Legadue Review – Casale e Trento, in bocca al lupo; Brescia e Pistoia, a voi due

Legadue Review – Casale e Trento, in bocca al lupo; Brescia e Pistoia, a voi due

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Si è definito abbastanza rapidamente il quadro delle finaliste del campionato di Legadue: come successo nei quarti di finale, non sono state necessarie gare-5 per dirimere l’equilibrio. Una situazione abbastanza anomala, considerando il grande equilibrio che di solito regna nel secondo campionato nazionale.

A sfidarsi per un posto nella massima serie saranno Pistoia e Brescia. Una finale che probabilmente nessuno avrebbe previsto a settembre, ma assolutamente legittima per quello che le due squadre hanno offerto sul parquet. La particolarità di questa serie è che, a differenza di quanto succede al piano di sopra con le squadre che giocano ogni due giorni, Tesi Group e Centrale del Latte potrebbero sfidarsi addirittura per tre settimane. È quella infatti la distanza tra gara1 (in programma sabato e l’eventuale gara5, prevista addirittura per il 22.

Le due squadre arrivano al confronto decisivo in condizioni tutto sommato simili: Pistoia ha superato senza troppi patemi la resistenza di Casale, meno agguerrita del previsto. Dopo il 2-0 maturato in terra toscana, solo in gara3 la squadra di Griccioli ha saputo contrapporre una vera reazione. Una buona prova offensiva di Casale, che ha finalmente ritrovato Rodney Green (peggiore in campo nella serie) ha consentito alla Novipiu di accorciare le distanze. Sfruttando anche la serataccia al tiro da fuori dei toscani, che hanno avuto poco da Hicks e Galanda ma sono comunque rimasti in partita per oltre 35 minuti.
In gara4 è avvenuto esattamente l’opposto: Pistoia ha condotto per tutti e 40 i minuti, senza mai ammazzare la partita ma controllandola per tutto il suo svolgimento. Alla squadra di Moretti non è servita una prova offensiva particolarmente esaltante, viste le incredibili difficoltà dei piemontesi nel trovare la via del canestro. Casale infatti, una delle squadre più offensive del campionato, è stata tenuta alla miseria di 54 punti con un tremendo 1/22 nel tiro da 3. Logica conseguenza il successo degli ospiti, che dominano sotto le plance e trovano nell’evergeen Toppo l’MVP di serata.

Anche Brescia ha chiuso la pratica in quattro gare, nonostante dopo gara2 il colpo esterno di Trento avesse reso la situazione più complicata. E invece nelle due partite del PalaTrento, che la Leonessa aveva già espugnato in campionato, sono arrivate due meritate vittorie esterne e la qualificazione alla finale senza passare da gara5. Una prova di forza non da poco, considerando l’eccellente stato di forma della Bitumcalor, che in casa non perdeva dal 24 marzo. In gara3 era stata un’eccellente prova difensiva (non la caratteristica principale della squadra di Martelossi) a garantire il successo, in una partita sempre condotta dagli ospiti ma che Trento aveva provato a rimettere in piedi nell’ultimo quarto tornando a -2.

In gara4 il match è stato più equilibrato, ma nell’ultimo quarto è uscita ancora una volta la Leonessa: la maggiore profondità di Brescia, con un quintetto base pericolosissimo in tutti i suoi elementi e il buon contributo di Cuccarolo dalla panchina (inusuale 8/9 ai liberi per il lunghissimo scuola Benetton) sono risultati decisivi per il nuovo successo ospite. Trento ha comunque poco da recriminare dopo aver disputato una stagione oltre le più rosee aspettative: la squadra di Buscaglia, da neopromossa, ha vinto la Coppa Italia ed ha chiuso tra le magiche quattro, mettendo in riga durante l’anno tutte le big del campionato (in particolare Barcellona, eliminata clamorosamente al primo turno playoff). Ma il merito più grande dei bianconeri è probabilmente quello di aver riempito il PalaTrento, dopo una stagione partita con poche centinaia di spettatori, e terminata con pienoni che solitamente si vedono solo nel volley.

Spazio dunque, ora, tutto per la finalissima: e si affronteranno due squadre con una caratteristica comune, l’importanza del gruppo e di un gioco corale. Nessuna delle due infatti, pur possedendo tanti ottimi giocatori, dipende eccessivamente da uno o due elementi e per questo sarà fondamentale il contributo di tutto il roster. Per Pistoia si tratta di un ritorno in Finale, dopo quella dell’anno scorso persa con Brindisi. Ma in condizioni nettamente diverse, perché la squadra di Moretti questa volta è la logica favorita e rispetto all’anno scorso (quando fu costretta a ruotare solo 8 giocatori) ha un roster molto più profondo, pur senza punte di diamante come potevano essere Hardy e Jones.

Brescia invece si gode un traguardo storico e impensabile in estate quando, dopo un’ottima stagione da neopromossa, la squadra della neo presidentessa LNP Bragaglio aveva rischiato grosso per qualche difficoltà societaria. E invece, pur con un mercato partito in ritardo, la Leonessa ha saputo togliersi tantissime soddisfazioni (testimonianza chiara i premi finali della Legadue, con Martelossi premiato miglior coach e Brkic miglior italiano). Qualunque sarà l’esito finale la stagione rimarrà indimenticabile, ma l’appetito vien mangiando e Jenkins e compagni proveranno a fare lo sgambetto ai più quotati toscani centrando un’incredibile promozione in Serie A.

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