Fischi Europei, di Luigi Lamonica – a tu per tu con lo strepitoso Pierre Mauroy

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – a tu per tu con lo strepitoso Pierre Mauroy

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Buongiorno a tutti voi che ho lasciato in sospeso ieri.
Mi spiace, ma le designazioni sono state pubblicate veramente tardissimo.

Vi scrivo appena rientrato dalla prima giornata degli ottavi di finale, avendo ancora negli occhi il magnifico spettacolo dello stadio Pierre Mauroy di Lille. 26.000, dico ventiseimila e passa tifosi questa sera hanno assiepato le tribune di questo avveniristico stadio di calcio prestato al basket. E c’erano ancora dei posti liberi… fantastico!

In questo stadio pensato e realizzato per ospitare il calcio, ma anche altri sport ed eventi, il comitato organizzatore, sfruttando la tecnologia di cui è dotato, credo abbia allestito l’arena per il basket più grande d’Europa. Per noi Italiani, l’unica reazione possibile entrandovi, oltre a rimanere a bocca aperta, è l’invidia più totale.

Lo stadio è completamente coperto e il terreno di gioco, all’occorrenza, si eleva e sovrappone lasciando praticamente una intera metà campo a disposizione, per essere sfruttata per tutte quelle manifestazioni che non hanno bisogno di 100 metri di lunghezza.

Per la pallacanestro il lato lungo è stato posizionato sotto una delle curve dello stadio e un quarto, forse un po’ di più delle 2 tribune laterali, sono state sfruttate come lati dietro il canestro.

Metteteci i 4 maxi schermi, il gioco di luci e led, e il risultato è qualcosa di veramente eccezionale.

Spero che dalle immagini televisive il risultato sia vicino a quello che noi spettatori, entrati per la prima volta allo stadio Pierre Mauroy, abbiamo avuto nel salire le gradinate.

E poi ci sono stati i tifosi francesi, che hanno incoraggiato solo ed esclusivamente la propria squadra, senza mai un’offesa agli avversari, qualche fischio per un contatto duro sull’idolo locale Tony Parker e un po’ di più al tecnico della squadra ospite, quando gli arbitri gli hanno comminato un fallo tecnico per proteste.

Tutto il resto è stata ‘poi ci sono stati i tifosi ve,una vera e propria festa, con famiglie transalpine “armate” di bandiera tricolore, guance dipinte di blu-bianco-rosso e tanta voglia di cantare a squarciagola La Marsigliese.

Dicevo dello stadio avveniristico. I biglietti di oggi erano validi a blocchi di 2 partite e siccome la gara precedente a quella dell’equipe de France vedeva impegnata la storica rivale Spagna, i tifosi francesi non si sono fatti scappare l’occasione per “gufare” un po’ e tifare per la Polonia.

Quindi alle 17.45, 45 minuti prima che iniziasse la partita della Spagna, ma ben 3 ore e 15 minuti prima della palla contesa di inizio della Francia, a ogni ingresso c’erano file enormi, serpentoni di pazienti tifosi che aspettavano il loro turno, senza alcun italico isterismo. Alle 18.20 fuori erano rimaste pochissime persone e lo stadio (perchè palazzetto, come usiamo noi, non lo si può proprio chiamare, ma anche arena mi sembra riduttivo) era già pieno, alla faccia dei tornelli dei nostri stadi.

Mentre cercavo l’ingresso riservato agli arbitri, mi viene incontro un ragazzo con una bandiera turca, capisco a gesti che vuole fare una foto e lo accontento. Si presenta: si chiama Alï Yalcin, vive a Lille ma è di origine turca e mi fa capire che vede tutte le partite di Eurolega delle squadre turche. Lo saluto e lui contento mostra la foto al suo amico, spiegandogli forse in turco, che quello con cui si è fatto la foto è un “hakem” (è scritto sempre sulle porte degli spogliatoi in Turchia, perciò ho capito).

Le due partite sono state avvincenti, soprattutto per l’atmosfera nello stadio. La Spagna, inaspettatamente, ha sofferto per 3 quarti, poi ha stretto un po’ la difesa e con la classe, immensa, di Pau Gasol ha avuto bisogno di meno di 5 minuti per risolvere la gara.

Anche Francia-Turchia ha avuto un andamento simile. Forse la squadra di casa ha sentito la pressione dei 26.000 spettatori e il primo tempo ha sofferto parecchio contro i turchi, che giocando senza pressioni sono stati anche avanti nel punteggio. In questa fase, stranamente un Tony Parker completamente nullo. Nel secondo tempo, a dare la svolta sono stai due panchinari – che sono pur sempre due giocatori NBA, ma che in questa squadra stellare partono dalla panchina – come Lauvergne e Fournier, che con rimbalzi, stoppate, palle recuperate e tiri da 3 punti hanno scavato il solco decisivo.

Non ho visto, con il prosieguo del torneo, quando Francia e Spagna si incontreranno, ma se non sbaglio potrebbe ripetersi lo scontro della scorsa Coppa del Mondo ai Quarti. Se così fosse, sono sicuro che ci sarebbero scintille, visto che i giocatori spagnoli vorranno vendicare la sconfitta patita in casa, partendo da favoriti, subita lo scorso anno da Batum e compagni, ripagando i transalpini con la stessa moneta.

Domenica scende in campo anche l’Italia. I miei colleghi, che erano a Berlino, mi hanno descritto delle meraviglie di Belinelli, Gallinari e compagnia contro la Spagna e la Germania. Speriamo che le ripetano e si tolgano di dosso la pressione della partita “vinci o vai a casa”, il che vorrebbe dire mettere un piede almeno in uno dei 3 tornei preolimpici del prossimo anno. È troppo importante avere una nazionale vincente e la Francia ne è la dimostrazione, con il meraviglioso pubblico che qui a Lille segue “Equipe de France” con tanta passione e trasporto.

Domenica, alle 21, arbitro l’Ottavo Lituania-Georgia, insieme con il serbo Jovcic e il polacco e Zamojski.

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