ESCLUSIVA BASKETINSIDE – I Signori della Serie A2: Massimo Bulleri

ESCLUSIVA BASKETINSIDE – I Signori della Serie A2: Massimo Bulleri

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Entra ufficialmente tra i Signori della Serie A2 uno degli atleti più conosciuti e stimati della pallacanestro italiana: Massimo “Bullo” Bulleri, un nome conosciuto a tutti gli amanti del basket nostrano, giocherà la prossima stagione con la maglia di Ferentino. E chi se non lui merita di essere “Signore della A2”? Dall’inizio della sua carriera ad oggi ha collezionato più di 500 partite giocate, segnando più di 5000 punti. Legato soprattutto al nome di Treviso, con cui ha vinto più o meno di tutto, ma passato da diverse società italiane (tra cui Milano, Bologna e Venezia), è indimenticabile la sua presenza in una delle nostre Nazionali più belle, quella con cui ha vinto il Bronzo agli Europei nel 2003 e l’indimenticabile Argento Olimpico nel 2004. Tanto discreto fuori dal campo, quanto esplosivo sul parquet, è stato un onore e un piacere chiacchierare con Bullo e dargli in benvenuto tra i Signori della A2! A 38 anni sei ancora in campo con tanta voglia di giocare. Dopo tutte le stagioni giocate, cosa ti motiva ancora a rimanere sul parquet? Sicuramente il desiderio, come è stato fino ad oggi, di competere e di mettermi alla prova, di tirare fuori il meglio da me stesso, e ho trovato tutto questo qui a Ferentino“. Ma cos’ha di speciale questo sport che gli altri non hanno e che vi spinge a non voler smettere mai?Eh, questa è una domanda un po’ difficile, non avendo provato gli altri, non so quali sono le emozioni degli altri! Posso dirti però che il basket è sicuramente mi piace molto, mi è sempre piaciuto molto e sono convinto che mi piacerà sempre, e a renderlo speciale sono tante cose messe insieme: uno sport di squadra con il quale dobbiamo metterci a disposizione di un collettivo, dobbiamo sempre fare un passo indietro per il bene del gruppo, mai pensare a se stessi, ma sempre assecondare se stessi nell’ottica di un insieme. Poi chiaramente io ho avuto la fortuna di competere per grandi traguardi, prestigiosi e importanti, e questo rende tutto di una qualità più alta”. Come è cambiato Bulleri giocatore nel corso di questi anni? E’ normale che esperienza ed età combinate facciano vedere e facciano vivere lo sport in generale in maniera diversa. Sicuramente a livello emotivo è cambiato il mio approccio alla partita, sulla stagione, sul momento: prima ero emotivamente molto più toccabile e instabile rispetto a quello che sono adesso. L’esperienza fa vedere le cose in modo diverso, in maniera molto più equilibrata, e questo poi si riflette anche in campo, dove credo e spero di essere meno frenetico, meno impulsivo..meno giovane! Semplicemente perchè le stagioni ormai sono diverse, l’età non è più la stessa e come ti dicevo all’inizio queste due cose combinate danno modo di vedere la realtà da un punto di vista diverso“. Parliamo un po’ della tua Ferentino e del campionato che sta per iniziare. Che obiettivi vi siete posti? E fantasticando un po’ che cosa può fare questo gruppo in questa stagione? Non è che abbiamo un obiettivo specifico da raggiungere: il nostro scopo è quello di fare il meglio possibile, di arrivare più in alto possibile in classifica e questo è quello per cui lavoreremo tutti i giorni. Poi ovviamente bisogna scontrarsi anche con la realtà, misurarsi con la realtà…e la realtà è che ora sono tutti un po’ in difficoltà, visto che la formula è cambiata e nessuno sa bene quale sia in effetti il livello di questi due gironi. C’è stata questa fusione tra Silver e Gold, quindi i livelli che veramente le squadre hanno li scopriremo solo strada facendo“. Qual’è la partita più bella che hai giocato nella tua carriera? Domanda difficilissima! La ‘più’ non te la so proprio dire…però ci sono delle partite che hanno cambiato la mia carriera ed una di quelle che più di tutte mi ha fatto svoltare all’inizio è stata gara 4 di semifinale a Bologna, era Kinder Bologna-Benetton Treviso stagione 2001-2002“. Dicci il tuo compagno di squadra preferito e il coach più influente della tua carriera. I compagni preferiti di sempre sono Basile, Galanda e Marconato, il coach più influente senza dubbio Ettore Messina“. Il pubblico più caldo contro cui hai giocato? Questo non lo so, ma posso dirti il campo dove ho preso più offese in assoluto! Lo vuoi sapere? Sicuramente Siena!L’avversario più forte contro cui hai giocato? Senza alcun dubbio Manu Ginobili“. E qual’è il tuo idolo sportivo di sempre? Ma non è che c’è mai stato un idolo vero e proprio, però diciamo che D’Antoni è stato importante…ok, come giocatore ero piccolo quando era in campo, ma il suo passaggio poi da allenatore e averlo trovato in panchina è stato un personaggio chiave per me“. Cosa si prova a vincere una medaglia indossando la  maglia azzurra? Cosa si prova…allora lì sul momento sei contento perchè c’è il podio  e tutto, la medaglia e la fine del percorso che c’è stato, è tutto bello,  però poi la stagione che viene dopo non è facile da affrontare, ci  sono tutta una serie di problematiche con cui fare i conti e quindi  l’aver vinto la medaglia passa un po’ in secondo piano. Quello che  veramente fa capire l’impresa che abbiamo fatto, in particolare ad Atene, è che ancora oggi se ne parli: ancora si parla di quella Nazionale, ogni volta che i ragazzi azzurri si radunano c’è sempre un riferimento a noi, e questo fa capire l’importanza e la grandezza di quel risultato, e ovviamente esserne stato parte mi fa molto piacere“. Come passi il tempo libero fuori dal campo? Ma guarda oltre il basket non faccio niente di particolare, sto con la mia famiglia e i miei figli soprattutto, gli amici d’estate quando ci ritroviamo al mio ritorno a casa dopo la stagione…è con le persone più care che passo il tempo fuori dalla palestra ecco!” “Bullo” manda un saluto a tutti i lettori di Basketinside, e per noi è stato un onore poter chiacchierare con lui e poterlo ora ufficialmente annoverare nel nostro personale gruppo dei “Signori della Serie A2”!

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