Mondiali MaxiBasket 2015, Il Diario del Solfro/5 – Ciack 3!

Mondiali MaxiBasket 2015, Il Diario del Solfro/5 – Ciack 3!

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Repetita juvant, anche oggi partita alle 15.00, compatibilmente con l’andamento delle partite precedenti.

Si, perché nel basket il tempo di gioco è effettivo, il che vuol dire che ad ogni interruzione dell’azione il cronometro si ferma, per ripartire solo quando la palla viene toccata per la prima volta dopo la rimessa da un bordo qualsiasi del campo; adesso avete capito perché qualche volta un giocatore lascia correre la palla al suo fianco senza toccarla? Ha bisogno di sfruttare tutto il tempo rimasto e quindi ritarda il momento in cui partirà il conto alla rovescia.

Nel Basket Master il tempo, più che effettivo, è relativo nell’accezione einsteniana del termine; passo a spiegare:

1) Le azioni d’attacco durano 24 secondi, il cronometro generale del tempo partita parte regolarmente non appena c’è il primo tocco della palla, ma il cronometro della singola azione parte dal momento in cui la palla attraversa la metà campo; però l’arbitro conta manualmente gli otto secondi che sono il tempo limite per percorrere tutta la propria metà campo difensiva ed attraversare la linea di metà campo… se non è la Legge generale della Relatività questa!!???!!! Praticamente giochiamo contemporaneamente su due diverse linee temporali: come nel classico esempio fatto a scuola, la panchina a bordo campo, come i parenti rimasti sulla terra, vive nel tempo partita generale; il playmaker è il passeggero dell’astronave che viaggia alla velocità della luce (massimo 8 secondi, ma cronometro azione fermo) per raggiungere il resto della squadra che vive in un tempo che per lui è rallentato fino allo zero (cronometro azione fermo, in attesa che la palla attraversi la metà campo)! Se poi non riesce ad attraversare la linea di metà campo entro gli 8 secondi conteggiati manualmente dall’arbitro, siamo nel caso della contrazione dovuta a un buco nero, che annulla il tempo locale, ma non quello generale, cancella la realtà come la conosciamo e ne produce una completamente diversa, cioè la palla passa alla squadra che difendeva. La FIMBA ci tiene a mantenere le nostre menti attive, quindi ci propone dei paradossi temporali ad ogni partita per tenerle allenate. 2) Altra regola particolare: se una delle due squadre ha un vantaggio superiore ai 35 punti il tempo partita non è più effettivo, ma scorre continuamente, come nel calcio; questo è stato pensato probabilmente per evitare umiliazioni eccessive alla squadra in difficoltà. Ma se la squadra che è sotto di 35 rientra in partita? Il tempo torna ad essere conteggiato in modo regolare? E se si balla tra i 34 ed i 36 punti? Mistero.

Oggi abbiamo assistito alla prima debacle dell’organizzazione Americana: pioveva e quando piove in Florida la Natura non bada a spese, soprattutto la Natura Americana, quindi, nei cento metri tra la zona di arrivo delle auto ed i tornelli dell’ingresso, ci siamo completamente infradiciati.

L’unico tornello attivo era ovviamente quello sotto il portico, pensato apposta per occasioni del genere, solo che era sotto il portico di sinistra e noi dovevamo poi attraversare il vialone per recarci nella palestra grande, che stava a destra.

Abbiamo atteso speranzosi per qualche minuto, ma il temporale non accennava ad allontanarsi, mentre l’inizio della partita si avvicinava inesorabilmente, borsa sulla testa, alcuni spogliati fino alla mutanda per conservare asciutti i vestiti, traversiamo la Manica e ci fiondiamo nelle porte della palestra, qui gli orsi polari addetti all’ingresso ci accolgono mentre cominciamo a tremare e continuiamo fino a quando non riusciamo ad asciugarci un pochino; chiediamo dove sono gli spogliatoi, perchè da questa parte è la prima volta che giochiamo e, belli come il sole, ci dicono che gli spogliatoi per le squadre sono solo nell’altra palestra!

Facciamo diplomaticamente presente che per cambiarci ci dovremmo bagnare all’andata e poi ribagnare, già in divisa da gioco, al ritorno; non glie ne potrebbe fregare di meno: gli spogliatoi quelli sono e quelli si devono utilizzare.

Ci andiamo a cambiare nei bagni; tanto son divisi tra uomini e donne, quindi quel che si vede in doccia si può tranquillamente vedere anche in un bagno pubblico, non è l’abito che fa il monaco, ma nemmeno il bagno che fa lo spogliatoio.

Alla partita eravamo arrivati senza riunione tecnica: un Bucci sempre più laconico ha addirittura saltato il briefing pre partita e si è affidato allo spirito di squadra che in occasioni come questa: praticamente uno spareggio per passare al turno successivo, viene automaticamente fuori e rende inutili i discorsi motivazionali.

Il Costa Rica prova a giocare a basket per un quarto; dopo aver incassato un 24 a 8 tagliagambe prova a metterla sulla rissa, ma non c’è verso, non vogliamo assolutamente mettere in discussione i quarti di finale e quindi teniamo il piede premuto sul pedale dell’acceleratore fino alla sirena finale: 50 punti di scarto, un ulteriore buon allenamento di condizionamento atletico e il miglioramento dei meccanismi di gioco sono il risultato finale.

Rientrando in albergo la questione principale ruota sempre attorno alla mancanza di insetti nocivi, scrutando il limitare della giungla che costeggia ad una ventina di metri di distanza le strade non residenziali scorgiamo dei secchi col fondo forato attaccati ad alcune piante e realizziamo che probabilmente sono delle trappole per gli insetti, ma non sono comunque in numero tale da garantirne lo sterminio, girano parecchie libellule, che sembra siano state introdotte proprio perché si nutrono di zanzare e moscerini: devono essere libellule 2.0 perché non se ne è mai schiantata nessuna sui nostri parabrezza.

Anni fa ho attraversato le Valli di Comacchio in auto e arrivato dall’altra parte ho dovuto far sosta per lavare il vetro anteriore: tra zanzare e libellule che inseguivano le zanzare, spiaciccate sul vetro, non vedevo più niente.

Facciamo altre ipotesi: facendo due più due realizziamo che, come ci sono una miriade di addetti a qualsiasi incarico nel centro sportivo ESPN ed in qualsiasi attività statale o privata, così potrebbero esserci degli addetti alla soppressione delle zanzare che, nascosti dietro le prime file di alberi a bordo strada e pagati il minimo sindacale, devono schiacciare a manate tutte le zanzare che gli passano a tiro.

Il turista non lo verrebbe mai a sapere, ma quella specie di applausi che ogni tanto arrivano non si sa bene da dove sarebbero proprio la ragione per cui può tranquillamente passeggiare senza rischiare punture e prelievi di sangue.

Con questo siamo arrivati al giro di boa, domani giorno libero e Social Party, verrete aggiornati.

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