Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/44 – Italia, mi hai stupito. Ora continua a stupirmi!

Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/44 – Italia, mi hai stupito. Ora continua a stupirmi!

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Poche ore, anzi pochissime alla prima resa dei conti contro Israele. E comunque vada in questo come nei prossimi turni (speriamo fino in fondo), prima di tutto il mio mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Il girone giocato dagli Azzurri a Berlino è stato super, in alcuni momenti di contro Spagna e Germania ho visto una Nazionale dal tasso di spettacolarità impressionante, diciamo che il buon Petrucci non è stato così miope : non sono convinto che si tratti dell’Italia migliore di sempre, ma le condizioni ambientali potrebbero cambiare le carte in tavola.

A dare entusiasmo sono innanzitutto i tre NBA, atuori di tanti “bambini coi baffi”, in un gruppo in cui Gigi Datome – nonostante l’infortunio – si fa sentire con energia, tifo, sostegno e supporto ai compagni.

Gallinari non ha avuto problemi fisici e, come immaginavo, la FIBA lo ha scelto sistemaicamente nel miglior quintetto di queste prime giornate. Sapevamo della sua tecnica e del suo talento offensivo, ma ammetto che la sua crescita a rimbalzo e in difesa è quella che non ti aspetti: unico neo qualche protesta di troppo con gli arbitri, ma quando hai a che fare con la trans agonisitica c’è poco da fare…

Quanto a “Mago” Bargnani, anche qui vari motivi di sorpresa, e in positivo: ha smentito tutti offrendo la faccia giusta , tiro come sempre preciso, ma soprattutto difesa, sforzandosi (a volte riuscendo) a contenere Gasol e Nowitzki.

Passando invece a Belinelli, si è visto che la condizione non era al 100%: non corre come potrebbe, ma ciononostante le sue scelte al tiro hanno letteralmente deciso le sfide contro Furie Rosse e padroni di casi. Se crescesse nella forma, contenderebbe al Gallo il ruolo di leader offensive.

Next chapter gli italiani per così dire “esportazione”, Ale Gentile ha mostrato carattere e forza fisica impressionanti: specie negli uno contro uno arrivava al ferro con apparente facilità, quando hai bisogno di un canestro fuori dagli schemi lui c’è.

Ma poi, come dimenticare gli altri? Tutti hanno dato un contributo quando sono stati chiamati in causa: Cinciarini gioca in maniera intelligente, innesca le bocche da fuoco e quando deve tirare fa anche lui canestro. Hackett così così in regia, ma ottimo sul piano individuale, in entrambi i lati del campo. Di Aradori il marchio di fabbrica resta la sua verve balistica, autentica ciliegina sulla torta nei break decisivi contro Germania e Islanda, mentre Cusin e Polonara hanno giocato poco ma sportellando o confezionando canestri chirurgici. Non giudicabile Della Valle, che pure dalla panca è uscito con personalità, in frangenti minimi, sotto tono invece Melli, anzi un po’ troppo rispetto a quello che potrebbe dare: troppo tiro da fuori…

Chiosa inevitabile su un Pianigiani che non ha commesso errori nelle rotazioni, la speranza è che gli spettri dell’incostanza sia definitivamente alle spalle.

Complimenti davvero a chi ha creduto nel gruppo, io non ero tra questi, ma non esserlo non significa essere gufo. Si può dissentire, ma come ieri e sempre FORZA ITALIA!

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