Buoni e cattivi della 6^ giornata della Serie A 2013/2014

Buoni e cattivi della 6^ giornata della Serie A 2013/2014

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UMANA VENEZIA 10 – strano il basket, è vero, ma forse è proprio per questo motivo che ci piace e ci appassiona così smodatamente. Prendi ad esempio una Reyer Venezia, squadra allo sbando e priva d’identità, che in settimana cambia la propria guida tecnica, e mettigli di fronte l’EA7 Milano, ovvero il roster più ricco, profondo e tecnico del campionato. Risultato? I due punti non si allontanano dalla Laguna, Olimpia costretta ad alzare bandiera bianca ed esordio vincente per il neo coach veneziano Zare Markovski, chiamato a risollevare le sorti dell’ambizioso progetto estivo voluto da Federico Casarin e dal presidentissimo Brugnaro. Sugli scudi per i lagunari Andre Smith e Luca Vitali, ma bene anche gli azzurri Rosselli e Magro, a referto rispettivamente con 9 e 7 punti. ENEL BRINDISI 9 – che sbanca piuttosto agevolmente Masnago, confermandosi in vetta alla classifica in coabitazione con Montepaschi Siena e Granarolo Bologna e mettendo a nudo i macroscopici problemi della Cimberio ( manca un costruttore di gioco, le rotazioni difensive dei lunghi sono quantomeno rivedibili e ci sono almeno 2 elementi in nettissimo calo di rendimento rispetto alla scorsa stagione). Vantaggio costruito dai pugliesi nei primi 20′ di gioco, giocati ai limiti della perfezione (solo 29 punti concessi ai padroni di casa) e poi gestito per tutto l’arco del match, con qualche patema a cavallo di terzo e quarto periodo ( grazie alle isolate fiammate di Ebi Ere e Dusan Sakota), che comunque non ha fatto vacillare la determinazione dei ragazzi di coach Bucchi, sempre in controllo del match. Bravi tutti, tra le fila dell’Enel, ma menzione speciale per Bulleri e Campbell, una roccia in difesa. E poi, solito numero da prestigiatore consumato dell’Enel, che pesca dal cilindro, anche durante questo show, un coniglietto nuovo: prima James, poi Dyson, domenica scorsa Lewis, adesso ecco il bosniaco Todic, concreto e solido al PalaWhirlpool con i suoi 17 punti ( 6/7 da 2), partendo dalla panchina. GRANAROLO BOLOGNA 8,5 – che riacciuffa e vince meritatamente una partita che Matteo Imbròsembrava già avviata verso i classici titoli di coda già nel terzo periodo, quando la Virtus giallorossa dava l’impressione di condurre agevolmente le operazioni, grazie agli acuti di un incandescente Phil Goss e allo strapotere sotto le plance di Trevor Mbakwe. Poi, il blackout in casa capitolina, con un parziale formato extra-large a favore delle V nere, brave a non disunirsi, a chiudere l’area e a trovare in Imbrò il cervello al quale affidarsi per costruire con pazienza in attacco i tiri migliori. Bella squadra davvero questa Virtus, che dimostra anche un grande carattere, andando a vincere una partita che stava scivolandole di mano, ulteriore mattoncino che aumenta la compattezza e la fiducia all’interno dello spogliatoio di coach Bechi. VANOLI CREMONA 8 – che doma Cantù al PalaRadi grazie ad un’eccellente prima metà di gara ( primi 20′ terminati col punteggio di 64-45 per i ragazzi di coach Gresta) e alle importanti prestazioni offerte dalle proprie bocche da fuoco ( Rich e Jackson, rispettivamente a referto con 19 e 25 punti), dimostrando che sarà dura per tutti passare dal fortino della città del torrone, dove tra l’altro la Vanoli aumenta esponenzialmente i giri offensivi del proprio motore. Con un pizzico di solidità e determinazione in più, i lombardi possono anche iniziare a pensare al primo scalpo esterno, in modo da riuscire a conquistare anticipatamente e con più tranquillità l’obiettivo della permanenza nella massima serie. Jeff ViggianoJEFF VIGGIANO 7,5 – mezzo voto in più per lo straordinario buzzer-beater di Malaga, che ha permesso alla Montepaschi, non solo di sbancare il “caliente” palazzo andaluso, ma anche di cogliere il primo successo stagionale in Eurolega, che potrebbe far svoltare la campagna continentale dei senesi ed iniettare cariche a pallettoni di fiducia nella testa degli uomini di coach Crespi. Tra le fila toscane, sta acquistando sempre maggior peso specifico proprio l’ala italo-americana passata da Brindisi nella scorsa stagione, autore di un’ottima prova anche in campionato nel match vinto contro Montegranaro, dove il numero 4 senese ha messo a referto 17 punti in aggiunta a 5 rimbalzi, che gli sono valsi un 16 complessivo di valutazione finale. ANDRE SMITH 7 – destatosi dal torpore nel match vinto dai lagunari contro l’Olimpia, ha finalmente tirato fuori le proprie, notevolissime, doti balistiche, già abbondantemente viste a Caserta 2 stagioni or sono. La rinascita della Reyer passa necessariamente dal recupero di due pezzi da novanta del calibro di Smith e Taylor, pedine fondamentali nell’economia del roster oro-granata e che, se stanno bene, possono creare tantissimi grattacapi a qualunque difesa avversaria. Nel frattempo, primi ma significativi segnali di risveglio da parte dell’ala uscita da Nord Dakota, che contro Milano ne scrive 27 ( con 5/8 da 3), conquistando anche 5 rimbalzi. TREVOR MBAKWE 7 – già ampiamente osannato da chi scrive nella rubrica “GiveMe5”Trevor Mbakwe per la sontuosa prova da 23 punti e 11 rimbalzi sfoderata contro la Granarolo Bologna, tuttavia insufficiente ad evitare la sconfitta dei capitolini di fronte al pubblico amico del PalaTiziano, dimostra di avere ampi margini di miglioramento complice un’età ancora giovanissima ( è appena uscito dal college).   Marco MordentePASTA REGGIA CASERTA 5 – in striscia negativa da 4 giornate, dopo l’ottimo inizio di campionato, in settimana è avvenuto un pacifico incontro tra il presidente Iavazzi, il GM Atripaldi e coach Lele Molin per fare il punto della situazione ed interrogarsi sul momento no della squadra campana. Caserta paga il vistoso calo di rendimento dei propri USA, qualche nervosismo di troppo nelle ultime giornate e il calendario obiettivamente non facile. Ma, ad Avellino è scesa una squadra viva, con voglia di lottare, motivo per cui è del tutto inopportuno pensare ad una crisi di Mordente e soci. CJ WALLACE 4,5 – preso per aumentare il tasso di esperienza e di talento del roster dell’Olimpia, in un ruolo tra l’altro chiave nell’economia del gioco di coach Banchi, sta deludendo e non poco, nonostante abbia tutto, ma proprio tutto ( anche il passaporto…) per far bene a questi livelli. A Venezia  è sembrato completamente fuori dal contesto, inadeguato, spento, e ha chiuso con il magro bottino di 2 punti e 3 rimbalzi una partita da dimenticare in fretta per Milano. Fabrizio FratesFABRIZIO FRATES 3 – che ha tuttavia come parziali attenuanti l’infortunio di una pedina chiave come Aubrey Coleman, un Clark che non gira e che sembra poco calzante al gioco della Cimberio, una panchina povera dal punto di vista qualitativo e quantitativo rispetto a quella della passata stagione ed il calo di rendimento delle giovani stelline nostrane ( anche se, forse riconducibile alle discutibili scelte del coach milanese in alcune occasioni…). Ma, questa Cimberio è troppo brutta per essere vera e tutti, tifosi, città, blasone, maglia, meriterebbero più rispetto e un maggiore impegno da parte di chi scende sul parquet. A Frates, imputiamo le colpe di non aver plasmato un’identità di gioco alla Cimberio, pur possedendo materie prime di ottima qualità, e di dare l’impressione di accettare il corso degli eventi, non riuscendo ad influenzare l’atteggiamento dei suoi, rassegnandosi quasi alla sconfitta quando tutto appare ancora in discussione. Forse, serviva una guida tecnica di maggiore spessore e personalità per il post Vitucci, ma la scelta è ricaduta sull’ex assistente di Scariolo all’Olimpia Milano, cui l’esperienza di certo non manca, sia chiaro, ma che in questo momento sta avendo molte difficoltà nella gestione del roster varesino.

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