Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Dove eravamo rimasti? The reunion…vista in regia

Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Dove eravamo rimasti? The reunion…vista in regia

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L’avevo promesso che me la sarei vista, la “reunion” Buffa-Tranquillo, anche perché ho condiviso con entrambi parecchi momenti negli ultimi 25 anni e spiccioli. Quantitativamente più con Flavio che con l’Avvocato ( quello del basket, non il torinese), ma sono stati proprio tanti momenti, con il minimo comune multiplo della palla a spicchi e agli inizi anche quello dell’Olimpia Milano. Cosa inevitabile, milanesi entrambi e come quasi tutti i milanesi, di differenti origini geografiche ma con la matrice che vivere in questo strano, brutto e meraviglioso posto ti stampa a fuoco nell’anima. E idem Federico Buffa, che sentivo su una Radio concorrente di quella dove lavoravo io allora e che non potevo non sentire perché era l’unico modo di ascoltare le partite che non riuscivo ad andare a vedere. Già allora erano una spanna sopra gli altri commentatori di allora, escludendo il povero Tullio Lauro, scomparso troppo, troppo presto, lui e il suo Lucio Battisti, di cui aveva i ritmi e la musica  nel raccontare la pallacanestro della sua Milano prima e poi delle altre. Premessa doverosa poi li ho ascoltati come se fossero tornati ai tempi della radio, e sarebbe potuta essere tranquillamente così, senza bisogno di immagini, perché reggeva tranquillamente così. Poi le immagini che, per chi come me, i cinquanta li ha scollinati da un bel pó, mi hanno fatto venire il magone (per i non milanesi, un inizio di commozione, quel nodo allo stomaco che non sempre ti passa) hanno dato un senso al video. La parte dedicata al dialogo io l’avrei fatta in modo diverso: o completamente anonima, non riconoscibile, o diversa per ogni argomento, magari più didascalica: la radio, le prime telecronache, i palazzi ( che sono gli stessi dopo trent’anni a parte il Palazzone di S.Siro crollato per la neve  nell’85) e così via. La panchina per un face to face non mi ha convinto più di tanto. Poi la trasmissione era così piena di annotazioni, aneddoti e citazioni che ha retto tranquillamente anzi, se ci fossero state ancora più immagini, più repertorio, più filmati sarebbe  stato fantastico.

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