Fischi Europei, di Luigi Lamonica – E il primo weekend fu alle spalle…

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – E il primo weekend fu alle spalle…

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Buongiorno da Zagabria con una tipica giornata autunnale, cielo grigio e piovoso.

Venerdì sera abbiamo deciso, tutti insieme, che invece di effettuare il solito risveglio muscolare avremmo accompagnato Petri Mantyla, finlandese, ad effettuare i test atletici, in quanto a Francoforte era stato l’unico a non partecipare alla prova, avendo avuto la notte prima dei problemi intestinali.

Appuntamento alle 7.45 in reception e partenza per la Drazen Petrovic Arena.

Strade completamente vuote, e tragitto coperto in poco più di 10 minuti. Fa sempre un certo senso entrare nell’arena del Cibona: sui muri gigantografie dei campioni che hanno indossato la canottiera di questa gloriosa squadra come Kresimir Cosic e Drazen Petrovic; le foto dei trionfi nazionali ed europei; Mirko Novosel. Insomma: un pezzo di storia della pallacanestro europea.

Fa specie sapere che il club sta attraversando un periodo di crisi pesantissimo, che sembra non avere fine, nonostante gli sforzi politici per salvarlo. Abbiamo accompagnato Petri per gran parte della prova, ma non ne aveva minimamente bisogno, avrebbe potuto correre per altri 10 minuti facilmente, quindi prova superata e gruppo pronto per le partite del pomeriggio.

Mattinata trascorsa in hotel e riunione con i miei 2 colleghi di ieri sera sera (Jakub Zamojski, polacco, e Jean-Charles Collin, francese), cercando di focalizzare – Chema Buceta sarebbe orgoglioso di noi – le problematiche della partita odierna. E ce ne saranno davvero tante.

La prima di tutte è che la partita di esordio, dopo 40 giorni di preparazione per i giocatori, è sempre ricca di incognite: nervose, fisiche, tattiche. Aggiungiamoci pure che la Croazia giocando in casa e, avendo una squadra ricca di giocatori di talento in tutti i ruoli, è considerata una delle favorite per la vittoria finale, quindi con una pressione ancora maggiore.

Il loro avversario, la Slovenia, è una squadra giovane, molto rinnovata e per questo motivo cercherà di mettersi in mostra da subito. Aggiungiamoci che ci si aspetta il tutto esaurito alla Zagabria Arena, con una buona presenza di tifosi sloveni e tutti gli elementi per avere una partita ad alto rischio ci sono tutti. Inoltre abbiamo visto alcuni frammenti delle partite delle due nazionali durante il loro percorso di preparazione all’Eurobasket e quello che abbiamo visto… non è stato molto rassicurante sul lavoro che dovremo svolgere stasera!

A differenza della mattina, le strade sono abbastanza trafficate e questa volta la scorta della polizia è stata proprio necessaria, specie nell’area della Zagreb Arena, visto che i tifosi di entrambe le squadre iniziano ad avvicinarsi all’arena con netto anticipo. Già si nota una foltissima rappresentanza slovena, che come al solito indossa le stesse canotte verdi dei giocatori. Il colpo d’occhio al nostro ingresso in campo, mi ha letteralmente sorpreso: una intera gradinata dietro un canestro era completamente “verde” e anche alcuni altri settori meno ampi, cantavano e incitavano i giocatori sloveni. I tifosi croati invece hanno atteso che la partita stesse per iniziare per prendere posto ma, nel momento della palla a due iniziale, l’Arena è quasi completamente esaurita.

I 20 minuti pre-gara sono volati. I tifosi sloveni, anche se in minoranza – ma saranno stati almeno 7-8.000 – cantavano e festeggiavano alla loro maniera e lo hanno continuato a fare per tutto l’arco della gara. Per loro vedere giocare i loro beniamini è già di per se una festa: il risultato conta, ma fino ad un certo punto. Un vero spettacolo.

I croati invece, dopo un inizio, un po’ freddino, si sono scaldati specialmente quando la squadra, dopo un avvio un po’ contratto, ha iniziato a comandare il punteggio. L’atmosfera è stata molto calda, ma mai scorretta.

Un po’ mi è dispiaciuto per i miei colleghi, in modo particolare per Collin (alla sua prima partita di un Eurobasket), perchè al momento della presentazione della terna arbitrale abbiamo ricevuto una sonora bordata di fischi. Tutta colpa mia. E, d’altra parte, non poteva essere diversamente, visto che i giornali locali, da una settimana a questa parte, hanno più volte ricordato – casomai qualcuno se ne fosse dimenticato – di quel quarto di finale di Belgrado di 10 anni fa.

Ma anche i fischi possono caricare, aiutando a concentrarsi e a non perdere di vista le cose importanti, ricordandoci quello che ci eravamo detto nel preparare la partita. E così è stato: abbiamo preso subito il controllo, facendo capire quale fosse il nostro criterio e portandolo avanti fino alla fine.

Certo domani, quando andremo a rivedere la partita, troveremo diversi errori e diverse valutazioni che potevano essere fatte in modo diverso, ma alla fine della partita giocatori ed allenatori non hanno recriminato per il risultato e durante la partita non abbiamo ricevuto contestazioni o proteste.

La Croazia, come detto, dopo una partenza lenta si è sbloccata e con un super Simon e il lottatore Zoric, ha portato a casa la partita, ma la Slovenia non è stata a guardare, mettendo in difficoltà per gran parte della gara la ben più quotata squadra avversaria.

Domenica, mi tocca la prima partita fra Fyrom e Olanda, alle ore 15. Prima però, anche se la cena è finita ampiamente dopo l’una di notte, alle 8 c’è il risveglio muscolare.

Ho provato a chiedere la “dispensa” dal risveglio muscolare, visto che essendo tornati in hotel a mezzanotte, cenato, ascoltato il rapporto dell’istruttore, ieri notte ero andato a dormire circa all’una e mezza. E siccome dovevo arbitrare la prima partita del giorno successivo, avrei volentieri allungato di un’oretta il riposo.

Ma Bruno Vautier, l’istruttore francese, è stato intransigente anche con un vecchietto come me, per di più stamattina quando anche il tempo non invogliava, visto che aveva piovuto durante la notte e il cielo grigio e minaccioso consigliava di tornare a letto. Ma il compito di un arbitro esperto è anche quello di dare l’esempio quando richiesto. E così, stanco e assonnato, sono sceso alla reception pronto al risveglio.

Dopo la colazione, come al solito in queste competizioni, riunione per fare un breve riassunto della giornata precedente, prendere degli spunti per analizzare situazioni che ci possono mettere in difficoltà, o che lo hanno fatto, e cercare di trovare i giusti correttivi.

Delle 3 partite del giorno prima abbiamo evidenziato la fisicità del gioco, la lunghezza dei rosters delle squadre (e, di conseguenza, la grande intensità per tutta la durata della partita) e la difficoltà di adottare un metro omogeneo per tutta la gara, permettendo ai giocatori di maggior talento di giocare sentendosi tutelati. Oltre che annotare quanto sia evidente la tensione e l’emotività per l’importanza del valore del risultato: un posto per le Olimpiadi di Rio de Janeiro del prossimo anno.

Avendo la partita alle 15, niente pranzo. Ho cercato di riposare, inutilmente: troppa la paura di addormentarmi e perdere l’appuntamento con i colleghi. Vi immaginate che bella figura: venire svegliato da uno di loro, che bussa alla mia porta!

Quella di oggi è stata una partita addirittura più difficile di quella di ieri. È sempre complicato trovare la concentrazione, in una Arena enorme come quella di Zagabria quando ci sono pochi spettatori, anche se i tifosi della Macedonia sono sempre molto coreografici e rumorosi e per la loro squadra oggi era già una partita da “dentro o fuori”.

Ed i giocatori macedoni ci hanno messo l’anima per vincere la partita. Il protagonista è stato Vlado Ilievski, con alcune triple e assist che hanno girato la partita. Saranno contenti i miei amici siciliani, che se lo potranno godere il prossimo campionato a Capo d’Orlando. Erano 2 anni che non lo vedevo giocare e devo dire che, in Europa, di playmaker con il suo talento ne sono rimasti davvero pochi.

Sono rimasto a vedere anche la seconda gara della giornata: Slovenia-Georgia, perché volevo conoscere meglio la squadra georgiana, che non avevo visto giocare ieri. La Slovenia, come al solito seguita da qualche migliaio di tifosi – che potremmo definire pendolari o transfrontalieri, visto che arrivano in auto per la partita e ripartono immediatamente dopo – ha praticamente giocato in casa.

Sotto una pioggia di tiri da 3, la Slovenia ha vinto la partita rimettendosi in gioco per uno dei quattro posti che vale gli ottavi di finale e forse condannando la Georgia all’eliminazione, visto che adesso la squadra di Zaza Pachulia, Sanikidze e Markoishvili dovrà incontrare Croazia e Grecia, che mi sono sembrate squadre più attrezzate. Solo un deciso cambio di atteggiamento può aiutarli a superare il turno.

Domani a Zagabria giorno di riposo, quindi senza risveglio muscolare e riunione tecnica. Tra le varie possibilità offerteci dagli organizzatori, il nostro gruppo ha scelto di andare a visitare il museo dedicato a Drazen Petrovic.

A domani, dopo una lunga giornata vado a letto. Buonanotte.

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