DNA Gold Review: Veroli e Biella sognano con le favorite, l’Orlandina insegue

DNA Gold Review: Veroli e Biella sognano con le favorite, l’Orlandina insegue

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Sesta giornata in archivio per la DNA Gold, come al solito tanti temi interessanti e alcune sorprese in un campionato che al momento prosegue sotto il segno di un grande equilibrio. Nel quartetto di testa rimane Veroli, che ha la meglio anche su Trento e si conferma una delle più inattese protagoniste di questo avvio di campionato. L’ostacolo per la squadra di Ramondino non era certo dei più semplici, anche considerando l’ottimo ruolino di marcia dell’Aquila Trento in trasferta (Elder e compagni si presentavano in Ciociaria forti di tre vittorie esterne su tre). Alla fine però hanno prevalso i padroni di casa, confermando i punti di forza espressi da Cittadini e compagni in questo inizio di stagione: la grande solidità difensiva (i 72 punti concessi a Trento sono il secondo peggior risultato stagionale) e la varietà di soluzioni in attacco. Veroli manda infatti cinque uomini in doppia cifra (con Carenza a 9), scappando nel terzo quarto dopo un primo tempo equilibrato. Gli ospiti sono bravi a rientrare sino alla parità, sfruttando la zona-press in difesa, ma non riescono a completare la rimonta incassando così la seconda sconfitta stagionale, dopo quella interna con Brescia alla seconda giornata. Non bastano a coach Buscaglia un ottimo Forray e il solito Pascolo, pesa la serataccia di Triche che chiude a 1/7 dal campo non confermando gli strepitosi numeri dell’infrasettimanale contro Verona. Altra capolista è l’Angelico Biella, che al momento detiene la striscia di vittorie consecutive più lunga nell’intero campionato (contro Ferentino è arrivato il quinto successo di fila). Gli uomini di coach Corbani rimediano ad un inizio negativo (che aveva visto la FMC colpire a ripetizione dall’arco) con un devastante 47-29 di parziale nei due quarti centrali, girando in proprio favore l’inerzia della gara. Gli ospiti rientrano fino al -1 nell’ultimo periodo, ma i rossoblu trascinati dal solito Voskuil (19 punti nell’ormai consueto ruolo da sesto uomo) e da un Hollis dominante sotto canestro chiudono il match sull’88-75. Prosegue dunque il momento d’oro dell’Angelico, che ha avuto canestri importanti anche da Simone Berti. Accolto con un po’ di scetticismo dalla piazza dopo l’infortunio di Mathis, l’ex Veroli si sta invece comportando dignitosamente, portando anche un po’ di esperienza in una squadra ricca di giovani. Ferentino non riesce invece a dare seguito alla vittoria contro Imola, la prima in stagione. Decisiva l’insolita serata-no di Rodney Green, che si ferma a 9 punti e non è peraltro aiutato dagli altri esterni titolari (Guarino e Bucci chiudono entrambi a quota 6). Nota positiva, invece, la seconda buona gara consecutiva di Marco Giuri (29 punti nelle ultime due partite dopo i 10 messi assegno nelle prime quattro). Ma la classifica resta problematica: una chanche per risollevare l’ambiente è offerta dall’attesissimo derby di domenica prossima, al Pala Ponte Grande, contro Veroli. Quasi un testacoda ma, si sa, nei derby subentrano motivazioni particolari e con una vittoria Ferentino cambierebbe il volto di un inizio di stagione fin qui molto difficile. Continua a vincere anche Torino, nonostante le perduranti assenze di Mancinelli e Steele che costringono coach Pillastrini a ruotare sette soli uomini. La PMS espugna il PalaRuggi di Imola in un match quasi sempre condotto dai gialloblu con margini rassicuranti (49-64 dopo tre quarti). Evidente la differenza tra i due roster, che emerge in maniera ancor più netta se i due americani di Imola mettono assieme un imbarazzante 4/18 dal campo. I piemontesi cavalcano come al solito Amoroso, una certezza in questo inizio di stagione (sempre in doppia cifra e mai sotto gli 8 rimbalzi a partita). Ma a far sorridere i tifosi della Manital è la compattezza mostrata in questo inizio di stagione: non si vincono cinque partite su sei, con questi problemi di organico, se non si ha un gruppo unito e disposto al sacrificio. Nelle ultime due gare era esploso Chessa, stavolta ha fatto la voce grossa Evangelisti: 20 punti per uno storico dominatore delle minors, che sta dimostrando di poter dire la sua anche a livelli superiori. In una serata del genere, fa poco rumore anche il 3/15 al tiro di un impreciso Gergati. Dall’altra parte, coach Esposito deve provare a risalire la classifica, ma non è aiutato dal calendario: l’Aget è attesa da un trittico terribile che la vedrà opposta a Barcellona, Trento e Verona. L’Andrea Costa ci proverà, contando soprattutto sulle buone indicazioni emerse dal trio italiano Passera-Poletti-Dordei (47 punti e 24 rimbalzi in tre contro Torino). Completa il quartetto di capoliste Brescia, che passa a Trieste facendo valere la grande differenza tecnica, ulteriormente marcata considerando i problemi di organico in casa giuliana: coach Dalmasson recuperava Hoover (ancora lontano dalla miglior condizione, chiude con 0 punti e 4 tiri tutti sbagliati) ma perdeva un giocatore da 15 punti e 10 rimbalzi di media come il centro DiLiegro. I padroni di casa hanno retto bene nel primo quarto, prima di crollare realizzando solo 37 punti nel resto di un incontro che ha visto pian piano la Leonessa scappare via fino al severo +16 finale. Dall’altra parte coach Martelossi manda a segno ben nove uomini, con il trio italiano Di Bella-Loschi-Rinaldi in doppia cifra a vanificare la serata-no di Giddens (2/9 da due) e Slay (0/6 da tre). Pronto riscatto per la Sigma Barcellona, dopo una sconfitta particolarmente dolorosa nel derby contro Capo D’Orlando. Forlì ha tenuto botta più che discretamente nei primi due parziali, ma al rientro dall’intervallo un fragoroso 9-30 di parziale ha indirizzato la gara verso i siciliani. Decisivo uno strepitoso Young, non solo a livello realizzativo (28 punti con 14 tiri, terza stagionale oltre i 20) ma anche con 11 preziosissimi rimbalzi. Rispetto alla partita contro l’Orlandina, è maggiore anche il contributo dagli italiani: Maresca, Fantoni e Toppo chiudono tutti in doppia cifra, Filloy non è nel suo miglior momento ma contribuisce comunque con due triple e il solito lavoro sporco. Pur se Forlì non era avversario di prima fascia, la Sigma ha dato un segnale importante. I romagnoli incassano invece la quarta sconfitta consecutiva e restano ultimi da soli, in virtù della penalizzazione di 2 punti in classifica. Quattro in doppia cifra per coach Cedro Galli, condannato dal 25% da 3 (con 16 palle perse) oltre che dall’orribile terzo quarto. Una magia di Gianluca Basile sulla sirena regala invece il terzo successo consecutivo a Capo D’Orlando, contro una Verona sfortunata che prosegue il suo momentaccio (quarto KO di fila). Evidentemente coach Pozzecco non aveva tutti i torti, quando lamentava le assenze dopo le tre sconfitte iniziali: con gli inserimenti di Mays e Basile, l’Orlandina ha piazzato il tris (anche se adesso si è fermato Soragna). E gli scalpi di Barcellona e della stessa Verona stroncano sul nascere qualsiasi discorso sulla difficoltà del calendario. Contro la Tezenis, i siciliani hanno sfoderato una gran difesa quando contava: 4/14 al tiro e 4 palle perse per Verona nell’ultimo quarto. Al resto ci ha pensato Basile, con un canestro pazzesco che fa esplodere il PalaFantozzi regalando i due punti all’Upea. Tra le fila biancazzurre, in doppia cifra anche Mays, Archie e Nicevic, sorprende un po’ invece l’utilizzo di Laquintana. Il giovane regista ex-Bari (classe 1995) si era ben comportato nei primi match stagionali, ma con l’arrivo di Mays ha perso tanti minuti (addirittura solo 2 domenica scorsa). In casa gialloblù, al di là del rammarico per la sconfitta all’ultimo respiro, una partita a due facce: da un lato tenere Capo D’Orlando a 65 in casa significa che la squadra difensivamente ha retto bene. Dall’altro, l’attacco continua a funzionare a sprazzi, con la serataccia di Smith (2/8 dal campo e 8 palle perse) che ha reso inutile il buon contributo della coppia Taylor-Callahan (30 punti e 20 rimbalzi in due). Fondamentale ora tornare al successo contro Forlì, per non perdere ulteriore terreno in classifica e ritrovare serenità mentale dopo un mese da incubo per gli uomini di Ramagli. Prosegue il buon momento della Fileni Jesi, che dopo le due sconfitte iniziali ha vinto tre delle successive quattro gare (perdendo solo a Brescia, in una gara sfortunata e condotta a lungo dagli uomini di Coen). Il calendario ha aiutato Maggioli e compagni, con tre match casalinghi non certo impossibili con Forlì, Trieste e l’ultima gara con Trapani, ma la Fileni sembra in netta ripresa. Anche perché i margini di miglioramento per una squadra che deve ancora trovare la giusta chimica tra Maggioli e Rocca, oltre ad un maggiore contributo dalla panchina, restano importanti. Per il momento, la vera certezza resta però uno strepitoso Goldwire: 24 punti per il folletto ex Forlì e Brescia, che continua a far giocare i suoi su ritmi molto alti come testimonia il 94-88 finale. La squadra di Coen manda cinque uomini sopra i 10 punti, ma Trapani si dimostra degno avversario rimanendo in partita fino all’ultimo. Per la squadra di Lardo però è come un film già visto: altro KO in trasferta, il terzo in altrettante partite, e ancora troppo squilibrio tra quintetto e panchina. Lo starting-five granata manda ancora una volta tutti in doppia cifra (Lowery il migliore con 22 punti e 9 rimbalzi), ma dai suoi cambi il coach ligure ottiene troppo poco. Forse proprio per l’eccessiva stanchezza dei titolari Jesi piazza il break decisivo in apertura di ultimo quarto, che spezza l’equilibrio della gara regalando all’Aurora la terza vittoria stagionale. Fattore campo rispettato anche al PalaBarbuto, con Napoli che coglie la terza vittoria casalinga in altrettanti incontri (ma in trasferta gli azzurri cercano ancora il primo successo). Per piegare una Casale Monferrato mai doma, e capace di trovare la parità a meno di un minuto dal termine di un match passato quasi sempre ad inseguire, è decisivo il contributo di Kyle Weaver. L’americano non aveva inciso contro Trapani, ma si è rivelato un rebus irrisolvibile per la difesa piemontese: 7/9 da 2, 10/11 in lunetta ed 8 rimbalzi ad impreziosire una gara da 27 di valutazione complessiva. Bene anche Allegretti e Malaventura, che hanno compensato una serata poco produttiva della panchina (in attesa del rientro di Ceron). La squadra di Cavina continua a non incantare, ma in casa fa il suo dovere: il calendario ha dato una mano, proponendo a Black e compagni impegni piuttosto morbidi contro Forlì, Imola e Casale che hanno favorito il rodaggio di un gruppo completamente nuovo. Terminato questo rodaggio, ci si aspetta un salto di qualità soprattutto in trasferta, cominciando magari dalla prossima (difficile) gara di Trento. Casale invece mostra qualche buon segnale di risveglio: recuperare dal -15 non è mai facile, soprattutto per una squadra in crisi di risultati come la Novipiù. Buone indicazioni soprattutto da Dillard (18 punti e 7 assist), continua invece a far fatica Jackson. A livello generale, alcune statistiche sono abbastanza impietose: Casale ha un solo giocatore in doppia cifra di media (lo stesso Dillard), e nessuno in doppia cifra per valutazione (il migliore è Casini con 8.8, i due americani sommati arrivano a 7.3!). Evidente quindi la mancanza di pericolosità offensiva di una squadra che non ha mai superato i 70 punti finora, anche se la Novipiù al momento appare leggermente superiore a Imola, Trieste e Forlì, le tre squadre che presumibilmente lotteranno assieme alla squadra di Griccioli per restare nella categoria. CLASSIFICA GZC Veroli 10 Manital Torino 10 Centrale del Latte Brescia 10 Angelico Biella 10 Sigma Barcellona 8 Aquila Trento 8 Fileni BPA Jesi 6 Lighthouse Trapani 6 Upea Capo D’Orlando 6 Expert Napoli 6 Pall.Trieste 2004 4 Tezenis Verona 4 FMC Ferentino 2 Aget Imola 2 Novipiù Casale Monferrato 2 Fulgor Libertas Forlì 0 (-2 di penalizzazione). PROSSIMO TURNO: Aquila Trento-Expert Napoli Centrale del Latte Brescia-Angelico Biella Novipiu Casale Monferrato-Fileni BPA Jesi Lighthouse Trapani-Pall.Trieste 2004 Manital Torino-Upea Capo D’Orlando Sigma Barcellona-Aget Imola FMC Ferentino-GZC Veroli Tezenis Verona-Fulgor Libertas Forlì

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