IdeasOnBasketball/20 – I segreti della Nazionale, intervista a coach Mario Fioretti, assistente di Simone Pianigiani

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Coach, iniziamo dall’attacco. Qual è la situazione offensiva che ti è piaciuta di più dell’Europeo appena terminato?

Mi è molto piaciuto l’hand off al gomito-post alto della Spagna. È una situazione che non si vede spesso. In aggiunta a questo, è stata difficilissima da marcare, sia perché utilizzava al meglio le grandi, anzi grandissime, capacità di Gasol di creare per sè e per gli altri da 4m, sia perché gli esterni che gli “giravano attorno” avevano caratteristiche diverse, difficili da incanalare in un’unica scelta difensiva.

Al contrario, quale organizzazione difensiva ti è piaciuta di più?

La squadra che più mi è piaciuta difensivamente è la Slovenia. Non troppi fronzoli e aggiustamenti, ma grande aggressività sul perimetro, sorretta da aiuti sempre pronti dei giocatori interni. Facile capire che tutto ciò si ripercuoteva sul loro attacco, rendendoli sicuramente anche la miglior squadra di campo aperto della manifestazione.

Infine, qual è stata per voi la partita più difficile da preparare? Sotto quali aspetti?

La partita con l’Ucraina. Potresti pensare che sono diventato matto. Potresti pensare: hanno giocato con Russia, Turchia e Grecia, solo per nominarne qualcuna, e adesso se ne esce con l’Ucraina. Non sono impazzito, sono fermamente convinto che nella pallacanestro la parte mentale e quella fisica vengano prima di quella tattica. Dopo la partita con la Lituania, finita quasi alle 23.00 del 19 settembre con una sconfitta soffertissima, ti garantisco che è stato difficilissimo ripresentarsi il giorno successivo in campo alle 14.30. Ogni partita ha le sue difficoltà tattiche a cui cerchi di trovare una risposta all’interno del tuo sistema o con pochi e mirati aggiustamenti che “escano” dallo stesso. Poche partite, per contro, hanno una difficoltà mentale e fisica paragonabile a quella che abbiamo dovuto affrontare in quel primo pomeriggio del 20 settembre.

 

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