DNA Gold Review: Brescia al comando, la Leonessa ruggisce da sola

DNA Gold Review: Brescia al comando, la Leonessa ruggisce da sola

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Giornata importante quella appena trascorsa in LNP Gold: sono cadute tre delle quattro precedenti capolista, lasciando sola in vetta la Leonessa Brescia. Ma è successo anche molto altro…
Doveroso, ovviamente, iniziare con la Centrale del Latte che vince lo scontro diretto con Biella guadagnandosi la vetta solitaria della classifica. Il match del San Filippo (ancora inviolato in stagione) metteva di fronte due delle squadre che stanno esprimendo il miglior basket della lega, e ne è venuto fuori un incontro combattuto e giocato a ritmi elevati da entrambe le squadre, come testimonia il 92-88 finale. A fare la differenza il talento offensivo e la profondità degli uomini di Martelossi, che dopo un primo tempo quasi sempre condotto erano scivolati anche a -8 nel terzo periodo. Importante però il contributo dei vari Giddens, Fultz e Slay, solo alcuni degli interpreti di un meccanismo che sta girando alla perfezione, con nove uomini sopra i 5 punti di media e i giovani Procacci e Maspero (non impiegati contro Biella) a dare il loro contributo quando chiamati in causa. Dall’altra parte, Biella ha avuto esattamente il problema opposto: se di solito la squadra di Corbani produce tanto con molti suoi elementi, a Brescia il trio Voskuil-Hollis-Laganà ha monopolizzato l’attacco dell’Angelico, complice la serata negativa del resto della squadra. I tre realizzano infatti 74 degli 88 punti di squadra, con gli altri sei compagni che chiudono addirittura su un -9 complessivo di valutazione. Difficile con questi numeri pensare di espugnare il palasport lombardo, anche se Biella ha comunque retto fino all’ultimo: si ferma dunque la striscia più lunga di successi di questo campionato (cinque di fila), Brescia si gode invece la vetta solitaria della classifica e la consapevolezza di uno status da probabile protagonista in questo torneo.
Tra le ex-capoliste, ha fatto abbastanza rumore la caduta di Torino in casa contro Capo D’Orlando, di fronte ad un PalaRuffini tutto esaurito. L’arrivo di Mays e il rientro di Basile hanno evidentemente rigenerato l’Orlandina: non possono essere un caso le quattro vittorie in fila dopo lo 0-3 iniziale, peraltro arrivate contro avversarie di tutto rispetto. E la squadra di Pozzecco ha iniziato anche a vincere su campi di una certa difficoltà: dopo aver inflitto a Barcellona la prima sconfitta interna stagionale nel derby, Archie e compagni si sono ripetuti contro la Manital. Giocando una partita quasi perfetta, nonostante l’assenza di Nicevic ed un Soragna in condizioni a dir poco precarie (per Torino, out i soliti Steele e Mancinelli). L’Upea tramortisce infatti la squadra di Pillastrini nei primi due quarti e mezzo, toccando anche i 19 punti di scarto, prima di subire la rimonta dei padroni di casa che per poco non concretizzano un clamoroso aggancio. Ma il successo di Capo D’Orlando è più che meritato, in un match che, per scelta ma anche per necessità, ha visto i due allenatori “spremere” tanti elementi del quintetto (8 giocatori in campo almeno 30 minuti). Mays e Archie i migliori tra le fila ospiti (senza dimenticare la coppia italiana Portannese-Benevelli), alla PMS non bastano le “twin towers” Amoroso-Wojchechovski sotto canestro (40 punti e 19 rimbalzi in due). Proprio il recupero ormai quasi completo del giovane lungo polacco è una delle migliori notizie per coach Pillastrini, in attesa di riavere il roster al completo. I due punti però sono di Capo D’Orlando, in questo momento la squadra più calda del torneo: e l’impressione è che i margini di miglioramento non sono finiti (soprattutto considerando i rientri di Soragna e Nicevic).
Cade anche Veroli nel derby contro Ferentino. Un risultato per certi versi inatteso, non tanto per la differenza in classifica tra le due squadre ma anche per le pesanti assenze in casa FMC: a coach Gramenzi, oltre alla solita assenza di Mosley, mancava anche l’altro americano Rodney Green. Un KO particolarmente pesante, visto che privava la squadra di Gramenzi del suo miglior realizzatore (quasi 19 punti a partita). Ma, si sa, soprattutto nei derby le motivazioni fanno la differenza e quelle dei padroni di casa erano probabilmente più forti. Dopo un primo tempo molto equilibrato, i soli 9 punti concessi a Veroli permettono a Bucci e compagni di scappare: gli ospiti rientrano e impattano nell’ultimo periodo, ma il finale punto a punto premia i padroni di casa, alla seconda vittoria in stagione. Un successo che porta soprattutto la firma di capitan Guarino, irriconoscibile fin qui (una sola volta in doppia cifra, 2/17 da 2 nelle prime sei gare) ma decisivo contro i cugini con 24 punti a segno. In buona evidenza anche Bucci e Pierich per una vittoria tutta italiana, dall’altra parte Veroli si intestardisce forse eccessivamente nel tiro dalla distanza (nonostante le basse percentuali) e ha in Sanders (23 punti) l’unica individualità di rilievo, seppur anche lui spadelli dai 6.75 (2/10). Una partita non può ovviamente cambiare il giudizio di un campionato fin qui al di sopra di ogni aspettativa per Veroli, anche se non è un mistero che il derby abbia sempre un sapore particolare, e vincerlo avrebbe lanciato ulteriormente i ragazzi di coach Ramondino. La FMC sta invece pian piano risalendo la china dopo le quattro sconfitte iniziali, e non c’era ovviamente modo migliore per ricompattare l’ambiente di una vittoria contro i rivali. Con i rientri di Green e Mosley, coach Gramenzi potrà avere a disposizione l’intero roster che, sulla carta, non vale certo le ultime posizioni in graduatoria.
L’affermazione più facile di giornata è quella di Barcellona, che travolge Imola con un eloquente 97-62. Le chanches degli ospiti, già nettamente inferiori con il roster al completo, sono però ulteriormente crollate con le assenze di Poletti e Dordei. E per una squadra che produce così poco con la panchina (coach Esposito è stato costretto a schierare in quintetto Mancin e Gorrieri), pensare di rimanere in partita contro la Sigma era quasi un’utopia. E infatti, dopo un primo tempo tutto sommato onorevole (-10 all’intervallo), il 22-9 del terzo periodo ha definitivamente chiuso la pratica in favore dei ragazzi di Perdichizzi. Il confronto tra la probabile miglior coppia di americani del campionato, e quella meno attrezzata, è stato inoltre schiacciante: Collins e Young si confermano dei lussi per la categoria, segnano 55 punti in due e si rendono utili in tante fasi del gioco. L’ex casertano colpisce a ripetizione dall’arco (7/10) ma smazza anche 9 assist, mentre Young oltre ad essere devastante in avvicinamento (10/13 da 2) cattura 9 rimbalzi sfiorando anch’esso la “doppia doppia”. In casa Imola, invece, Niles e Young continuano a non convincere, nonostante una serata in cui le loro responsabilità aumentavano viste le assenze di Poletti e Dordei: 9/26 dal campo, 11 palle perse e -3 di valutazione complessiva il magro bilancio dei due “strangers” di Imola. Che in trasferta finora ha subito 27.5 punti di scarto medio a partita, uno dei dati che spiegano come, ad oggi, l’Andrea Costa sia la squadra probabilmente meno attrezzata del torneo.
Torna finalmente a vincere la Tezenis Verona, che dopo quattro sconfitte di fila ha la meglio su Forlì e muove una classifica che cominciava a farsi preoccupante. Non sono per la verità troppi i segnali positivi dopo il 74-71 sui romagnoli, ma nella situazione dei gialloblù era importante il risultato ed il fatto che siano arrivati i due punti fa passare per il momento in secondo piano tanti altri aspetti. Importante il dominio a rimbalzo di Verona (sempre avanti nei primi 30 minuti, ma in difficoltà nell’ultimo quarto), che ha trovato un buon contributo da tutto il suo starting-five: tutti in doppia cifra (tranne Da Ros), e nessuno sotto i 4 rimbalzi catturati da Smith. Va rimarcata la prestazione di Carraretto, un po’ in difficoltà in questo inizio di stagione ma spesso importante dall’arco per sbloccare l’attacco dei suoi contro un’ostica Forlì. Che torna a casa ancora a mani vuote, nonostante l’ennesima gara che ha visto la squadra di Cedro Galli giocarsela alla pari contro un avversario molto più quotato: i romagnoli hanno perso 5 gare con uno scarto compreso tra gli uno e i cinque punti, a dimostrazione di un inizio di stagione davvero sfortunato al di là di un roster non certo di primissima fascia. A tutto ciò si aggiunge inoltre la penalizzazione di 2 punti che ha reso vana l’unica vittoria stagionale contro Trapani: ma se Cain (solo 6 punti a Verona) e compagni continueranno con questo spirito, prima o poi la ruota girerà, magari contro avversari più accessibili. Di certo servirebbe qualcosa in più dalla panchina (ancora una volta impalpabile), che ha costretto per l’ennesima volta agli straordinari lo starting-five (Ferguson e Sergio, rispettivamente 19 e 18, i migliori contro la Tezenis).
Prosegue anche il gran momento di Trento, che supera anche Napoli raggiungendo il gruppo delle seconde dietro la capolista solitaria Brescia. Non è stata una partita facile per i bianconeri, che soprattutto in casa si confermano però squadra dai meccanismi offensivi quasi perfetti. I 51 punti segnati nel secondo tempo piegano infatti la resistenza degli ospiti, rimasti comunque in partita quasi fino all’ultimo nonostante le grandi percentuali di Triche e compagni ed i problemi di organico. Oltre alle pesanti assenze di Ceron e Bryan, infatti, i partenopei hanno perso quasi subito anche Allegretti: un forfait che ha costretto coach Cavina a ruotare sostanzialmente sei uomini più il giovane Izzo. Un Brkic a lungo immarcabile (24 punti, pericoloso indifferentemente dall’arco e dentro l’area) ha tenuto a lungo a galla i suoi, assieme al duo americano Black-Weaver e al prezioso apporto di Valentini. Trento però in attacco ha giocato una partita di altissimo livello, poggiandosi sulle sue certezze: la solidità di Elder (21 punti, 12 volte in lunetta), le magie di Triche, la certezza Pascolo (premiato dalla LNP come miglior giocatore di ottobre). Si è inoltre aggiunto un ottimo Baldi Rossi, partito dalla panchina assieme a Lechtaler per via dell’inusuale (ma efficace) quintetto small con quattro piccoli e BJ Elder da ala forte. 14 punti e 10 rimbalzi per il giovane lungo scuola Virtus Bologna, alla prima doppia cifra stagionale. Dall’altra parte, Napoli continua a deludere in trasferta: quarta sconfitta in altrettanti impegni lontano dal PalaBarbuto. Quella del PalaTrento è comunque la sconfitta più giustificabile, sia per l’andamento del match che per le già citate assenze. Ma la squadra di Cavina ha bisogno di sbloccarsi al più presto fuori casa, altrimenti potrebbe farsi complicata lotta per i playoff visto questo inizio di stagione più difficile del previsto.
Torna al successo Casale Monferrato, che non aveva sfigurato a Napoli e ha confermato i suoi progressi superando Jesi al PalaFerraris. La squadra di Griccioli ha finalmente trovato una serata produttiva in attacco, superando per la prima volta in stagione gli 80 punti e chiudendo con ottime percentuali dal campo. Una liberazione anche per gli americani: il miglior Jackson della stagione (21 punti), e un Dillard impreciso al tiro ma prezioso con ben 9 assist. Molto bene anche Martinoni sotto le plance, con un ultimo quarto da 25-19 che ha definitivamente spento le speranze della Fileni di portar via il primo successo esterno stagionale. Gli uomini di Coen continuano infatti ad avere un rendimento profondamente diverso tra casa e fuori: se al PalaTriccoli sono arrivati tre successi consecutivi, fuori casa finora Jesi è sempre uscita a mani vuote. Contro Casale Goldwire e compagni non hanno demeritato in attacco, ma sono mancati clamorosamente in difesa, concedendo 86 punti ad una squadra che ne segnava meno di 64 a partita. Ancora l’ex forlivese il miglior realizzatore dei suoi con 20 punti, è mancato invece Jukic mentre proseguono i segnali di risveglio di Borsato dopo il preoccupante inizio di stagione. Per la Novipiu un successo importante in chiave salvezza, e la conferma che il PalaFerraris resta un parquet sempre difficile da espugnare.
Decisamente difficile da espugnare anche il PalaIlio di Trapani: i supporters siciliani fanno fatica a ricordare l’ultima sconfitta casalinga, visto che negli ultimi tre anni tra DNC, DNB e LNP Gold ancora nessuna squadra è stata capace di espugnare il palasport siciliano. Una delle squadre ad andarci più vicina è stata però Trieste, che si è arresa solo dopo un supplementare di una partita giocata a viso aperto che avrebbe forse meritato miglior sorte. Gli ospiti infatti, nonostante le condizioni imperfette di Hoover e DiLiegro, conducono a lungo nel secondo periodo chiudendo il terzo quarto sul +7 e forzando il match all’overtime nonostante la rimonta (con sorpasso) dei padroni di casa. Al supplementare la differenza di energia è evidente e Trapani, spinta anche dal pubblico, chiude sul +7. Tanto per cambiare, tutto il quintetto di coach Lino Lardo va in doppia cifra: una simile continuità è praticamente impossibile da trovare nelle altre squadre del torneo. Non tutti hanno però nel proprio roster tre italiani come Baldassarre, Ferrero e Renzi oltre a due buoni stranieri come Lowery e Parker. Dall’altra parte, rotazioni lunghe per coach Dalmasson che manda nove uomini a segno nonostante le brutte percentuali al tiro (30/77 dal campo). Una vittoria avrebbe avuto grande valenza su un parquet del genere, ma a Trieste resta comunque la consapevolezza di potersela giocare a viso aperto con tutti in questo campionato.
CLASSIFICA
Centrale del Latte Brescia 12
GZC Veroli 10
Manital Torino 10
Sigma Barcellona 10
Angelico Biella 10
Aquila Basket Trento 10
Lighthouse Trapani 8
Upea Capo D’Orlando 8
Tezenis Verona 6
Fileni BPA Jesi 6
Expert Napoli 6
FMC Ferentino 4
Pall.Trieste 2004 4
Novipiu Casale Monferrato 4
Aget Imola 2
Credito di Romagna Forlì 0
PROSSIMO TURNO
Angelico Biella-Novipiu Casale Monferrato
Credito di Romagna Forlì-Upea Capo D’Orlando
Expert Napoli-Manital Torino
Lighthouse Trapani-Centrale del Latte Brescia
GZC Veroli-Tezenis Verona
Aget Imola-Aquila Basket Trento
Fileni BPA Jesi-Sigma Barcellona
Pall.Trieste 2004-FMC Ferentino
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