ESCLUSIVA BASKETINSIDE – I Signori della Serie A2: Marco Mordente

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L’obiettivo? Non è quello di vincere il campionato, o meglio potrebbe diventarlo strada facendo. La Viola vuole riempire il Palasport di Pentimele: il PalaCalafiore è pronto a ruggire sin dalla prima palla a due della stagione programmata per domenica alle ore 18 contro Casale Monferrato. Anno importante per la Viola specialmente dal punto di vista societario. Marco Mordente, canotta numero nove, è una colonna portante della nuova Bermè rinfrancata nelle casse e nello spirito: la società vuole volare alto anche grazie a nuove iniziative finanziarie sull’asse Reggio-Milano. L’arrivo di Mordente a Reggio Calabria lo ricordano un po tutti. L’atleta, ex Capitano della Nazionale Maggiore prima di accordarsi o parlare di qualsiasi tipologia di contratto ha visitato la città rimanendone ammaliato. E’ stato un colpo di fulmine per Reggio Calabria?Mi ha colpito l’aspetto umano delle persone durante il mio tour di due giorni prima di qualsiasi approccio contrattuale. E’ nato un feeling che non mi aspettavo accanto al contesto di una splendida Reggio Calabria ‘by night’ che fa realmente il suo effetto”. Se dovessi dire Viola Reggio Calabria, Marco Mordente a cosa pensa?Se devo pensare alla Viola penso ai team con Garrett e Santoro: ero piccolo e quelli erano i momenti più alti di quella società. Subito dopo penso ai grandi talenti argentini: Ugo Sconochini e Manu Ginobili su tutti. Questa società ha una grandissima storia: da avversario ho sempre vissuto la Viola come un gran pezzo della storia del basket. Io ricordo gli anni di Bullara e Tolotti: li ho conosciuti e mi hanno sempre trasmesso questo orgoglio. Penso alla grande tradizione cestistica che ha ed il fatto che, per un determinato numero di anni, sia sfortunatamente sparita dai palcoscenici che contano mi fa capire che adesso è rinato un modo molto interessante di vivere la pallacanestro”. Un obiettivo importante potrebbe essere quello di riempire il Palasport?Sarebbe bellissimo riempire il PalaCalafiore. Bisogna costruire una mentalità vincente che non vuol dire vincere tutte le partite ma lottare su ogni pallone: creare un’identità ben precisa e cercare di divertirsi per poter far divertire. A quel punto diventa un piacere stare in campo, giocare la pallacanestro, ammirarla e viverla. E’ una Serie A2 con nomi di grande calibro come Gigli, Bulleri, Cittadini, Pecile e altri giocatori di grande spessore”. A tal proposito, è a suo avviso una A2 “camuffata”?Ci sono tanti atleti che vogliono trovare spazio, giocare un basket di buon livello e si sono stancati di giocare in una Serie A che possiede aimè poca identità italiana”. Quale potrebbe essere il segreto per far bene?Non mi sbilancio, non conosciamo le altre avversarie: dobbiamo creare un gruppo. La forza del gruppo può sopperire a qualsiasi differenza di valori tecnici. Molti di noi si conoscono già da tempo. Personalmente ho giocato con Rullo e Crosariol ed sono stato compagno di Valerio Spinelli in nazionale. Dobbiamo creare una base solida! Mario Ghersetti lo conoscono tutti. E poi possediamo un bel mix di ragazzi con la ‘faccia giusta’ come Costa e Lupusor. Se riusciremo a creare una base adeguata e solida potremo fare strada ed andare avanti sia nei momenti belli che in quelli brutti”. Il sogno?Vincere più partite possibile: se riusciremo ad ottenere qualcosa d’importante sarà tutto correlato al nostro sogno. Le mie motivazioni sono molteplici. La dirigenza è riuscita a trasmettere in pochissimo tempo grandi motivazioni. L’obiettivo sarà quello di fare molto bene e provare a puntare nel breve tempo a tornare su. Ci sono persone che ci mettono la faccia e sono legate alla città da tanto tempo ed addirittura da vecchie generazione come Raffaele Monastero, considerando che il padre era una delle figure cardine della storica Viola del Giudice Viola. Il nuovo gruppo dirigenziale con a capo il Presidente Branca stanno cercando di riaccendere questa piazza che rappresenta qualcosa di veramente importante per la città ma direi per tutto il Sud Italia”. Concludiamo dicendole che il suo arrivo a Reggio Calabria ha infiammato i giornali locali. Le sue sensazioni?Spero di infiammare quelli nazionali quanto prima. Voglio continuare a fare quello che so fare meglio!” Parola di Marco Mordente #9!

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