PICK ‘N ROCK 4°Giornata. Partite in TV ed aneddoti musicali

PICK ‘N ROCK 4°Giornata. Partite in TV ed aneddoti musicali

 

Basket e Musica, due passioni folgoranti ma spesso difficilmente conciliabili. Questa rubrica tenta di fare andare d’accordo due materie che reclamano visibilità esclusiva. In questo senso, le date potrebbero fornire il giusto assist. E’ bello pensare che mentre oggi, nel 2015, su un parquet italiano, viene alzata una palla a due, nel medesimo giorno di un anno passato, fra le pieghe degli annali musicali, si annidi un evento degno di menzione. Dischi indimenticabili come un canestro sulla sirena, concerti a cui valeva la pena assistere al pari di una finale scudetto. Basket e Musica. Avete passioni migliori? Complimenti, significa che vi divertite parecchio!

Domenica 25 Ottobre 2015, ore 12:00 (Sky Sport 2 HD)
Betaland Capo D’Orlando – Grissin Bon Reggio Emilia

Quarta giornata di campionato dilazionata su più giorni ed orari. Dopo le due sfide del Sabato sera, sarà Capo d’Orlando – Reggio Emilia ad aprire il ricco programma domenicale. I paladini sono una delle sorprese di questo inizio campionato. La squadra di Griccioli ha vinto la gara inaugurale contro Cantù, costretto Venezia ad un overtime la giornata successiva e battuto la Virtus Bologna a domicilio domenica scorsa. Betaland che punterà sull’affidabilità dell’ala lituana triplomane Simas Jasaitis, 19.3 punti di media fino ad oggi. Tavola imbandita per festeggiare le 500 presenze in massima serie di Gianluca Basile che proprio con la canotta di Reggio Emilia esordì nel 1995 nell’allora A2. Reggio Emilia dovrà fare i conti con l’assenza di Rimantas Kaukenas. La guardia di Vilnius si ferma per un problema alla coscia dopo 41 gare giocate consecutivamente.

Domenica 25 Ottobre 2015, ore 12 (Rai Sport 1 HD)
Pasta Reggia Caserta – EA7 Olimpia Milano

Telecamere posizionate a Castel Morrone per il posticipo di Domenica sera nel quale Caserta ospita Milano, squadra che non riesce a battere da 4 anni esatti. Duelli dal sapore antico al PalaMaggiò. Il primo fra centri: Dario Hunt e Jamel McLean sono infatti i migliori rimbalzisti offensivi dell’intera serie A (4.3 a 4.7 carambole arpionate sotto canestro avversario). L’altro duello è tutto in famiglia Cinciarini: Daniele ha in Milano la vittima sacrificale preferita in fatto di punti, dal canto suo Andrea nelle ultime 5 sfide contro i campani è sempre andato in doppia cifra. Assenze pesantissime per la Pasta Reggia: dopo Peyton Siva, si ferma anche Bobby Jones. Anzichèno problematica la presenza del nativo del Compton domenica sera.

25 Ottobre 1968
Di debutti discografici possono esserne reperiti dei tipi più disparati. Alcuni sono destinati a passare alla storia, altri invece semplicemente inosservati. Altri ancora risultato eccezionali, nel senso che si differenziano significativamente dal resto della produzione artistica successiva. Per un gruppo longevo come i Jethro Tull, il primo album, This Was, fu un esperimento mai più ripetuto. La differenza fra questo debutto, uscito in Inghilterra il 25 Ottobre 1968, e i restanti venti album della band del Bedfordshire ha un nome ed un cognome: Mick Abrahams. Il chitarrista di Luton, presente solo in questo lavoro dei Jethro Tull, porta una ventata di blues elettrico di chiara derivazione claptoniana a cui si aggancia il flauto e la voce silvestre di Ian Anderson. L’attacco dell’album è di quelli tosti, con My Sunday Feelings che aggredisce l’ascoltatore fin dal primo accordo. Bisogna poi attendere un paio di tracce perchè il flauto traverso di Ian Anderson ci investa in tutta la sua sinuosità in Serenade To A Cuckoo, rifacimento dello standard jazz di Roland Kirk. In It’s Breaking Me Up, Mick dà sfogo al suo blues languido mentre in Dharma For One c’è spazio anche per il batterista Clive Bunker. This Was però è una lotta continua fra due componenti e due strumenti che reclamano supremazi, e nessuno dei due è intenzionato ad arretrare. Alla fine la spunterà il faluto di Ian e le sue mire folkeggianti e Mick Abrahams lascerà il gruppo. Il suo marchio su This Was però, resta indelebile: mai più i Jethro Tull suoneranno con questa irruenza sonora. Ciò che fu, appunto.

Lunedì 26 Ottobre 2015, ore 20:45 (Sky Sport 2 HD)
Openjobmetis Varese – Banco di Sardegna Sassari

Quarta giornata interminabile che si concluderà Lunedì sera a Masnago con il posticipo fra Varese e Sassari ovvero le squadre che in campionato schiacciano maggiormente. Sassari è reduce da due sconfitte consecutive casalinghe fra Serie A ed Eurolega, la trasferta varesina servirà dunque a provare ad invertire la rotta. Logan ed Haynes sono i primi due realizzatori del campionato ma nell’ultimo quarto della sfida contro Brindisi l’attacco sardo ha scritto a referto solamente 9 punti. Dalle parti di Varese comincia a sentirsi distintamente il ruggito del leone Mouhammad Faye già primo rimbalzista del campionato ed autore, contro Pesaro, di una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi

26 Ottobre 1973
Partire da Miles Davis, incontrare per strada Sly Stone e Curtis Mayfeld e giungere alle radici dell’Hip Hop. Impossibile? Assolutamente no se di nome fai Herbie Hancock, di professione fai il pianista e il 26 Ottobre del 1973 pubblichi un album destinato per molti anni ad essere il lavoro jazz più venduto di sempre: Head Hunters. Herbie cavalca l’ondata di cambiamenti che investe il jazz ad inizio degli anni 70 quando l’elettronica diventa compagna con cui spartire gli studi e si inizia a parlare di fusion jazz. Ogni suono di Head Hunters è originale, mai fatto prima. Herbie è il primo ad esplorare l’area rock funk creando il suo personalissimo jazz funk. Fra gli oltre venti strumenti suonati dalla band non c’è nemmeno la parvenza di una chitarra e questo, contribuisce ancora di più a rendere questo album qualcosa di unico nella sua pienezza sonora. La linea di basso iniziale di “Chameleon”, vibrante e molleggiata, è qualcosa che più funky non si puo’. I purtisti del Jazz, ovviamente, stroncarono l’album all’uscita ma i più visionari rilevano tuttora al suo interno embrioni di dance e techno (Watermelon Man). Head Hunters è un invito al divertimento con riguardo allo stile, ascoltarlo senza accennare un seppur timido movimento tersicoreo significa non avere la musica nel sangue.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy