EUROLEAGUE COUNTDOWN – Real Madrid: il difficile è confermarsi

EUROLEAGUE COUNTDOWN – Real Madrid: il difficile è confermarsi

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Grande Slam o Pokerissimo, questo è quello che viene in mente quando si parla del Real Madrid.
I “blancos”, infatti, per quanto riguarda la stagione 2014/2015, non hanno fatto prigionieri, vincendo tutto quanto fosse possibile in Spagna (Supercoppa, Coppa del Re e Scudetto), in Europa (Eurolega) e nel Mondo (Coppa Intercontinentale vinta a San Paolo lo scorso 28 Settembre).
Un rullo compressore quindi, al quale di certo non si può chiedere di alzare l’asticella (potremmo vedere se c’è qualche torneo spaziale, magari vincono anche quello…), ma che comunque, chiamandosi Real Madrid, con un pubblico molto esigente, avrà il sempre arduo compito di riconfermarsi, e dopo una stagione così potrebbe risultare difficile.

ROSTER:
Cambiare una squadra che ha vinto 5 trofei in una stagione non è facile, ma per mantenere alto il livello di cui si parlava, quindi provare a riconfermarsi, serve gente affamata e vogliosa di far bene.
Sicuramente due colpi di mercato sono le mancate partenze di Rodriguez e Llull: “Los Sergios”, infatti, hanno rispedito al mittente le insistenti sirene NBA (Denver Nuggets il primo, Houston Rockets il secondo), decidendo di prolungare la loro avventura con le merengues.
Con loro altri punti fermi, come Jaycee Carroll, Jonas Maciulis, Rudy Fernandez, l’ormai storico capitano Felipe Reyes, Andres Nocioni e Gustavo Ayon.
Ci sono stati degli addii (Facundo Campazzo, KC Rivers, Ioannis Bourousis, Marcus Slaughter e Salah Mejri), che sono stati adeguatamente rimpiazzati: tre i volti nuovi per la “Caja Blanca”, a cominciare da Jeff Taylor, guardia/ala svedese nelle ultime 3 stagioni in NBA, a Charlotte (che resterà fuori circa un mese per infortunio), passando per Trey Thompkins, una delle migliori ali forti viste in azione nella passata Eurolega, con addosso la maglia del sorprendente Nizhny Novgorod, per finire a Guillermo Hernangomez, centro spagnolo classe 1994 prelevato dal Siviglia, il cui futuro è più che roseo.

STELLA:
Parlare di un singolo in un roster del genere è sempre difficile, estrarre una vera e propria stella in una squadra dove almeno 7/8 effettivi, presi singolarmente, sarebbero stelle altrove lo è altrettanto.
Si può sicuramente parlare di “uomini chiave”, a seconda dei momenti: la finissima intelligenza di Sergio Rodriguez, la velocità di esecuzione di Sergio Llull, la faccia tosta di Rudy Fernandez, la durezza di Jonas Maciulis, il tiro da fuori di Jaycee Carroll, fondamentale per bucare le zone avversarie, il carisma, l’esperienza e la sostanza di Andres Nocioni e Felipe Reyes, il grande atletismo di Jeff Taylor e Trey Thompkins, la presenza di Gustavo Ayon. Estraetela voi una stella sopra le altre, se ci riuscite.

ALLENATORE:
Al volante del Real c’è ancora lui, Pablo Laso: questa, per l’allenatore basco, sarà la 5° stagione consecutiva alla guida dei “blancos”, quasi un record se consideriamo quanto è riuscito a resistere alle svariate voci che, negli anni passati, lo volevano sollevato dall’incarico, eppure ha tenuto duro, completando una stagione da record, che lo consegna di diritto nella storia del club di Chamartin.
La cosa più difficile? Creare obiettivi e nuovi stimoli ad un gruppo che potrebbe essere svuotato, mentalmente, dopo la stagione scorsa, oltre a far capire, ai nuovi, cosa vuol dire giocare nel Real Madrid.

PREVISIONE:
Senza ombra di dubbio resta la favorita numero 1, assieme al solito Cska, alla vittoria finale, se non succederanno cataclismi arriverà alle Final Four quasi senza problemi.

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