Extra-Basket/11 – Le Incomprensioni tra Allenatore e Giocatore

Extra-Basket/11 – Le Incomprensioni tra Allenatore e Giocatore

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Come posso avere una comunicazione efficace tra allenatore – giocatore per evitare inutili incomprensioni durante gli allenamenti ed in partita?

Attraverso le Intelligenze Percettive.

 

Vi porto un esempio:

Pensate ad un allenatore la cui intelligenza percettiva sia di tipo prevalentemente visiva; per lui la spiegazione dello schema al giocatore, avverrà attraverso dimostrazioni visive in campo oppure attraverso la visione degli schemi.

Supponete che il giocatore abbia un‘intelligenza percettiva prevalentemente uditiva; per capire e comprendere lo schema, avrà sicuramente bisogno di ascoltare l’allenatore e di avere una descrizione verbale. Lo schema in questo caso, dimostrato nella modalità che il ragazzo non comprende, cioè quella visiva, non sarà efficace per il ragazzo il quale invece, necessitava di una linguaggio uditivo per capire ed apprendere. 

In questo semplice esempio che vi assicuro è anche molto comune, succederà sicuramente che il giocatore non capirà bene lo schema anche se l’allenatore continua a dimostrandoglielo in tutti i modi.  Vi lascio immaginare lo sconforto dell’allenatore e la tristezza del giocatore il quale non riesce a comprendere bene quanto spiegato.

 

Ora torniamo a noi. Quante volte vi è successo di aver spiegato un esercizio, un gesto tecnico, uno schema e di esservi accorti che alcuni giocatori avevano capito ed altri non avevano capito?

Quasi sicuramente la vostra risposta sarà molto spesso.

E questo accade quando la comunicazione da voi utilizzata viene fatta con una modalità comunicativa percettiva differente da quella dei giocatori.

E’ fondamentale quindi capire sia, quali sono le intelligenze percettive utilizzate da noi stessi, sia quali sono le intelligenze percettive utilizzate dai giocatori, per utilizzare lo stesso canale percettivo ed avere una comunicazione efficace.

Bene cominciamo con il comprendere meglio cosa sono.

Tutti noi abbiamo una modalità specifica di percepire le informazioni che giungono dal mondo esterno, attraverso un sistema personale ed unico, che comprende tutti i processi mentali come il pensiero, il ricordo, l’immaginazione, la percezione e il linguaggio, chiamata Intelligenza percettiva, la quale è responsabile di come riceviamo, codifichiamo, immagazziniamo, trasmettiamo informazioni all’esterno, comunichiamo e ci relazioniamo con gli altri.

La percezione avviene attraverso i cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. L’intelligenza percettiva divide i cinque sensi in tre gruppi:

  1. Visivo: si riferisce a ciò che percepiamo attraverso la vista
  2. Uditivo: riguarda ciò che percepiamo attraverso l’udito
  3. Cenestesico: concerne ciò che percepiamo attraverso il tatto, gusto olfatto, responsabili delle sensazioni ed emozioni.

Anche se, ogni persona utilizza tutti i sensi e quindi ogni  intelligenza percettiva, ogniuno di noi ha una modalità preferenziale di percezione differente, con un canale specifico predominante, utilizzato in misura maggiore rispetto agli altri. Per questo possiamo affermare che esistono persone prevalentemente visive, uditive e cinestesiche.

Ecco brevemente le caratteristiche principali associate a ciascuna intelligenza percettiva:

 

  • Visiva il mondo è così come lo vede, ciò che per lei conta è l’aspetto delle cose. I suoi ricordi sono delle immagini chiare e ricche di particolari. Trasforma ogni parola in un’immagine e quando pensa al futuro lo visualizza in ogni dettaglio. Le persone visive hanno un’ ottima capacità organizzativa: amano l’ordine e la pulizia. Curano l’abbigliamento nei colori e nella qualità, proprio perché per loro l’aspetto è davvero molto importante. Quando si relazionano con qualcuno, stabiliscono uno stretto contatto visivo, mostrandosi invece distaccati rispetto al contatto fisico e riservati nei sentimenti e nelle emozioni.  Imparano facilmente attraverso le immagini e i colori, e vedendo ciò che fa l’altra persona.  Usano spesso parole che si riferiscono alla vista, come per esempio:  luce, colore, luminoso, esaminare, esplorare, guardare, vedere, chiaro, splendore, spiare, immaginare, osservare, riconoscere, sembrare,  ecc.  Una buona comunicazione con una persona prevalentemente visiva prevede l’utilizzo di termini a lui affini. In tal modo gli si parla nel suo stesso linguaggio, accrescendo così comprensione ed empatia. Ecco alcuni esempi di espressioni efficaci: “Come sei brillante!”, “Vedo chiaramente che cos’hai”, “Ho bisogno che rifletti attentamente su quello che ti ho detto”.

 

  • Uditiva è una persona molto cerebrale, sedentaria, con una ricca vita interiore. Molta attenta e interessata ad ascoltare, sicuramente non noterà come, chi gli sta vicino, è vestito, ma difficilmente si scorderà quello di cui hanno parlato. Generalmente sono persone serie che sorridono poco. L’abbigliamento per loro è sicuramente meno importante delle idee e utilizzano un modo di vestire classico ed elegante.

Imparano facilmente se le cose gli vengono spiegate oralmente. Ricordano ciò che hanno letto ripetendolo e memorizzano mentre ascoltano. Le parole che abitualmente usano sono: udire, silenzio, chiedere, suonare, ascoltare,  tono, rumore, parlare, suono, dire, raccontare,  parola, ritmo, eco, sordo, sussurrare, tacere, ecc. Comunicando con un persona uditivo è necessario utilizzare le sue stesse modalità verbali, come per esempio: “Ascolta bene”, “Dimmi pure, sono tutto orecchi”.

 

  • Cinestesica è una persona molto sensibile ed emotiva con una sviluppata capacità intuitiva.  Parla con lentezza e fa molte pause. Esterna spontaneamente le proprie emozioni e ha molta facilità nel relazionarsi con gli altri. Può apparire trascurata e indossare abiti che non si intonano poichè preferisce sentirsi comoda senza dare importanza all’apparenza. Si muove molto e con facilità, gesticola molto, toccandosi e toccando continuamente anche gli altri.  Tende a volgere lo sguardo verso il basso, il che significa che sta percependo i propri sentimenti.  Apprende se viene coinvolto nel movimento fisico ed impara velocemente con la pratica e gli esperimenti.  Le parole più comuni in una persona cinestesica sono: percepire, toccare, dolore, calore, freddo, sensazione, abbracciare, prendere, duro, felice, percepire, caldo, triste, emozione, pesante, accarezzare, commuovere, sperimentare, ecc. Parlando con una persona cinestetica è preferibile usare parole che si riferiscono ad emozioni, sentimenti e sensazioni. Ecco alcuni esempi di frasi utili: “Sono molto emozionato quando sono con te”, “Provo le stesse cose che provi tu””.

Capire quale intelligenza percettiva utlizziamo noi, riconoscere quale utilizzano i giocatori e quindi quale comunicazione preferiscono, ci permette di avere una comunicazione efficace allenatore – giocatori e soprattutto ci permette di evitare inutili incomprensioni nei rapporti interpersonali e di squadra.

Ricordate quindi che una totale mancanza di comprensione da entrambe le parti equivale inevitabilmente ad una comunicazione improduttiva e poco efficace.  L’utilizzo di queste informazioni è basilare per  instaurare l’empatia di tutte le nostre relazioni.

 

 

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DOTT. SAMANTHA BURATTI

COACHING NUMBER 1

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