punti) il passivo (7-28 dopo i primi 10′) di Cremona fermata dall’infortunio di Chase e obbligata al supplementare, raccogliendo come già nella giornata d’esordio assai meno di quanto avrebbe meritato. Overtime anche per Pesaro-Caserta con i marchigiani che partono male e recuperano con Turner e Trasolini e i campani che dopo 45′ vincono con Roberts. Le conferme in negativo riguardano invece Pistoia, Montegranaro e appunto Cremona. I toscani pagano lo scotto del ritorno in Serie A, i marchigiani la leggerezza del roster, i lombardi un pizzico di sfortuna. Diamo un’occhiata agli italiani. Dopo il Datome mvp della stagione regolare (ed Hackett dei play off), anche quest’anno avremo azzurri protagonisti? Ieri si sono fatte apprezzare particolarmente le prove di Polonara e dei fratelli Gentile, ma più in generale, nel giorno in cui il Corriere della Sera scopre la necessità di dare maggiore spazio ai giocatori italiani (nel basket e nel volley) con una bella intervista al presidente della Giba, Marzoli, che ovviamente sostiene la tesi proponendo almeno una presenza fissa in quintetto di un giocatore italiano, i numeri del secondo turno confermano come per ora l’appello continui a cadere nel vuoto restando assolutamente minoritari. Vediamoli. In questo secondo turno, sono stati iscritti a referto 82 italiani su 182 (45%) inserendo nel conto anche Viggiano, Cerella e Travis Diener che hanno indossato la maglia azzurra. Hanno contribuito nel minutaggio totale per il 25,7% (875 su 3300), e nei punti segnati per il 22.7% (293 su 1234). Le percentuali salgono leggermente considerando anche i naturalizzati (Jackson e Ndoja a Cremona, Lauwers a Montegranaro, Biligha ad Avellino, Trasolini a Pesaro e Fernandez a Sassari): 48.4% per numero (88), 31% per minutaggio (1010), 26.5% (327) per punti segnati. Per quanto riguarda le singole squadre, si va dallo zero spaccato di Cremona agli 88 minuti (44%) che Crespi ha concesso ai suoi italiani a Siena, partendo dai 16′ di Brindisi (8%) e i 25′ di Bologna (12.5%) per arrivare agli 84′ di Venezia (42%) e Caserta (37.3%) e agli 86′ di Cantù (43%), le società più “virtuose” insieme a Siena sotto questo punto di vista. Cremona non ha avuto ovviamente alcun punto dagli italiani (ma 17 punti in 68′ da Jackson e Ndoja). Il contribuito maggiore lo ha ottenuto Venezia (38 punti: due in più di Varese che ne ha contati 36 e per merito esclusivo di Polonara e De Nicolao).

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