Obiettivo Basket, di Giancarlo Fercioni/69 – Diritti TV, il potere dei ricordi

Obiettivo Basket, di Giancarlo Fercioni/69 – Diritti TV, il potere dei ricordi

Sta per cominciare una stagione che potrebbe essere storica, ma che sicuramente è evocativa. Si comincia con la nazionale, tutte le amichevoli di preparazione all’Europeo, manifestazione che torna a farsi vedere sulla Pay come nel ’99, 2001 e 2003. Allora ci chiamavamo Tele+, ma il gruppo di lavoro non è cambiato, come non cambia l’entusiasmo e l’amore per questo sport e, speriamo, non cambia la cabala che ha (quasi) sempre portato fortuna agli azzurri quando a trasmettere questa manifestazione siamo stati noi. Francia, Turchia, Svezia e ora l’edizione 2015 che vede il nostro girone svolgersi in quel di Berlino e, toccando ferro, la fase successiva in quel di Lille. Ero a Parigi a gioire con la Nazionale come ero ad Antalya a soffrire con gli azzurri (oltre che per i 40-45°di quei giorni del 2001). Ero in studio invece quando a Stoccolma l’Italia si portò a casa un dignitosissimo bronzo, visti gli avversari tostissimi di quella edizione. Ora è il momento della nazionale (teoricamente e scaramanticamente) più forte di sempre, per valori individuali e a parte qualche inciampo nelle partite di preparazione, sembra anche come squadra. Poi ci sarà la SuperCoppa a Torino come antipasto del Campionato e l’Nba al Forum e anche qui è un revival: nel ’99, anno degli Europei, ci fu il McDonald Open al Forum dove una Varese fresca della stella e di tintura rossa di capelli di tutta la squadra giocò contro i San Antonio Spurs, freschi campioni Nba di un Tim Duncan ancora con due gambe due e di un Popovich che come Gianni Morandi è uguale 16 anni dopo.

Poi i secondi e terzi diritti del Campionato, come negli anni ’90 e l’Eurolega, che in veste prima FIBA e poi ULEB, nel 2000, anche se la definizione “Eurolega” nasce nella stagione 96-97, è stato uno dei primi tornei a fare capolino sulla Pay tv. Tutta questa lista della spesa oltre che per farmi sentire vecchio, serve per dirvi una cosa: sinora ho giudicato il lavoro di colleghi e di altre televisioni, ora mi aspetto (se il Padreterno e l’Azienda vorranno) di essere io sotto la lente d’ingrandimento, giustamente, e di essere il primo a schiaffeggiarmi in caso di errori.

Diciamo che queste note cercheranno di essere (auto)critiche oltre a raccontarvi qualche dietro le quinte. Buon Basket. Divertiamoci.

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