Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Test superati, si va a Zagabria

Fischi Europei, di Luigi Lamonica – Test superati, si va a Zagabria

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Sveglia all’alba oggi, per le prove atletiche, anche se io e Saverio praticamente non abbiamo chiuso occhio tutta la notte. Sarà stata la preoccupazione per il test mattutino? Non lo so, ma se questa fosse la ragione sarebbe un buon segno: vorrebbe dire che ancora c’è tensione per un esame pur minimo, quale può essere il test fisico.

Siamo stati ospitati dalla locale squadra della Bundesliga, i Francoforte Skyliners, nella loro palestra usata per gli allenamenti. Altro mondo! Con piscina annessa e diverse sale per riunioni tecniche e sala pesi. Il tutto in un Centro Commerciale, non molto lontano dalla torre che è diventata il simbolo della città.

Tutte e 4 le batterie sono state superate brillantemente, con un ottimo affiatamento e senza scatti improvvisi con conseguenti richiami da parte dei controllori. Questo sicuramente denota un grande rispetto per il gruppo da parte dei più giovani che, nonostante il test sia facile visto la loro splendida condizione atletica, non vogliono evidenziarla inutilmente, consentendo a noi anziani di essere “trascinati” ed aiutati. Unico problema è stato l’orario, alle 7.50 il primo gruppo era già pronto a partire.

Il primo ostacolo di questo Eurobasket è stato superato, e nell’aria adesso si sente già l’attesa per il volo di trasferimento di domani, che ci farà raggiungere le 4 sedi di queste qualificazioni: Montpellier, Berlino, Riga e Zagabria.

La tensione tornerà a salire domani sera a destinazione, quando conosceremo le prime designazioni e inizieremo a prepararci per l’esordio, che è sempre una partita speciale in un Campionato Europeo.

Forse per questo motivo, e per non farci sentire troppo la pressione fin da adesso, questa mattina è stata tutta dedicata a Chema Buceta, che come al solito si è inventato uno dei suoi giochi per costruire la squadra e metterci, scherzosamente, in competizione. Sono state 2 ore di risate, prese in giro, trucchetti vari – al limite della scorrettezza – con annesse penalità per le squadre perdenti.

Il comitato di controllo presieduto da Chema Buceta e Alejandro Vaquera ha convenuto che, visto le evidenti scorrettezze di tutti e 4 i gruppi partecipanti, gli stessi gruppi dovessero essere tutti sottoposti a pagamento del pegno estratto a sorte da Ronnie Nunn, e precedentemente deciso da ogni singolo gruppo.

Al gruppo di Zagabria non è andata malaccio: pranzo in divisa, ma siccome i miei pantaloni sono dal sarto… fatta la legge trovato l’inganno!
Gli altri quasi tutti hanno dovuto fare un po’ di flessioni e addominali. Solo il gruppo di Berlino ha dovuto controllare che… Chema effettuasse 20 flessioni! Risate e sfottò a non finire per il gruppo che ha dovuto effettuare 5 giri della sala, simulando una cavalcata degna del Palio di Siena.

Il pomeriggio è stato denso di impegni. Alle 14 lezione da parte di Svetislav Pesic, uno dei santoni della pallacanestro europea, esponente di spicco della scuola serba, vincitore di Eurolega ed Eurobasket, attuale allenatore del Bayern Monaco, il quale ci ha trasferito cosa un coach si aspetta da un buon arbitro, del rapporto che ci dovrebbe essere prima, durante e anche dopo la partita tra arbitro ed allenatore, e come i frequenti cambiamenti di regolamento influenzano il gioco e le tattiche degli allenatori, e conseguentemente anche gli arbitri devono essere preparati sulle nuove tattiche ed anticipare le proprie scelte. Molto interessante il suo punto di vista, soprattutto perchè lui in campo è uno di quegli allenatori “sanguigni”, di quelli che ci mettono tutto se stesso, che a volte per la tensione trasforma completamente il suo modo di essere. Ma è il suo lavoro e francamente faccio fatica a biasimarlo. Lui difende il suo lavoro, e per questo è pronto ad approfittare di ogni piccola debolezza sia che venga da parte degli avversari, sia se viene da parte della squadra arbitrale.

Dopo Pesic trasferimento in palestra, sempre in casa dei Francoforte Skyliners, per la dimostrazione in palestra di alcuni fondamentali della macchina del triplo arbitraggio, da parte di Ronnie Nunn. Anche qui 90 minuti di stage “universitario”, tenuto da un grandissimo personaggio dell’arbitraggio, con una esperienza fuori dal comune.

Per finire, chiusura del clinic da parte di Carl Jungebrand, con le ultime raccomandazioni e la visione di una situazione di fine gara molto interessante, da dove sono stati presi diversi punti su cui riflettere.

Venerdì 4 settembre ci separiamo. Il gruppo di 40 si divide in 4 piccoli gruppi: si inizia, finalmente, a respirare aria di competizione e le giornate saranno più simili a quelle “normali”, in cui la partita da arbitrare è al primo posto dei pensieri, dove preparazione, alimentazione, concentrazione, riposo, sono solo ed esclusivamente in funzione della partita. Da domani si fa sul serio e non ci sarà più spazio per altre discussioni o attività. L’arbitro che è in noi entrerà in campo e sarà una settimana ricca di emozioni, paure, gioie ma anche di errori e preoccupazioni.

Il mio gruppo lascerà il Dorint Hotel di Francoforte alle 10.20, per volare alle 12.25 a Zagabria.

Ci sentiamo domani dalla Croazia.

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