Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Matteo e gli altri amici, a Lille è sole vs pioggia

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Matteo e gli altri amici, a Lille è sole vs pioggia

Commenta per primo!

“Piove, senti come piove, Madonna come piove, senti come viene giù!”

Jovanotti l’avrà scritta di passaggio qui a Lille. Stamattina ne arrivava a secchiate, mentre il buon Carmelo mi riferisce di giornate ancora spettacolari sulla costa abruzzese, facendomi venire la “saudade” per il sole e il nostro mare.

Buongiorno ancora a tutti voi, giovedì 17 e mancano solamente quattro giorni per terminare anche questo Europeo. Come tutti gli altri è stato un lungo viaggio iniziato 2 settimane fa e che lentamente ci ha visto arrivare fino a questo punto. Nei diari inizio parlando sempre del tempo atmosferico, scusatemi sono monotono, ma perché veramente le giornate grigie e piovose di Lille rendono ancora più lento il passare del tempo.

Oggi ancora da “turista del fischietto”. Ci sono poche partite in programma ed una di queste vede protagonista l’Italia, quindi ancora programma alternativo per quanto riguarda il risveglio fisico, svolto a metà mattina, mentre il meeting rimane fissato alle 10.

Meeting sempre più interessanti, con piccoli dettagli ed aspetti motivazionali di grandissima importanza. Gli aspetti su cui lavorare per migliorare un gruppo di 20 arbitri a un Eurobasket sono davvero piccoli dettagli: una segnalazione, una postura in campo che serve a far capire automaticamente ai colleghi di terna quale è l’area di competenza che si sta controllando, l’anticipare il gioco conoscendo cosa un giocatore ha in mente di fare, o cosa quel determinato schema porterà a far fare il giocatore attaccante e prevenirne i movimenti per farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e poter valutare dove mettere gli occhi per giudicare un contatto. Insomma: se uno vuole può “riscrivere” il proprio approccio alla gara, la propria gestione del corpo, dopo aver assistito a dieci meeting del genere. E c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da imparare, da metabolizzare, perchè il nostro sport è veloce, velocissimo e ti da tanti stimoli.

E oltre a tutto questo, c’è anche la curiosità di voler scoprire cose nuove, che ti danno nuove emozioni e che da lunedì mi daranno lo stimolo per affrontare nuove partite, con lo stesso spirito avuto fino adesso, perchè ora più che prima sarà importante non mollare di un centimetro, continuando a rispettare il gioco, i colleghi, i giocatori.

Vedo Robert, Olegs, Sergio, Jean-Charles: ragazzi che ho visto migliorare di partita in partita, di anno in anno, che hanno affrontato lo stesso percorso che io ho intrapreso anni fa, e vederli adesso affermarsi su un campo mi riempie di gioia e dà un pizzico di orgoglio, perchè loro mi trasmettono, con le loro prestazioni, che una piccola, piccolissima parte del loro buon lavoro, forse lo hanno appreso da quello che io ho cercato di trasferirgli. E sarebbe bellissimo poter essere considerato, ancora per poco tempo, anche per loro che sono arrivati dove sono arrivati, un esempio da seguire.

Oggi è arrivato a Lille il mio amico Matteo, forse la persona che più di tutti in questi anni mi ha seguito nei vari Campionati svolti in Europa. L’ho conosciuto in Svezia nel 2003, al mio primo Eurobasket. Era pure a Belgrado e, come ho già detto in un precedente diario, era con lui che mi sfogai dopo il famoso quarto di Finale di quell’edizione. Oggi mi ha ricordato che era anche a Kaunas nel 2011. Ricordo che alle Olimpiadi di Pechino mi scriveva dal Canada, dove era in viaggio, mentre oggi è qui.

Chissà: forse non avrà voluto lasciarmi solo in questo Eurobasket. E, anche se non me lo ha detto, io conosco il motivo per cui si è “sparato” mille e passa chilometri in auto pur di non lasciarmi solo proprio adesso. Ci sono gesti che non hanno bisogno di una spiegazione, ma che hanno un significato enorme, per me. Grazie Matteo, la tua presenza qui a Lille renderà ancora più speciale questo Eurobasket.

Altre persone mi stanno dimostrando la loro amicizia. Il loro continuo informarsi, chiedere, mi fa capire quanto sia io importante per loro, ma soprattutto il loro modo di essere discreti, mi colpisce ogni giorno di più.

Perchè ho imparato a conoscerli e so che vorrebbero chiedermi: “Luigi, ma come ti senti, dentro?” ma non lo fanno, perchè sanno come potrei reagire adesso.

A Giovanni, che è più di un amico visto che porta il mio stesso cognome, Luca, Stefania, Marco, Michela, Carmelo, Tiziana e Giò, Donatella, Leo, Francesco e Fabrizio, e a tutti gli altri dico solo grazie di cuore, perchè con la loro amicizia sto vivendo questo momento serenamente, forse come non me lo sarei neanche aspettato io stesso. E spero che continui a essere così.

Oggi il messaggio di Roberto “Kojak” Nardecchia mi ha letteralmente spiazzato.
Caro Roberto, non ti preoccupare: il sorriso sarà sempre lo stesso, lo porterò sempre con me, perchè le cose che ti danno piacere rimangono una vita, e come tu mi hai scritto una volta, rimangono per sempre come la nostra amicizia, nata su un campo di pallacanestro e con un fischietto in bocca. Quel sorriso che un giorno è arrivato all’improvviso, mi ha cambiato e reso una persona migliore e niente potrà farmelo scomparire dal viso: lo avrò con me anche quando tutto questo sarò solo un ricordo.

Torniamo però all’oggi e alla notte fonda di Lille che ormai è arrivata. Le designazioni tecnologiche, che effettivamente ci piacciono poco visto che arrivano in ritardo, dicono che domani sarò ancora di riposo.

Alla prossima e grazie ancora a tutti.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy