Obiettivo Basket, il basket in TV di Giancarlo Fercioni – Remake post Meo: sportellate e lame di freddo

Obiettivo Basket, il basket in TV di Giancarlo Fercioni – Remake post Meo: sportellate e lame di freddo

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Dopo la sconfitta a Vitoria e quella casalinga di Sassari, paradossalmente mi sarei aspettato riscontri parzialmente positivi, visto che entrambe le squadre italiane pur perdendo hanno mostrato anche tracce positive, idee buone per uscire dalla crisi, mancando solo di continuità difensiva. In un pezzo mai pubblicato perché uscito vecchio ( parlavo di Sacchetti al presente….), mi chiedevo come mai nei primi piani da me proposti in tv, i due allenatori , normalmente fumantini e sanguigni nelle reazioni, fossero così impassibili… La risposta è venuta dal presidente Sardara e probabilmente giá maturata precedentemente l’ultima partita di Eurolega, Sacchetti forse era ( o immaginava di essere) già fuori e la lama di freddo prevista dai meteorologi era già penetrata in terra sarda prima che in continente.

Dalle immagini che mi proponevano i cameraman, sembrava che Sacchetti e Mahamuti si fossero scambiate le posizioni e le emozioni, il primo molto inglese, con un accenno di mascella serrata e basta e il turco a sbracciarsi come uno steward nello spiegare dove sono le uscite di sicurezza. Poi la conferenza stampa a spiegare possibili perchè e percome… E il basket in tv come va? Sembra bene, perché il primo segno di salute di un prodotto televisivo è l’avvicinarsi di persone che normalmente, usando un gentil eufemismo, si occupavano di tutt’altro e definivano la pallacanestro “sport minore” e non sapevano neanche una regola di questo sport. E in questo momento, sia in casa Sky che altrove, si avvicinano a mò di zombie nella serie “The Walking Dead”… Segno di salute televisiva, insieme alle sportellate. Ad essere sincero preferivo quando eravamo uno sport di nicchia: a me le sportellate piacciono in campo, quando due centri cercano di prendere posizione sotto canestro, o un difensore davanti ad un blocco e anche quando un grande attaccante prende contatto con il difensore e gli segna in faccia. Quando faccio il mio lavoro, molto meno.
Vedremo.

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