Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Alla scoperta della Lille “fuori dal campo”

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Alla scoperta della Lille “fuori dal campo”

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Finalmente una notte senza tribolare per prendere sonno.

Forse la partita di ieri mi aveva stancato al punto giusto, anche se solitamente dopo la gara accade sempre il contrario: l’adrenalina in circolo rimane ancora tanto tempo in circolazione e faccio fatica ad addormentarmi.

Stamani quindi, complice il giorno di riposo, e il sonno profondo della nottata precedente, mi sono svegliato veramente di buon umore.

Che è aumentato considerevolmente leggendo i messaggi, che qualcuno di voi mi ha inviato dopo aver visto la partita su Sky. Molte volte la sensazione che si ha sul campo non è proprio quella reale, si vorrebbe sempre finire la partita senza un errore, ma voi che mi seguite sapete bene che questa è pura utopia. Un arbitro commette errori continuamente durante la gara e molti di loro vengono riconosciuti solo da noi arbitri, perchè riguardano la nostra posizione in campo, quale scelta facciamo su un determinato movimento dei giocatori in campo, se scegliamo di penetrare verso il canestro o allargarci per avere una visione migliore su un tiro da tre.

Sono piccole cose, direi quasi dettagli, che agli occhi del semplice tifoso non vogliono dire assolutamente niente. A loro, come ai veri protagonisti del gioco che sono e rimangono i giocatori e gli allenatori, interessa che noi fischiamo, o decidiamo di non fischiare, la cosa giusta. Ma per migliorarci, per evitare di ripetere i nostri errori su situazioni simili, noi dobbiamo studiare questi piccoli dettagli, che accrescono il nostro bagaglio tecnico e che ci permettono, di effettuare “letture” migliori, su determinate situazioni.

È in analogia con le letture che fanno i giocatori sul campo: quando cambiare marcatura, quando passare sopra un blocco oppure lasciare al compagno la marcatura del portatore di palla, quando coprire uno spazio libero per avere un buon tiro, e decine e decine di scelte che i giocatori compiono ad ogni partita.

E fino a quando non entri nel dettaglio, hai sempre la sensazione che la partita arbitrata il giorno prima è sì stata arbitrata bene – perchè ha vinto la squadra che ha giocato meglio, non ci sono state proteste, gli sconfitti ti hanno salutato con il sorriso amaro di chi ha perso la partita sì, ma perchè ha affrontato una squadra che sul campo si è dimostrata più forte – …ma comunque poteva essere arbitrata meglio.

Così oggi una parte fondamentale della giornata mi è servita per rivedere la partita di ieri. Certo già dal colloquio post gara con l’istruttore erano arrivati feedback molto positivi sulla prestazione, ma rivedendola, con calma a freddo, è stata davvero una buona partita, senza grandi errori di valutazione, che comunque ci sono stati, e con una serie di poche e piccole sbavature, in quei dettagli che ci viene chiesto di curare per permetterci di essere nel posto giusto al momento giusto e prendere, di conseguenza, la decisione giusta.

La partita in sé da arbitrare è stata una bella partita: gioco duro ma corretto, pochi tentativi di ingannarci con floppy o finte, grande collaborazione tra noi ed i giocatori. Zero proteste, se non quelle che vengono definite “emozionali”, dettate cioè dalla tensione della gara stessa e dal valore del risultato, ma sono bastate “due parole due”, per stemperare i toni e spiegare il nostro punto di vista ai giocatori. Insomma, c’è da essere soddisfatti per il lavoro svolto ed ottimisti per il prosieguo del torneo.

Con Alessandro Teofili abbiamo passato buona parte della mattina a fare una passeggiata, insieme agli altri del gruppo, nel centro di Lille, che è veramente un gioiellino: ben curato e pulito. Unico inconveniente le condizioni atmosferiche, che saranno cambiate 10 volte: prima il sole, poi nuvole, poi di nuovo il sole, poi è iniziato a piovere, poi a fare caldo, poi di nuovo il sole. Insomma non si sapeva se mettersi il giubbino, toglierselo, aprire gli ombrelli, chiuderli: un manicomio vero e proprio.

E come se non bastasse, Carmelo da Pineto mi continua a mandare foto (anche se per la verità l’ultima è di ieri) con spiagge e ombrelloni aperti per farmi sentire la nostalgia di casa. Mito, quando torno facciamo i conti per quelle foto!

A pranzo, siamo stati ospiti del comitato organizzatore locale (LOC) in un ristorante in centro. Location bella: ex cinema a luci rosse rivisitato completamente a ristorante. Credo però che facesse più affari con la precedente attività. E non chiedetemi il motivo.

Tornati in hotel, ancora una lezione quasi privata di Ronnie Nunn sulla meccanica del triplo, per scoprire che ci sono talmente tante cose da dover imparare, approfondire, provare in allenamento e in partita, aggiustamenti da fare alle nostre abitudini, che mi sto rendendo conto ci vorrebbe un’altra carriera per poterle mettere tutte in pratica!

Ma il fatto che su molte situazioni io, Ronnie e “Teo” (Teofili, nostro istruttore nazionale FIBA e, qui a Eurobasket, uno dei quattro Supervisor) la pensiamo esattamente allo stesso modo, mi rende particolarmente contento e orgoglioso di questi miei anni passati a calcare i campi di gioco.

È stato comunque un “master gratuito”, a cui hanno partecipato anche altri colleghi, rimanendo un po’ sbalorditi di cosa ruoti dietro le quinte nel mondo arbitrale NBA. Compresi la cura e gli investimenti fatti per istruire gli arbitri della lega più importante del mondo.

Non ho poi dimenticato di rispettare i suggerimenti del “King of Leon” (da “Bestia” lo abbiamo promosso a “Re”) Alejandro Vaquera, che non potendo essere presente in quanto designato ai campionati africani femminili, ci ha lasciato, quasi come un testamento, il programma atletico di questa ultima settimana.

Quindi oggi, non avendo partite, non jogging, ma un allenamento un po’ più consistente. E allora scarpette, pantaloncini e maglietta e vai di corsa 30 minuti senza esagerare, ma facendo una bella sudata elimina tossine. La schiena va molto meglio e, dopo lo stretching, solo facendo alcuni movimenti avverto ancora un po’ di dolore.

Ma per martedì mi dovrà passare per forza. Alle 18.30 arbitro il primo quarto di finale Spagna-Grecia, in terna con Ilija Belosevic (Serbia) e Fernando Rocha (Portogallo): compagni super esperti per una partita molto importante.

A domani.

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