Serie A 2018-19, 1ª giornata: l’MVP di Basketinside è Aleksa Avramović

Serie A 2018-19, 1ª giornata: l’MVP di Basketinside è Aleksa Avramović

Esordio della rubrica che attribuisce la palma di MVP non basandosi unicamente sulla valutazione personale, ma considerando anche altri fattori. Il migliore della prima giornata di Serie A 2018-19 è così Aleksa Avramović.

di Marco Arcari

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP debba essere un altro giocatore rispetto a quello scelto in questa rubrica, ma è inevitabile evidenziare due cose. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport; nel singolo evento, però, ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita” ed è chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale giocatore debba appartenere alla squadra che esce vincitrice dal singolo match. Ecco perché, finora, le nostre scelte hanno premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria. Rispetto alla rubrica della scorsa stagione, tuttavia, questa vedrà una maggiore soggettività nella scelta del miglior giocatore di ogni singolo turno di campionato. Sarebbe altrimenti puro esercizio di copiatura quello di scegliere l’MVP semplicemente in base alla graduatoria della valutazione di giornata, pertanto desideriamo scegliere soggettivamente, ovviamente motivando nei dettagli la preferenza, in base a fattori quali: 1) difficoltà dell’impegno anche in base a valore e cammino della squadra avversaria; 2) continuità di rendimento del giocatore scelto nel corso della singola gara; 3) analisi, non costante, dei cosiddetti “intangibles”.

Alla luce di tutto ciò, l’MVP di Basketinside per questo primo turno della Serie A 2018-19 è Aleksa Avramović, guardia della Pallacanestro Varese che ha chiuso con 30 punti (5/8 da tre) e 6 assist la sfida contro la Germani Basket Brescia, risultando fondamentale praticamente in tutta la gara. Il mancino serbo, classe 1994, si riscopre tiratore di striscia anche da oltre l’arco dei 6.75 e punisce in qualsiasi modo, dal palleggio o in catch-and-shoot sugli scarichi dei compagni, ma si fa ammirare anche in un’inedita veste di giochi a due invertiti con Cain nel ruolo di rifinitore con assist sopraffini a premiare i tagli del compagno. Varese esordisce con una vittoria inaspettata e frutto di una coralità di gioco che i 21 assist di squadra non testimonierebbero comunque abbastanza se non si fosse vista la partita e si leggesse semplicemente lo statino. Rotazioni ridotte a 7 uomini – Bertone, Iannuzzi e Natali giocano complessivamente solo 10′ – la coppia Archie-Scrubb a fare legna sotto i tabelloni e a punire da tre punti (5/11) quando serve. Ferrero a confermarsi infine leader emotivo di un ambiente che potrebbe replicare l’exploit della scorsa annata, terminata ai quarti di finale playoff con un incredibile (per com’era maturato) 0-3 proprio contro i bresciani di coach Diana.

Tornando su Avramović bisogna anche notare come l’ex-Borac Čačak sia ormai diventato pedina fondamentale nello scacchiere di coach Attilio Caja e abbia trovato una sua dimensione di giocatore capace di preziosissimi exploit: già nel campionato serbo, annata 2015-16, era stato capace di mettere a referto 47 punti, 12 rimbalzi e 6 assist nella sfida contro il Košarkaški Klub Mladost Zemun, mentre nell’ultimo anno di Serie A aveva realizzato ben 29 punti in due occasioni diverse (in casa contro Pesaro e, guarda caso, Brescia) e in altre 4 partite aveva segnato almeno 20 punti. Dovesse migliorare in termini di costanza, Varese avrebbe trovato un’altra tremenda bocca da fuoco. Per il momento i primi 40′ stagionali hanno mostrato un giocatore continuo, capace di suddividere equamente la propria produzione offensiva nei vari quarti e di smazzare anche l’assist per la decisiva giocata ai fini della vittoria. Nel prossimo lunch-match domenicale urge subito conferma.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy