Momenti di Basket/7 – Italbasket al femminile, di cosa parliamo?

Momenti di Basket/7 – Italbasket al femminile, di cosa parliamo?

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Ho assistito lo scorso week end all’Opening Day della Seria A di basket Femminile, la 1^ giornata del massimo Campionato, e non ho potuto esimermi dal formulare qualche “spontaneo” pensiero: La A Femminile è tutta qui ?

Anzi, manca di un elemento per il mancato arrivo a Cagliari di Priolo, una rinuncia che alimenta voci di difficoltà e potrebbe ridurre la Serie A, anche quest’anno, ad un “dispari e disperato 11” che ci auguriamo venga scongiurato.

Comunque, sulla carta…., 12 Formazioni “reduci” dalle campagne estive di dubbi e rinunce, con Taranto cancellata dopo la Geas dello scorso anno e piazze come Torino, Udine e Vicenza (tutte sculettate) da tempo non pervenute ed altre metropoli quali Roma, Napoli, Bologna, Palermo e Milano (per anni protagoniste), relegate a squadrette da serie inferiori. Sì, A1, quella di cui stiamo parlando ed A2 ed A3 di cui sarebbe meglio non parlare per la “cooptazione” di Squadre con poca arte e meno parte, salite alle ribalta per la magnificenza di Regioni alla ricerca dell’impossibile (Sicilia e Sardegna).

Serie A a sole 12 Squadre, 36 Straniere (1/3 del Roster) e 84 professioniste di un basket che non c’è, o meglio, che c’è solo per 2 o 3 realtà tra quelle scese sul parquet del Palazzetto di Cagliari, con le altre avare di Giovani, piene di Giocatrici incompiute e desiderose solo di mantenere un posto in ….paradiso.

Il giudizio è certo duro, ma la presa di coscienza dovrebbe essere altrettanto cruda e realistica e non trascinare un Movimento che andrebbe snellito e riordinato per consentire il rilancio dei settori giovanili e ridurre i costi del tutto insostenibili.

Se poi si percorre la A2 o si prende la deviazione della A3, si cominciano a scoprire buche più profonde sull’asfalto di numerosi Formazioni, con Giovanissime acerbe mischiate a Veterane di lungo corso a straniere assoldate per un viaggio premio lungo la nostra Penisola.

La Lega Femminile si sta impegnando con encomiabile dedizione, cerca di promuovere manifestazioni di potenziale richiamo, chiede ai Media maggiore spazio ed attenzione, ma dovrebbe interrogarsi del poco appeal del “prodotto femminilbasket” e non spingere il Sistema a rilanciare ad una roulette da molto tempo ormai avversa. Gli anni ’60 e ’70 sono sfumati nel ricordo (Udine, Como, Torino, Treviso), gli ‘80 relegati nei libri di storia e negli archivi federali (Vicenza, Milano) e sono solo serviti ad innescare le presunzioni “ al….. maschile” esplosi dall’inzio degli anni ’90 con la “calata straniera” (Priolo, Parma, Taranto, Schio); in un quadrilatero che solo la vecchia Como ha saputo occasionalmente incrinare, prima di scomparire.

Se si va in giro per palestre e campetti, non si può che rimanere avviliti nel vedere pochissime bambine (per altro mischiate ai maschi nei 5 anni di minibasket) che raggiungono a fatica la Under 13 e soprattutto dimostrano una modesta qualità, una incerta passione ed un nebuloso futuro. Certo siamo in tempo di crisi ed in Italia ne abbiamo da vendere in ogni settore, ma crediamo veramente che basti alla “Italy Woman Basket” dipingersi il viso con la bella Manifestazione di Cagliari o profumarsi il corpo con essenze da A1, A2 ed A3 sia sufficiente per l’auspicato rilancio ? Riduzione dei costi e delle importate, accorpamenti e non dilatazioni dei campionati e lavoro, lavoro, lavoro sulle giovani, sono le uniche sgradevoli medicine da trangugiare per ridare speranza, qualità e futuro ad un Movimento da revisione profonda. Il Basket Femminile merita queste attenzioni, merita scelte coraggiose e merita tutto il nostro impegno per tornare ai livelli di un tempo e la Serie A, sua massima vetrina, a…. non zoppicare ogni anno. Lo auspichiamo di cuore e diciamo alla Lega, alle Società ed alle nostre cestiste: in bocca al Lupo !

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