Lega Gold Review – Poche stecche, ma c’è equilibrio

Lega Gold Review – Poche stecche, ma c’è equilibrio

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In archivio la prima giornata di Lega Gold, con tutte le favorite della vigilia che non hanno steccato all’esordio. In molte hanno però impiegato le proverbiali sette camicie per ottenere i primi due punti della stagione. Non è stato certo il caso della Tezenis Verona, tra le big quella che si è imposta in maniera più netta (74-87 sul campo della Fileni Jesi). Un successo particolarmente importante, sia perché il PalaTriccoli è un parquet storicamente difficile da espugnare sia per le proverbiali difficoltà incontrate in trasferta dagli scaligeri nelle ultime stagioni. Decisivo il contributo dei tre stranieri (Smith, Taylor e il passaportato Callahan) che hanno prodotto ben 58 punti, ma soprattutto il tremendo 14/25 dall’arco dei 6.75 che ha reso vano il timido tentativo di rimonta dei padroni di casa nel secondo tempo. La squadra di Ramagli (che quest’anno appare davvero ben assortita, anche nel secondo quintetto) si gode il primo importante successo stagionale, mentre ci si aspettava forse qualcosa in più da Jesi, che deve riuscire a far coesistere la coppia Maggioli-Rocca e magari trovare maggior contributo dalle seconde linee (cinque giocatori spremuti oltre i 30 minuti di utilizzo). Ben più sofferta la vittoria della Sigma Barcellona sul campo di Casale Monferrato, avvenuta solo dopo un overtime. La prestazione dei siciliani non sarà stata scintillante, in particolare da parte dei due americani (9/33 dal campo in due), ma coach Perdichizzi ha comunque dei validi motivi per uscire soddisfatto da questa prima giornata, al di là dei due punti. Vincere una partita tirata su un campo difficile come quello del PalaFerraris testimonia infatti già una buona tenuta di squadra, nonostante il gruppo sia totalmente nuovo. Eroe di giornata Demian Filloy (non solo per i 14 punti), che si conferma giocatore decisivo per la categoria, mentre ai piemontesi non basta la gran serata al tiro di Casini e i 30 punti in due (pur con percentuali deficitarie) di Dillard e Jackson. Tra le favorite della vigilia il compito più difficile spettava sulla carta a Torino, sia per i problemi di organico (Steele e Wojchechovski infortunati, Mancinelli non al meglio) sia per la difficoltà del match contro Ferentino. Anche i ciociari, per la verità, hanno dovuto fare i conti con l’assenza sotto canestro di Mosley (temporaneamente sostituito da Mortellaro), privando coach Gramenzi del suo punto di riferimento nel pitturato. A fare la differenza, dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato, un terzo parziale da 24-14 in favore degli ospiti che ha girato l’inerzia della gara. Trascinata da Mancinelli e Amoroso (44 in due), aggiunte di lusso al gruppo che ha dominato la DNA nella scorsa stagione, Torino sorpassa e vince 85-89. Ai padroni di casa, che provano con cinque piccoli a ribaltarla nel finale, non bastano 24 punti del solito Rodney Green. Totalmente differente, rispetto a Torino, la situazione di Napoli. Che come i piemontesi è considerata tra le squadre più attrezzate dell’intero campionato, ma deve fare i conti con un gruppo completamente nuovo che deve ancora trovare i suoi equilibri. Aggiungendo a tutto ciò i tanti infortuni accorsi nel precampionato, era prevedibile una partenza un po’ a rilento della squadra di Cavina. Forse, però, non a tal punto da rischiare una clamorosa sconfitta interna contro Forlì (sempre sulla carta, una delle meno attrezzate del campionato, anche visto il budget ridotto). I romagnoli invece fanno una buona impressione, almeno nello starting five: due buoni americani, con uno scatenato Cain da 19+14, e un Luigi Sergio scatenato dalla lunga distanza (cinque triple) per poco non concretizzano il clamoroso exploit. Forlì, avanti anche di 9 ad inizio ultimo quarto, perde un clamoroso pallone sulla rimessa sul +1, con sei secondi da giocare: Black ne approfitta e piazza il buzzer-beater sulla sirena, riscattando una prova piuttosto negativa. Ma il vero MVP di serata è Ceron, decisivo nella rimonta e autore di 18 punti. Tra le altre, sorprende la vittoria di Trento a Trieste, quantomeno nelle proporzioni. Dopo due quarti equilibrati, la squadra di Buscaglia piazza infatti un clamoroso 33-4 nel terzo parziale che annichilisce i padroni di casa (ancora privi di Hoover) dando il là all’impressionante 57-91 finale. L’attesissimo Triche chiude con 15 punti, ma il grosso lo fanno i reduci della scorsa stagione: Elder, Pascolo e Forray iniziano come avevano chiuso l’anno scorso (53 punti in tre). Colpo esterno anche per Veroli, che viola il difficile parquet del Biella Forum e parte subito con il piede giusto nonostante, lo scetticismo attorno ad una squadra costruita in economia e con pochi nomi di rilievo. Bravi i ragazzi di coach Ramondino a non scomporsi durante la rimonta dei piemontesi, passati dal -18 al +4 di inizio ultimo quarto. Decisiva la prestazione di Casella, fenomenale dalla lunga distanza, ben assistito dalla “doppia doppia” di Samuels. Biella si consola con l’orgoglio mostrato nella rimonta e con le buone indicazioni mostrate (seppur a sprazzi) dai suoi giovani. Parte con il piede giusto anche Brescia, con due liberi di Fultz decisivi per piegare la resistenza di un’eroica Capo D’Orlando. Coach Pozzecco non può infatti schierare, per motivi diversi, Basile e Nicevic (oltre al play Wright, rilasciato prima dell’inizio del torneo), riducendo la sua rotazione a soli sette uomini. Gli infortuni di Laquintana e Archie a partita in corso complicano ulteriormente la situazione dei siciliani, che restano comunque in partita fino alla fine, recuperando più volte svantaggi intorno alla doppia cifra. Un clamoroso gioco da 4 punti dello stesso Archie (che chiuderà a quota 39) regala la parità all’Upea, che decide di commettere fallo sull’83-83 per avere l’ultimo tiro. Fultz fa 2/2 e dall’altra parte Capo D’Orlando non trova il bersaglio, alla fine festeggia Brescia, che si gode un Tamar Slay potenzialmente immarcabile in Legadue (22 punti), in attesa del pieno inserimento di Di Bella. Tiene il fattore campo anche Trapani, che in casa ormai non perde da tempo immemorabile (negli ultimi due campionati di DNC e DNB nessuno è passato al PalaIlio). Sarà ovviamente molto più difficile mantenere questi numeri in Legadue, ma i siciliani si godono i primi meritati due punti della stagione. Anche se il +21 finale non rispecchia in realtà i valori del match, con Imola rimasta in partita finché ha potuto, nonostante le rotazioni cortissime accorciate dall’assenza di Niles. Coach Lardo si gode uno strepitoso Baldassarre e il contributo positivo di entrambi gli americani (18 Lowery, 14 con nove assist Parker). Per Imola, una delle poche note liete è la buona prova di Poletti (“doppia doppia” sfiorata, con 16 punti e 9 rimbalzi). Difficile, soprattutto dopo una sola giornata, dare giudizi a lungo termine su un campionato così difficile come quello di Legadue. Ma, al di lá dei risultati di domenica, le quattro squadre più attrezzate sembrano essere (in ordine non necessariamente gerarchico) Barcellona, Torino, Verona e Napoli. Come ogni campionato, però, nel corso della stagione si aggiungeranno presumibilmente le solite outsider (l’anno scorso furono Brescia e Trento, che sulla carta partono subito dietro le prime quattro) che rendono la Lega Gold uno dei campionati più difficili da pronosticare. Presto anche per parlare di salvezza, anche se Forlì e soprattutto Veroli hanno reso meglio di quanto ci si aspettasse. Testa già rivolta, dunque, al prossimo turno, che vede probabilmente in Verona-Casale e Barcellona-Ferentino i due match più attesi. La parola, come sempre, al parquet.

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