Buoni e cattivi della 3^ giornata di andata della Serie A 2013/2014

Buoni e cattivi della 3^ giornata di andata della Serie A 2013/2014

JEROME DYSON 10 – un uragano, un ciclone che si abbatte con un’onda d’urto devastante contro la malcapitata Cremona di coach Gigio Gresta (che attende il miglior Brian Chase e spera di inserire al piu’ presto nelle proprie rotazioni una pedina importante come Uros Tripkovic, recentemente firmato dalla dirigenza lombarda), che affonda in riva all’Adriatico rimediando una sconfitta dal passivo preocupante (- 22 alla sirena finale, ma partita già abbondantemente in ghiaccio dopo i primi 20′). Per i ragazzi di coach Bucchi molto bene il solito Delroy James, il pitbull Folarin Campbell e i nostrani Zerini e Formenti. Ma, sugli scudi troviamo il numero 11 bianco-azzurro, autore di ben 31 punti (con 7/8 da 2 e 5/9 da 3), autentico mattatore dell’incontro, che spegne la Vanoli gia’ dopo i primi 2 quarti di gioco. SUTOR MONTEGRANARO 9 – che si mangia la Grissin Bon al PalaSavelli, cogliendo il primo successo stagionale che la rilancia in classifica. Ottime prove in casa Sutor per Daniele Cinciarini, che vince il derby in famiglia con il fratello minore e nazionale azzurro Andrea, Josh Mayo ( che chiude con 25 punti ed un candido 12/12 dalla línea del tiro libero) e Jamie Skeen (14+4 rimbalzi). Primo trionfo che può dare tantissimo dal punto di vista psicologico ai ragazzi di coach Recalcati che adesso aspettano anche i migliori Mazzola, Campani e Detrick per guardare al futuro con tranquillità e cercare di condurre in porto un’altra, l’ennesima, stagione ricca di successi e gratificazioni. FRANK HASSELL 8 – che non sarà mai Bryant Dunston, cui cede parecchio in termini di intensità, energía, carattere, cattiveria agonística, ma che sta cercando di avvicinare, quantomeno dal punto di vista dei numeri, nelle ultime uscite in maglia Cimberio. Doppia doppia da 18 punti e 13 rimbalzi per l’ex Hapoel Holon nel match vinto da Varese contro Venezia, con l’impressione che il centro di coach Frates stia salendo  esponenzialmente di colpi e possa diventare sempre più determinante nell’economia del gioco della Cimberio. KEITH LANGFORD 7 – che prende letteralmente per mano l’Olimpia al PalaMaggiò, guidandola ad un importantissimo successo, il terzo di fila per i ragazzi di coach Banchi, che sembrano iniziare ad assimilare le idee del  coach toscano, mettendo più intensità, voglia e determinazione sul parquet. Il capitano resta sempre Ale Gentile, non ci sono dubbi, ma il leader tecnico è altrettanto indubbio che sia lui, il numero 23 da Fort Worth, ex Maccabi, Khimki e Virtus Bologna tra le altre, un crack a livello europeo, potenzialmente uno dei migliori 5, ma facciamo anche 3, nel suo ruolo nel vecchio continente, se solo colmasse il gap esistente tra i suoi straripanti mezzi tecnici e la più limitata dose di concentrazione e determinazione che mette in campo. Fondamentale a Caserta con 23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, quest’anno segna di più e sembra sbattersi anche nella metà campo meno prediletta, non può che essere una lietissima notizia per i meneghini. WORKING CLASS MONTEPASCHI 6,5 – Out per infortunio Spencer Nelson, giornata complessa per Daniel Hackett, Green che si prende tante, troppe pause, nessun problema, ci pensano i gregari di Siena assieme ad un ottimo Rochestie a spegnere la Virtus, che cade al PalaEstra dicendo addio al sogno di vetta solitaria raggiungibile trionfando in Toscana. Viggiano (15 punti, 3 stoppate e 3 assist), Cournooh (8 punti + 3 rimbalzi) e Ortner (11+4), fanno il cosiddetto “lavoro sporco”, quelle piccole cose che ti fanno vincere le partite ma che magari si vedono meno rispetto ad un alley oop spettacolare, un tiro in uscita dai blocchi o un assist dietro la schiena. E Siena va… GIORGIO TESI GROUP PISTOIA 5 – voto slegato dal tonfo (peraltro onorevole) rimediato dai toscani a Sassari, ma che vogliamo attribuire al roster pistoiese, che al momento non si è dimostrato adeguato per affontare il ritorno nella massima serie dopo anni di sofferenza nelle minors italiane. Moretti lamenta prestazioni insufficienti da parte dei suoi USA, chi scrive aggiunge che ci sono anche notevoli lacune nello spot di playmaker, il tempo per intervenire c’è, ma non provarci sarebbe un delitto. POLVERI DA FUOCO REYER 4 – che definire bagnate suona quasi come un complimento, dopo aver esaminato la disastrosa percentuale nel tiro dalla lunga distanza di Venezia, maturata nel KO di Masnago contro la Cimberio (1/9, 11% di realizzazione, roba da oratorio…). Ci si aspetta molto di più da Donell Taylor, troppo altalenante in questo primissimo scorcio di stagione. DWIGHT HARDY 3 – che scendeva nella Città del Palio con lo scettro di capocannoniere del campionato e con notevoli attributi di “bomberismo”, dopo le strabilianti prestazioni recentemente offerte contro Cremona e Sassari, ma che toppa clamorosamente l’appuntamento, andando (quasi) in bianco e facendosi imbrigliare dall’attenta difesa predisposta su di lui da coach Crespi.  

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy