Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/40 – Finali Under 15, un firmamento di stelle

Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/40 – Finali Under 15, un firmamento di stelle

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Per il tifoso professionista il week-end delle Finali Under 15 a Desio è stata un’ottima occasione per sgranchirsi le gambe, e seguire un po’ di prospetti che presto o tardi vedremo ad alti livelli.

Una prima riflessione va senz’altro alla cornice: edizione organizzata da una delle società storiche della Brianza, l’ Aurora Desio col suo Presidente Ivan Papaianni ha fatto il massimo possibile.

Quanto al campo, ammetto di aver visto solo semifinali e finali, ma i super esperti mi dicono che erano le squadre migliori solo la Reyer avrebbe meritato qualcosa di più. Comincio comunque dai padroni di casa, l’ Aurora Desio della stella Cipolla (1.95): esterno con ottime mani, può crescere, è un po’ lento ma ha sicuramente un futuro in serie maggiori.

Passiamo all’ Olimpia Milano ben allenata da coach Paolo Galbiati: è la squadra che giocava meglio sia in difesa che in attacco, sarò di parte ma le squadre giovanili vanno fatte giocare così: difesa aggressiva a uomo, attacchi semplici, con grande movimento e contropiede. Ahimè, la squadra non ha grande talento e fisicità, ma Dieng se trasforma 10Kg di “ciccia” in muscoli può diventare un giocatore da serie A (1,95): ha mani eccellenti, buoni movimenti, ma in attacco deve migliorare l’uno contro uno.

Capitolo finaliste, in primis la Benetton: come sempre si vedono ragazzi con ottimi fondamentali ,la coppia udinese Mian/Presacco si vede che durante l’anno ha lavorato tanto e bene. Nella finale i bianco-verdi sono partiti a mille con Sarto (1.95) che nei primi due quarti ha segnato ben 23 punti , poi è morto di stanchezza e non ha più segnato, l’impressione comunque è quella di un eccellente attaccante, con una gran mano da 3 ma anche un bel arresto e tiro e va a rimbalzo; altro giocatore interessante Battistuzzi, quasi 2.00, gioca vicino a canestro, ottimo nei confronti vis a vis e bene a rimbalzo.

Chiudiamo ora “dulcis in fundo” con i Campioni d’Italia della Stella Azzurra di Germano D’Arcangeli, che bissa il Titolo Under 19 vinto a Torino. Lodevoli tutti, ma su tutti due giocatori super come Palumbo e Pazin. Il primo è un esterno di 1.95: ottimi fondamentali, può giocare in tutte e tre le posizioni esterne, bene in difesa E ottimo ai rimbalzi ( ben 11 in finale) . Sicuramente arriverà in serie A , la dico grossa mi sembrava di vedere Enrico Gilardi giovane del Basket Roma: è a mio parere il miglior giocatore del torneo. Quanto a Dorde Pazin , croato naturalizzato 1.95, rispecchia lo stereotipo della guardia con una velocità di base impressionante: dotato di uno contro uno con grande forza fisica anche lui se non si perde può essere da Serie A. Ottime impressioni infine ne ho ricavate anche da Dominic Lafitte, play/guardia ma ben 16 rimbalzi, sempre pronto al contropiede.

Immagino che poi vogliate sapere cosa penso di Bobrockyi: bene, per chi frequentava il basket negli anni ’70 ,mi sembrava di vedere Sabatini, il bresciano 2,20 che ha fatto le giovanili nell’Olimpia e non è mai andato oltre la serie B. Il rumeno deve mettere su almeno 50 Kg, e imparare a correre. Mi dicono che sia un ragazzo intelligentissimo, parla quattro lingue e nel suo paese ha vinto le Olimpiadi di Matematica…se son rose fioriranno.

Considerazione finale per attirarmi qualche amicizia : Rubini quando all’Olimpia giovani allenatori delle giovanili eravamo “orgoglioni” perchè vincevamo i Titoli Italiani Giovanili ci chiamava nel suo ufficio e ci “cazziava” e chiudeva ” VOI DOVETE FARE GIOCATORI PER LA PRIMA SQUADRA . I VOSTRI TITOLI SONO PER LA CARTA DA LETTERE”.

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