Fischi Europei, di Luigi Lamonica – A Lille piomba l’autunno (ma mi consolano gli amici greci e italiani)

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – A Lille piomba l’autunno (ma mi consolano gli amici greci e italiani)

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Buongiorno da Lille, dove ormai l’autunno sembra già arrivato.

A questa zona della Francia, al confine con il Belgio, non si può certo applicare la nostra frase di circostanza “non esistono più le mezze stagioni”, perché qui è chiaro che dopo l’estate, prima del grande freddo invernale, c’è un periodo intermedio, della cui durata non sono informato, in cui la temperatura continua scendere. Un periodo in cui piove. Piove tutti i santi giorni del calendario.

Mi chiedo: ma qui ce l’avranno l’estate? Una bella e lunga estate, come l’abbiamo avuta noi quest’anno, con il sole e 30 gradi tutti i giorni? Dubito fortemente.

Giornata di riposo attivo, senza partite ma con il solito meeting delle 10 (dove però questa volta sono arrivato in anticipo e senza portarmi niente dietro dalla sala colazione) e una corsetta prima di pranzo.

Nella riunione, una delle partite esaminate è stata proprio Spagna-Grecia. Buoni feedback con molte cose positive, ma anche errori a dire il vero, che con un po’ di attenzione avremmo potuto evitare. Rimane il rammarico, perchè è stata una bella partita da arbitrare e, credo, da vedere.

Dall’Italia sono arrivati alcuni messaggi di gradimento per il mio diario, che mi hanno fatto particolarmente piacere. Tra tutti quello del maestro Ninì Ardito, che logicamente si è fatto aiutare dal fido Vincenzo, a cui ha dettato il testo per l’invio successivo con WhatsApp! Certo che Ninì, dall’alto dei suoi 82 anni, non ce lo vedo proprio a utilizzare la moderna tecnologia, ma già il fatto che è fornito di telefono cellulare dà l’esatta percezione di quanto sia importante non chiudersi e accettare che il tempo passa. Il mondo va avanti, molte volte in modo peggiore, ma ci sono cose che sono utili e che vale la pena imparare, un po’ come accade in campo, con questo nuovo compito dell’arbitro coda.

Dopo la riunione, tra uno scroscio e l’altro di pioggia, io e Teofili, ci siamo concessi una lunga passeggiata nelle vie del centro, notando la cura dei palazzi, delle strade pavimentate con vecchie pietre, gli allestimenti dei negozi e la tanta gente in giro.

Poi, la cosa particolare che fa di questi Campionati Europei degli eventi veramente eccezionali sono i tifosi. Oggi, mentre eravamo fermi in piazza Charles de Gaulle ad ammirare il vecchio Palazzo della Borsa, si fermano due ragazzi in bicicletta e mi chiedono di potersi fare una fotografia.

Dal loro accento capisco che sono greci, e uno dei due, capendo forse che sono un po’ restio, mi dice: “Ieri è andata male, ma che importa… Lille è molto bella…”.
La cosa veramente simpatica è stata che poi, durante la partita Italia-Lituania, lo stesso ragazzo è stato chiamato in campo per uno di quei concorsi sponsorizzati, che si fanno tra il primo e secondo tempo. Quando lo speaker gli ha chiesto la sua provenienza e la squadra tifata, il greco ha detto: “Stasera per la Lituania, ma per il titolo la Francia”.
Ho sorriso, pensando tra me e me che della Francia non gli interessa proprio nulla.

Ma non è finita qui, perché la cosa veramente simpatica è che, prima dell’inizio del secondo tempo, me lo ritrovo seduto con la sua fidanzata proprio di fronte a me. Gli busso sulla spalla e gli dico: “Ah, stasera tifi Lituania. Mi verrebbe voglia di chiederti indietro la fotografia che mi hai chiesto stamattina!”. Lui mi inquadra, riconosce e si fa una grande risata, al che interviene la fidanzata (o moglie), che dice: “Sì, fai bene. Io invece tifo Italia”.

Passa un altro minuto e si avvicinano altri due tifosi, che indossano la canottiera della squadra greca e mi chiedono di fare una fotografia con loro. A questo punto io li guardo e chiedo: “Ma siete proprio sicuri?”. Anche qui, risata generale e loro commento: “Era solo una partita di pallacanestro quella di ieri, ma siamo sicuri che dopo questa foto ci aiuterai la prossima volta”. Altra loro grande risata e vanno via.

Ecco, il bello di queste competizioni è proprio questo. Principalmente, è una festa. Certo, per i giocatori e membri dello staff è un lavoro che comporta rinunce e sacrifici, ma per la quasi totalità degli spettatori è una festa. Un modo per divertirsi, seguendo le partite dello sport che si ama, visitando luoghi nuovi e conoscendo persone nuove.

La tensione della partita finisce immediatamente al termine della stessa, perché ci si ricorda il motivo per cui si è qui e si è contenti lo stesso. Se si vince si festeggia con una bella bevuta, se si perde ci vuole una bella bevuta per dimenticare.

Le polemiche, i cori, le offese – tutte cose purtroppo frequenti durante i nostri campionati nazionali – sono lontani anni luce da questo tipo di competizioni. E credo che sia anche questo che le renda davvero speciali.

Ma torniamo alla passeggiata pomeridiana con “Teo”. Oggi abbiamo incontrato la famiglia Gentile, al seguito del figlio Alessandro. Anche papà Nando sembra una persona diversa: la sua casertanità esplode dirompente e passiamo 10 minuti buoni a capire se siamo noi arbitri i cattivi, o lui che rompe adesso che è in tribuna… figuriamoci quando era in campo. Poi, dopo 100 metri, ecco il giornalista Stefano Benzoni, che mi chiede di poter fare una intervista. E, sono sicuro, più si avvicineranno le partite che contano più sarà facile fare questi tipi di incontri in città.

Purtroppo, la partita dell’Italia non è andata come speravamo che andasse. Abbiamo perso al supplementare contro una Lituania che ha giocato meglio di tre giorni fa e, forse, anche di tutto il torneo fino a questo punto. Proprio stasera dovevano farlo!

Adesso ci manca una vittoria, per centrare l’obiettivo del Torneo Preolimpico. Speriamo che arrivi subito, giù giovedì sera contro la Repubblica Ceca. I giocatori sanno che è importante per loro, per la Federazione, per i tifosi arrivati fin quassù. E sono sicuro che ce la metteranno tutta per portare a casa il risultato.

Come mi ha scritto Stefania, il vecchio sistema del postino e della designazione sotto la porta era preferibile a quello attuale, perché non bisognava attendere notte fonda!

Comunque, sono appena arrivate e giovedì sono spettatore non pagante.

A domani.

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