Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Il gradino…

Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Il gradino…

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Chiacchierando da spettatore/addetto ai lavori, un giorno che a lavorare in regia era una mia collega, con altri che fanno del basket professione (nel senso di lavoro) e professione ( di fede), sono venute fuori riflessioni interessanti. La cosa emersa subito è che la forbice tra il prodotto Sky e quello Rai si è ristretta, non chiusa ma ristretta un poco si: un po’ per l’uso delle stesse strutture tecniche, visto che il Service che produce le partite della tv di Stato è uno dei due usati dalla rete satellitare e questo vuol dire trovarsi degli operatori già addentro ai meccanismi di ripresa della pallacanestro. Poi qualcuno si è reso conto che un paio di colleghi Rai su tutti gli altri affrontavano questo sport non come una trasferta qualsiasi ma con un approccio più attento e studiato e quindi con esiti  meno generici e che forse era il caso di lasciarli fare. Esito? Partite in cui l’audio ( il commento) e il video ( le immagini della partita) andavano nella stessa direzione, ed è già una cosa importante. Dall’altro lato, noi di Sky stiamo producendo le partite con una configurazione “tradizionale “, il classico pentacamere con il supporto di due telecamere fisse montate sui canestri a supportare un format comunque articolato e complesso. Un prodotto che prevede molti interventi tramite chi costruisce, tramite sequenze di replay, musiche, grafiche e animazioni dedicate delle  clip e dei contributi mirati a seconda dei possibili argomenti della partita. Ad infiocchettare il tutto, lo studio di “Basket Room” a fare da fil rouge prima, durante e dopo la partita del lunedì, con approfondimenti, servizi e discussioni sui temi principali della partita in questione. Quindi bene per il movimento basket, bene perché comunque il miglioramento di uno incentiva ( o dovrebbe farlo) l’altro a inventarsi qualcosa di nuovo, meglio  perché pensandola come una partita nessuno vuole perdere il confronto e anche questo fa crescere il tutto. Non benissimo, perché le rispettive strutture dovrebbero rendersi conto delle potenzialità di questo sport e allentare i cordoni delle borse per regalare agli spettatori qualcosa in più, sia abbonati che tassati….

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