Considerazioni di un tifoso professionista/6 – Cosa resterà di questo EuroBasket?

Considerazioni di un tifoso professionista/6 – Cosa resterà di questo EuroBasket?

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Dino Meneghin è stato il protagonista di tutte le vittorie e dei podi della nostra Nazionale , poi dismessi pantaloncini e canottiera e indossato il blazer blu, ha convinto la FIBA a cambiare la formula degli Europei (a 24 squadre) e riammettere l’Italia che non si era qualificata a questi Europei.

Oggi dovrà fare un nuovo miracolo MIRACOLO: convincere la FIBA a concederci la “wild card” per i mondiali del prossimo anno. Sarà durissima perché i nostri avversari si chiamano Turchia,Grecia e Russia…e non sarà solo diplomazia, e conoscendo la FIBA entreranno in ballo organizzazione di eventi, sponsor  ecc. ovvero GRANONE. Speriamo in Dino, che in azzurro ha sempre dato il meglio, in tutti i sensi, su tutti i fronti.

Giudizio su questi Europei.

Comunicazione (voto 9) : ha ragione Gianni Petrucci, la Nazionale è il volano del movimento; copertura Rai eccellente sia in TV che in radio, e tutti i maggiori quotidiani hanno inviato corrispondenti (Corsera due, Gazza due, Repubblica uno). Basket dopo anni in prima pagina in Gazzetta, speriamo che il movimento sfrutti questo momento di euforia.

Squadra (voto 7) : aldilà del risultato è una squadra che si è fatta amare perché non “molla” mai merito dello staff tecnico con Pianigiani in testa.

Futuro tecnico : il gruppo c’è ora bisogna cercare di inserire gli assenti senza cambiare atteggiamento.

Futuro politico: c’è una riforma dei campionati che ha portato 16 stranieri in più . Va corretta in tempi brevi e  costringere le Società, se non lo capiscono di far giocare gli ITALIANI.

Reclutamento: altro problema del nostro movimento. Nessuno né società né federazione recluta giovani alti, eppure negli anni ottanta la FIP aveva tre tecnici Puglisi, Blasone e Faina giravano l’Italia in lungo e in largo cercando “lunghi”,  Magnifico ad esempio è stato reclutato grazie a questi giri, e io, giovane allenatore dell’Olimpia Milano ero costretto con i miei colleghi Roggiani e  Casalini nel mese di ottobre ad andare fuori delle scuole medie di Milano (allora la scuola iniziava ad ottobre) e all’uscita dei ragazzi individuare quelli alti e robusti e invitarli alle nostre leve: vi assicuro mi sentivo tanto Girolimoni, ma in palestra portavamo gente alta e non come oggi che la Pallavolo ci ruba tutti i lunghi.

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