SocialInside – Gallinari e Kok tra crisis e comment management

SocialInside – Gallinari e Kok tra crisis e comment management

8 è il numero fortunato di Danilo Gallinari. Sto scrivendo nel giorno del suo 29° compleanno. Danilo sceglie l’8 come numero di maglia, @gallinari8888 è il suo nick su twitter. Insomma 8 è il suo numero ricorrente: il numero dell’infinito, della prosperità. Ma nel profondo significato dei numeri, insito nell’8, c’è anche l’invito alla prudenza e il il 30 luglio del 2017, il giorno in cui il Gallo si è giocato EuroBasket 2017 e la reputazione, l’invito non è stato raccolto.

La vita digitale dopo il #punchday non deve essere facile. Le logiche dello show biz hanno messo Danilo al centro dell’attenzione con la campagna della Kia Motors Italia che lo ha subito catapultato, a pochi giorni dal pugno in diretta, nel feed di tanti, tantissimi utenti in tutte le piattaforme social. Parliamo (ad oggi) di un video di 30 secondi che ha totalizzato più di 50.000 visualizzazioni rispetto alle 200.000 di quello del pugno in diretta SKY che ho preso in esame. La testimonianza registrata dal Canale YouTube SuperBelli13 sembra sia la video diretta più seguita ad oggi. Molti sono gli articoli dai quali è scomparso il video originale.

E Gazzetta.it è stata costretta a inserire un video “home made” della gara registrata davanti al televisore, per mancanza del video originale (rimosso). Se poi vogliamo dirla tutta, la pubblicità della Kia non ha risparmiato nemmeno l’articolo di cui sopra (ogni 3 video promo, uno è quello della kia.com) creando un effetto a contrasto non proprio gradevole, non per il colore ma per la battuta del Gallo sul finale del video girato con Ale Del Piero, in cui fa riferimento al …colpo gobbo.

Social e Crisis Management nello Sport

Il comportamento di Gallinari e di Jito Kok in campo è stato, in ambedue i casi, molto discutibile. I social come hanno metabolizzato l’accaduto?

Twitter e Facebook sono stati i luoghi in cui si sono sviluppate più conversazioni in assoluto. Il Portale NBA pulse di cui ho già accennato in un precedente articolo di questa rubrica, ha disegnato uno spaccato poco confortante.

Il picco di mezzo milioni di mention nei tweet monitorati dalla piattaforma si è placato nel giro di 48 ore. Quello che ha sicuramente lasciato come segno tangibile è il sentiment negativo rispetto all’accaduto. Non dimentichiamo che Danilo ha appena firmato un contratto di 65 milioni di dollari in tre anni: ad oggi il Gallo è lo sportivo italiano più pagato al mondo nel 2017.

Il sentiment quindi potrebbe essere riferito non solo all’accaduto, quindi all’episodio di un brutto basket scaturito addirittura in un’amichevole (ricordiamo che si trattava di una gara della Trentino Basket Cup, manifestazione che attira famiglie e tifosi in un clima assolutamente rilassato) ma anche al timore che la frattura possa, in qualche modo, compromettere la sua stagione con i Los Angeles Clippers.

 

Logica di engagement e vanity metrics

La storia che l’engagement sia un dato strettamente legato esclusivamente al successo positivo di un post è quantomeno errata come valutazione. Ci sono post che possono sviluppare un engagement che renda quel post rilevante nel feed del Social in cui è inserito. E il suo engagement è strettamente riferito ad un rapporto tra like e followers che va oltre le vanity metrics. Volete un esempio concreto rispetto a tale accaduto?

 

Naturalmente bisogna partire dal fatto che Jito Kok abbia un modesto profilo Instagram con poco meno di 2.000 followers e che viene messo a confronto con il profilo di Danilo Gallinari che di followers ne ha ben 280.000 con una media di 10.000 like per post: meno del 5% dei fan del Gallo mette il like a quello che posta. Invece Il post in questione di Jito Kok ha avuto circa il 30% dei like della sua fanbase con commenti relativi all’accaduto che si sono protratti anche oltre il giorno stesso della pubblicazione del post.

 

La differenza della gestione della crisi tra Kok e Gallinari

Kok ha scelto di personalizzare l’accaduto. Formalmente sono nella stessa situazione in quanto ambedue espulsi dal terreno di gioco per aver tenuto un comportamento non sportivo e ai limiti del lecito. Kok ha spiegato il suo punto di vista su Reddit intervenendo nei commenti degli articoli apparsi all’indomani dell’evento. Ha gestito tendenzialmente da solo la situazione utilizzando i social e sviluppando conversazioni dirette con le persone. Gallinari ha fatto ricorso ad altre voci rilasciando interviste come quella del Corriere.it contenente anche un infelice parallelismo con Kareem Abdul-Jabbar fatto dalla redazione. Poi la dichiarazione a Vanity Fair che sottolinea anche il suo sentirsi in una morsa che è quella dolce ed amara dei Social.

 

“…Poi, negli spogliatoi, ha rivisto i compagni di squadra: «Ho chiesto scusa a tutti. Questa è la cosa che più mi spiace: aver “tradito” i miei compagni. Salterò l’Europeo, e va bene, ma soprattutto non potrò dare una mano alla squadra, e questo mi spiace tantissimo. Come mi spiace per i tifosi, soprattutto i bambini. So di non essere stato un grandissimo esempio…». Il fuoriclasse si è rassegnato alle critiche piovutegli sui social media: «Era inevitabile. Fa parte del gioco. Devo espiare» (Danilo Gallinari per Vanity Fair).

 

Sono tutti esempi (e ce ne sono molti altri in rete) che fanno parte di una comunicazione tesa a salvaguardare l’immagine del Gallo.

Qual è la verità? Cos’è giusto, cos’è sbagliato? Il tifo è sovrano. Per quanti siano gli sforzi della totalità dei media, delle Federazioni, dei Club di cercare di equilibrare il gesto con la grande visibilità che Danilo offre al basket italiano, le persone sanno che quel pugno a Jito è come se si potesse declinare al pari di una frase infelice scritta sui social, una brutta fotografia del Danilo mediatico che si sta cercando di far dimenticare.

 

La gestione dei profili social degli atleti

Ma le testimonianze su Internet viaggiano veloci e crescono in maniera esponenziale, e una figura come la sua, unica per il movimento cestistico italiano, meriterebbe (per fare un esempio) una gestione della sua fanpage Facebook migliore di quella che ha ora:

 

post con la dicitura “(staff)” caricati in successione e qualche post condiviso dal profilo Instagram o Twitter senza utilizzare un filtro di correzione di hashtag e nick.

 

Jito Kok, in questo, nella sua semplice identità di atleta e non di Star, ha gestito personalmente la parte umana del contatto con gli altri, utilizzando le conversazioni e sviluppando empatie e un sentimento sicuramente più positivo di quello di Danilo.

 

Una figura da 65 milioni di dollari si merita sicuramente un esperto di comunicazione sportiva che possa declinare la presenza del Gallo in rete, sviluppando una strategia adatta all’atleta azzurro, in grado di gestire i momenti di crisi come quello del 30 luglio scorso.

(Foto di copertina a cura di Alessandro Vezzoli)

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