Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Quando il troppo stroppia…

Obiettivo Basket – il basket in TV, di Giancarlo Fercioni – Quando il troppo stroppia…

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Ho cercato sul dizionario della Crusca e si può dire (o scrivere ) anche così, nella vecchia versione arcaica del detto popolare. Quello che conta è il senso che è che l’eccesso può rovinare la qualità.

E’ una mia paura più che una certezza: ora oltre alla partita di Campionato prodotta dalla Rai, ne realizziamo altre due su Sky, oltre a due di Euroleague, enne di Nba più serie minori, la Nazionale, gli Europei, Basket Room, le notizie su Tg vari e via palleggiando. Dovrei essere contento, dite? Si, lo sono, ma anche un pelo spaventato, per diversi motivi. Il primo è che per come è cominciato il campionato, con roster rivoluzionati per più del cinquanta per cento in tutte le squadre italiane sopratutto con l’arrivo di moltissimi Carneadi che non attirano più di tanto, mi sembra già in salita. Poi aumenta l’esposizione anche degli impianti dove si gioca e non è una bella vetrina nella maggioranza dei casi: a parte Casalecchio, Pesaro, Milano, il PalaIsozaki (che non viene usato a Torino per il Basket), di palazzi sui diecimila posti non ce n’è. Purtroppo la maggioranza dei rimanenti sono mediamente degli anni sessanta-settanta, costruiti come palestre polifunzionali, quindi con finestroni e spazi poco adatti a partite che muovono migliaia di persone e riprese televisive annesse. In Europa fioriscono ovunque arene meravigliose e perfette per ospitare qualsiasi evento, sportivo e non: vedere le location degli Europei da Berlino a Lille, oppure in Eurolega a Kaunas (Lituania…) dove la Zalgirio Arena propone muri di persone in un ambiente modernissimo e perfetto. Noi dobbiamo aspettare che un magnate russo si svegli e investa in una squadra italiana (con costruzione del relativo palazzo) perché non vuole vedere suo figlio che gioca nelle giovanili, farlo al Pianella, dopo che la gag dell’ennesimo palasport interruptus brianzolo aveva bloccato anche il progetto della Turra. Altra mia paura, molto più terra-terra: siccome il verbo che si sente più pronunciare anche in televisione è “risparmiare”, produrre nel modo migliore possibile il basket che in cuor mi sta ovviamente costa e tirare la cinghia costringe a fare un discreto numero di salti mortali con relativo aumento di rischi e fatica… Il succo di questo panico da basket televisione è che si sono decisi finalmente a concedere spazio allo sport più bello del mondo e non vorrei che venisse sprecato per tornare nelle nicchie dove eravamo finiti nell’ultimo decennio… ci riaggiorniamo fra un po’.

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