PICK ‘N ROCK 2°Giornata. Partite in tv ed aneddoti musicali

PICK ‘N ROCK 2°Giornata. Partite in tv ed aneddoti musicali

Basket e Musica, due passioni folgoranti ma spesso difficilmente conciliabili. Questa rubrica tenta di fare andare d’accordo due materie che reclamano visibilità esclusiva. In questo senso, le date potrebbero fornire il giusto assist. E’ bello pensare che mentre oggi, nel 2015, su un parquet italiano, viene alzata una palla a due, nel medesimo giorno di un anno passato, fra le pieghe degli annali musicali, si annidi un evento degno di menzione. Dischi indimenticabili come un canestro sulla sirena, concerti a cui valeva la pena assistere al pari di una finale scudetto. Basket e Musica. Avete passioni migliori? Complimenti, significa che vi divertite parecchio!

Domenica 11 Ottobre 2015, ore 12:00 (Sky Sport 2 HD)
Enel Brindisi – Obiettivo Lavoro Bologna

Palla a spicchi sulla tavola imbandita. Torna l’anticipo domenicale all’ora di pranzo con una sfida molto delicata per Brindisi ed una grande opportunità per la Virtus Bologna di dar seguito all’exploit casalingo di domenica scorsa contro Venezia. Al PalaPentassuglia, coach Bucchi festeggerà la panchina numero 100 in Serie A con la squadra pugliese, al regalo dovranno pensarci i suoi uomini sul parquet. Enel Brindisi che dovrà al più presto accendere la luce nel pitturato: contro Pistoia, i centri Gagic, Zerini e Milosevic hanno raccolto complessivamente 5 punti in tre. A fare il boia e l’impiccato c’ha pensato comunque Kenny Kadji. Le Vu nere scenderanno in Puglia con un Pittman già in grande spolvero e con la Cabala dalla loro parte: in 4 delle ultime 6 partite giocate in Salento il risultato ha arriso ai petroniani.

Domenica 11 Ottobre 2015, ore 20:45 (Rai Sport 1 HD)
EA7 Olimpia Milano – Openjobmetis Varese

Posticipo della domenica sera riservato al 171° derby lombardo fra Milano e Varese. Entrambe le squadre non hanno brillato nelle rispettive prime uscite stagionali, ergo questa partita rappresenta uno svincolo stagionale già piuttosto importante. Due punti di cui abbisognano entrambe le realtà. Aveva invece bisogno di forze aggiuntive Varese. Per ovviare alle defezioni degli infortunati Galloway e Wayns, a Masnago, intanto, è arrivato l’ex Virtus Roma Roko Leni Ukic che esordirà già domenica sera con poco più di due allenamenti nelle gambe e nella testa. A dare altri grattacapi a Paolino Moretti ci pensano le statistiche: il coach toscano non ha mai vinto al Forum e l’Olimpia nella sua lunga e gloriosa storia ha perso solamente 7 volte la prima gara interna della stagione. Milano, che fatica!

11 Ottobre 1972
Ci sono momenti della vita in cui si avverte l’esigenza di fermarsi. A riflettere ad esempio o solo per riposarsi. Oppure per cambiare strada, dopo averne percorsa una per lungo periodo. Dopo tre album fenomenali, con la formazione che montò sul palco di Woodstock, e sei anni di tour estenuanti, nel 1972 Carlos Santana decide di arrestarsi quel tanto che basta per riunire fior fior di musicisti in uno studio di registrazione e partire per un nuovo viaggio. Già, perchè Caravanserai , uscito l’undici ottobre del 1972, è un vero e proprio viaggio esplorativo fra una miriade di generi e contaminazioni musicali diverse. E’ un’odissea armonica nel fusion jazz con tappe nel blues, nell’hard rock e con il calore della musica latina che spira soave per l’intero album. L’esordiente frinire dei grilli potrebbe trarre in inganno, credendo di esser di fronte al classico disco di Prog Rock, genere imperante all’epoca. Santana, inizialmente, si nasconde alle percussioni per poi palesarsi in tutta la sua passionalità nella traccia seguente (Waves Within). In “Stone Flower” ci sono ben 9 musicisti che suonano strumenti diversi. “La Fuente del Ritmo” è più latina del baffo stesso di Carlos. Potrebbero servire diversi ascolti prima di apprezzare pienamente Caravanserai. D’altro canto, anche Ulisse prima di poter tornare a baciare la pietrosa Itaca dovette attendere 20 anni.

Lunedì 12 Ottobre 2015, ore 20:45 (Sky Sport 2 HD)
Acqua Vitasnella Cantù – Banco di Sardegna Sassari

Quando fu costruito, grazie al sostanzioso apporto economico di alcuni tifosi canturini che si riunivano in un bar del rione Pianella, il palazzetto di Cucciago era uno degli impianti più all’avanguardia d’Europa per il fatto di essere uno dei pochissimi con illuminazione interamente artificiale. La storia non si cancella ed il Pianella trasuda storia, basta alzare lo sguardo verso il soffitto per accorgersene. Cantù non perde la prima in casa dal 2009, quando ad imporsi fu la Benetton di Gentile ed Hackett (e Montiejunas e CJ Wallace e…). Dal canto suo Sassari non ha tradizione favorevole al Pianella: i sardi, dal ritorno in Serie A, non sono mai tornati da Cantù con i due punti nei borsoni. David Logan proverà ad indicare la retta via: nelle ultime 49 gare giocate per ben 41 volte il nativo di Chicago è andato in doppia cifra di punti. Anche al Pianella.

12 Ottobre 1981
Al di là di ogni luogo comune, il secondo album per una band è un lavoro sempre difficile. Soprattutto se, dopo aver pubblicato un eccellente esordio, i componenti stanno già per separarsi. A dirlo oggi in retrospettiva sembra quasi un’eresia, ma la situazione nel 1981 per gli U2 era tutt’altro che idilliaca. Bono e The Edge si trovarono in piena crisi mistica, interrogandosi alacremente sulla compatibilità fra i dettami della fede e i canoni del Rock’n Roll. A questa situazione interiore si aggiunga il furto del quaderno con le canzoni subito da Bono nel backstage di un concerto a Portland. Panico totale, a Giugno il gruppo aveva solo due canzoni per il nuovo lavoro. Ma siccome, come ebbe modo di dire tempo dopo lo stesso Bono, “si impiega una vita a partorire il primo album e solo due settimane per sfornare il secondo”, ecco che October fu regolarmente reperibile sugli scaffali dei negozi di dischi il 12 Ottobre del 1981. Liriche introspettive con richiami religiosi all’interno: “Gloria” presenta una preghiera in latino come ritornello. Il suono celtico dell’Uilleann pipes, incornicia “Tomorrow”, un’esplorazione del dolore e dell’abbandono propiziata dall’interiorizzazione da parte di Bono della morte della madre avvenuta nel 1974. Il pezzo trainante è però “Rejoice” con la chitarra di The Edge gelida come il vento che doveva spirare quella mattina ai Docks di Dublino quando fu scattata la foto di copertina dell’album. I quattro irlandesi, scaruffati dalla brezza autunnale, guardano tutti in direzioni differenti. Nell’osservare la foto, tastarsi il collo alla ricerca della sciarpa viene quasi automatico.

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