Fischi Europei, di Luigi Lamonica: a Lille con la suspense per le designazioni

Fischi Europei, di Luigi Lamonica: a Lille con la suspense per le designazioni

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Che nottata!

Il charter da Zagabria per Lille è stato davvero lungo. Non tanto per il volo in sé, di un’ora e 45 minuti, ma per l’attesa dell’arrivo di tutti i passeggeri. I sedili non erano proprio il massimo della comodità (poveri giocatori, come avranno fatto con le loro gambe se le mie erano rannicchiate e addormentate), mettiamoci poi 5 partite in 6 giorni e per finire l’attesa della notizia se venire a Lille o andare a casa. Tutti questi ingredienti hanno reso interminabile la nottata scorsa.

Sono entrato in camera alle 3 e, tra sistemarmi e cosette varie, ho spento la luce alle 3:45!

Stamattina, saltata colazione a piè pari, sono sceso alle 13 e ho incontrato l’intero gruppo dei 20 arbitri che pressappoco, a vedere le facce, avevano avuto tutti la mia stessa esperienza. Poco male perchè oggi, giorno completo di riposo, ai singoli è stata lasciata la libertà di effettuare l’allenamento giornaliero.

Così ho deciso di familiarizzare con Lille, facendo due passi in centro visto che il nostro hotel dista soli 200 metri dalla piazza principale che, manco a dirlo, è intitolata al Generale De Gaulle. Sono rimasto colpito dalla città. Sicuramente avrà contribuito la giornata di sole e la temperatura mite, un sacco di gente in giro, caffé e locali pieni con tavolini all’aperto e clienti a godersi il sole, vie principali, manco a dirlo, completamente chiuse al traffico e biciclette ovunque. Insomma città a misura d’uomo, ben tenuta e soprattutto una moltitudine di razze nel perfetto stile di integrazione di cui tanto si parla in questi giorni sui giornali e sulle televisioni, di tutto il mondo.

Rientrato in hotel ho terminato di svuotare le valigie, sistemare la marea di roba inutile che non indosserò mai pur essendomela portata, e alle 18 mi sono detto che era giunta l’ora di sgranchire le gambe nella piccola sala fitness dell’hotel. 20 minuti di buona corsa e lunga seduta di stretching, soprattutto per la schiena che da ieri sera mi sta dando dei problemi. Nel frattempo il mio stomaco si è ricordato che stamani non è stato un vero e proprio pranzo, quindi ha iniziato a reclamare. Così, dopo una rigenerante doccia, giù per la cena.

Le informazioni sono ancora poche, non sappiamo le designazioni per domani e le partite iniziano alle 12, ma è stato fissato l’appuntamento per il risveglio fisico (esclusa la terna che arbitrerà la prima partita) alle 8 e la prima riunione alle 9.30, dove forse ci comunicheranno le notizie utili per noi: quali spostamenti, orari dei pasti, servizio lavanderia, e altre informazioni che ci potrebbero interessare.

A cena tutti eravamo stupiti dal fatto che le designazioni non fossero arrivate, ma soprattutto nessuno tra gli istruttori e commissari presenti sapeva niente. Io di sicuro stanotte non punto la sveglia per controllare la mia email e vedere se sono arrivate: vorrà dire che alle 8, prima della corsa, se arbitro la prima… me ne torno in camera!

Sono curioso di vedere lo stadio dove si disputerà questa fase finale. Ormai è diventato famosissimo con il video su YouTube che mostra la trasformazione da stadio di calcio in arena per il basket, con una capienza di 27.000 posti, in poche ore. E credo sia l’arena coperta più grande d’Europa per quanto riguarda il nostro sport.

E, soprattutto, dopo il bel girone di qualificazione sono curioso di vedere giocare dal vivo la nostra squadra Nazionale, che domenica affronterà Israele, squadra da non sottovalutare ma alla portata dei nostri giocatori. Nella mia passeggiata di oggi ho incrociato Presidente Federale, Vice Presidente e Vice Segretario Federale che si stavano caricando gustando un gelato e mi sono sembrati rilassati e fiduciosi per la partita di domenica.

Ho appena controllato ancora una volta la mia email: niente notizie per domani. Quindi vi lascio con la suspense della designazione.

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