DNA Silver, l’Editoriale – Tra tonfi e riscatti, resta grande equilibrio

DNA Silver, l’Editoriale – Tra tonfi e riscatti, resta grande equilibrio

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La sesta giornata di DNA ci lascia poche conferme e allo stesso tempo diversi dubbi e punti interrogativi. Come sottolineato già la scorsa settimana, anche questa volta riscontriamo che questo sarà un campionato fatto di momenti alterni per le varie squadre, e quindi anche le corazzate principali potranno spesso inciampare, con blitz delle “meno quotate” della compagnia. Lo scorso turno ci aveva consegnato una Ravenna capolista, ma come pronosticato la sfida in quel di Verbania era un banco di prova per il momento ancora troppo duro per i romagnoli. E mai come questa volta l’Acmar ha patito la strapotenza dei coloured Paffoni: come era lecito aspettarsi, anche questa volta Mike James (23+10) non si è risparmiato, e in più anche Shepherd si è fatto fortemente sentire con statistiche molto simili al proprio compagno di squadra. Ma l’importante successo dei cusiani non è targato solo USA: le prestazioni di Saccaggi, Masciadri e Paci hanno aiutato a prendere il largo, e a dare fiducia per il futuro, oltre ai due punti. A Ravenna invece è mancato proprio questo: Sollazzo ha messo a referto il solito ventello, ma un ventello discontinuo, con cifre al tiro altalenanti, e dietro di lui poco e niente, salvo il giovane Locci, l’unico a non sparire. Spostandoci invece dal PalaBattisti, qualche conferma l’abbiamo avuta, soprattutto dal match tra Firenze e Ferrara, che ci ha confermato la crisi dei toscani (risolta con l’esonero di Giordani?) e il momento caldo degli estensi. Ancora un’ottima gestione della partita per la Mobyt, che come già accaduto in qualche altra situazione, ha saputo ben bilanciare la serata non brillante di Jennings, con la buona prestazione di Mays (14 punti), ma soprattutto con il preziosissimo contributo di Casadei, Infanti e Benfatto, il tutto unito ad una buonissima difesa. Non sono però mancati i demeriti dell’Affrico: solo Pazzi ha cercato di dare una mano al solito predicatore nel deserto, ossia Wood (24 punti), e alla fine pesano tanto la prova abulica di Swanston e la pessima prova balistica di Simoncelli. Insomma con il cambio di guida tecnica, la Enegan avrà molto da lavorare. Gestione molto oculata dell’incontro e primato anche per Roseto, che batte Casalpusterlengo. L’Assigeco si ferma così al tris, anche perchè questa volta sono mancati alcuni degli ingredienti che avevano permesso quel filotto. Innanzitutto del duo straniero ha funzionato solo Sant-Roos, e della batteria italiana solo Chiumenti (21 punti) è riuscito a dare un ottimo prosieguo al suo buonissimo momento personale. Roseto invece dà il meglio di sé con i suoi quattro “sharks” più affamati, anche se questa volta Stanic, Bisconti e Sowell sono un gradino sotto a uno straripante Legion, autore di una doppia doppia da incorniciare, con 26 punti e 13 rimbalzi. Se Roseto aggiungesse un quinto elemento di spessore…l’entusiasmo già straripante del Maggetti sarebbe incontenibile. Non di quelle proporzioni, ma comunque palpabile, l’atmosfera che si vive in quel di Chieti, come forse non si vedeva dai tempi delle due finali promozione di un anno e mezzo fa contro Trento e Trieste. La Proger di Marzoli sta letteralmente facendo sognare i propri tifosi, che si sono potuti cosi godere di recente anche la vittoria su Agrigento. La Moncada ha tutto sommato dimostrato di star dando una continuità ai propri miglioramenti, su tutti Vaughn, sempre più capace di prendersi maggiori responsabilità come dimostrano i 29 punti dell’ultima uscita. Ma per la Fortitudo  c’è bisogno che anche Piazza e Mocavero si stabilizzi sugli standard per cui sono stati ingaggiati, e che gente come Di Viccaro e Chiarastella torni vicina ai livelli dello scorso anno. Per passare in terra teatina in questo momento era sicuramente difficile, visto l’entusiasmo generale, ma l’entusiasmo non fa tutto da solo, è il lavoro che paga, e che serve a far crescere potenziali davvero interessanti. Soloperto (11+14) e Shaw ancora dominanti, ma insieme a loro sta crescendo tutto il gruppo, con un Raschi che si sta ritrovando, e tutti gli altri pronti a dare una mano nei momenti di difficoltà: questo è un gran concetto di squadra. Chi invece, anche non aiutato tantissimo dalla dea bendata, sta pian piano scendendo la classifica è il Nord Barese, che esce sconfitto di misura anche a Recanati. Partita senza dubbio molto emozionante e spettacolare, con due supplementari e gli americani a dare spettacolo, spiccano Elliott (24 punti) ma soprattutto Tavon Mosley per i padroni di casa, che con i suoi 30 punti e 11 rimbalzi, risulta senza dubbio l’MVP della partita. La “guerra sportiva” del Cingolani però non si limita all’aridità delle cifre: è stata una sfida dove da entrambe le parti, hanno funzionato anche i “movimenti italiani, ma alla fine i marchigiani sono riusciti a portarla a casa grazie anche a quel pizzico di esperienza in più che, per ovvie ragiono il BNB non può ancora avere del tutto. Altra squadra che in questo avvio non ha ancora trovato del tutto la propria dimensione è senza dubbio Matera, che si fa sorprendere da Lucca per il primo stop casalingo. Se da una parte neanche l’Arcanthea convince ancora del tutto, visto che i protagonisti son sempre gli stessi ossia Parente, Conger e Deloach, tutti e tre davvero formidabili al tiro, ma almeno i toscani son riusciti a portare a casa i due punti, e segnano il 2-1 di record nell’acerba ma già efficace era Mecacci. Dall’altra parte la Bawer preoccupa per questo cammino a intermittenza, dove una volta vanno solo bene gli americani, e un’altra invece sono i “vecchi” Cantone e Iannuzzi: per cercare di salvare il salvabile. Matera deve compattarsi. Lo stesso discorso vale anche per Treviglio, che proprio quando sembrava essersi ripresa, si riferma nuovamente, questa volta in casa contro Mantova. Per la Remer, che perde anche Tommy Marino, vale più o meno lo stesso discorso fatto per l’Olimpia: i singoli si accendono difficilmente insieme, e mentre la scorsa volta avevamo sottolineato le prove di “Tommy” e Gadson, questa volta è stato il solo Lele Rossi a tentare qualcosa di concreto: prestazione “monstre” la sua, fatta di 25 punti e addirittura 22 rimbalzi, per una valutazione di 40, ma inutile per la truppa di Vertemati. Bene invece nel complesso gli Stings, che finalmente hanno saputo reagire all’assenza di Nardi, e organizzarsi davvero bene. Considerando anche che Jefferson non ha brillato a differenza di Clemente (22+12), e Losi e Alibegovic hanno capito che era il momento di dare quel qualcosa in più. Chi finalmente invece è riuscito a ottenere la prima gioia stagionale è Bari che ha battuto una Reggio Calabria lontana da quella ammirata la scorsa stagione. Nonostante l’aggiunta di Hamilton, il cui esordio non è stato per niente positivo, la Viola non è riuscita a non uscire di nuovo fuori binario. C’è anche da dire che questa volta Bari è andata ben oltre le aspettative: ha funzionato un po’ tutto, negli ingranaggi di Francesco Raho, a partire da un Diego Monaldi (26 punti) che ha capito di dover cambiare registro, oltre a Iannone, Latinovic, Jovanovic e Zaharie. La Liomatic resta una squadra, ancora incompleta per questa categoria, ma questo successo può essere un importante passo soprattutto emotivo. La classifica vede ora un quintetto di testa, con 8 punti, formato da Omegna, Ferrara, Ravenna, Roseto e  Chieti. Ci sono poi sette squadre a quota 6, mentre gli ultimi quattro posti sono occupati da Reggio Calabria, Agrigento e Firenze con 4 punti, e Bari ultima con una sola vinta. Nel prossimo turno non ci saranno incroci tra le prime cinque, con Omegna che ha sulla carta il compito più agevole in casa contro Firenze. Nel proprio palazzetto giocheranno anche Ravenna e Ferrara che però ospiteranno squadre del calibro di Matera e Treviglio, vogliose di un riscatto importante. Trasferte invece per Roseto e Chieti, impegnate rispettivamente a Reggio Calabria e Casalpusterlengo. Possibilità di riscatto interno per Agrigento che accoglie Recanati, e il Nord Barese che dovrà affrontare il derby con Bari. Infine sfida importante tra Mantova e Lucca.

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