Serie A 2018-19, 26ª giornata: l’MVP di Basketinside è Jeremy Chappell

Serie A 2018-19, 26ª giornata: l’MVP di Basketinside è Jeremy Chappell

Protagonista assoluto, insieme al compagno John Brown (29 e 10 rimbalzi), nella vittoria esterna di Brindisi al PalaDozza di Bologna, Chappell si aggiudica il riconoscimento di MVP del 26° turno di campionato. Per lo swingman statunitense 25 punti (6/7 da 2, 4/6 da 3), 10 rimbalzi, 3 assist e altrettanti recuperi difensivi, per un 38 di valutazione che costituisce il suo career-high in una prova di LBA.

di Marco Arcari

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP debba essere un altro giocatore rispetto a quello scelto in questa rubrica, ma è inevitabile evidenziare due cose. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport; nel singolo evento, però, ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita” ed è chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale giocatore debba appartenere alla squadra che esce vincitrice dal singolo match. Ecco perché, finora, le nostre scelte hanno premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria. Rispetto alla rubrica della scorsa stagione, tuttavia, questa vedrà una maggiore soggettività nella scelta del miglior giocatore di ogni singolo turno di campionato. Sarebbe altrimenti puro esercizio di copiatura quello di scegliere l’MVP semplicemente in base alla graduatoria della valutazione di giornata, pertanto desideriamo scegliere soggettivamente, ovviamente motivando nei dettagli la preferenza, in base a fattori quali: 1) difficoltà dell’impegno anche in base a valore e cammino della squadra avversaria; 2) continuità di rendimento del giocatore scelto nel corso della singola gara; 3) analisi, non costante, dei cosiddetti “intangibles”.

Alla luce di tutto ciò, l’MVP di Basketinside per questo ventiseiesimo turno della Serie A 2018-19 è Jeremy Chappell, swingman statunitense che ha trascinato, insieme a John Brown, l’Happy Casa Brindisi al successo sul parquet del PalaDozza, contro una Virtus Bologna sicuramente provata dalle fatiche europee (i bianconeri disputeranno le F4 di Basketball Champions League dal 3 al 5 maggio prossimi), ma altrettanto irriconoscibile a livello difensivo. Prima di analizzare la prova di Chappell, soprattutto a livello statistico, una premessa. Scegliamo lui e non John Brown, al “secolo” Giovanni Marrone, come ormai si fa chiamare in quel di Brindisi, soprattutto per la continuità in ambo le fasi di gioco, per la pulizia al tiro e per quegli intangibles che non compaiono nei tabellini ma che fanno tutta la differenza possibile tra una grande vittoria e un successo risicato. Certo, Brown è sontuoso nel 2° tempo (come tutta la formazione di coach Vitucci, del resto) e chiude con una doppia-doppia da 29 punti e 10 rimbalzi, prendendosi anche la testa della top-ten di giornata con una grandissima schiacciata in reverse dopo aver bruciato in partenza Kravic e averne evitato il tentativo di stoppata successivamente, ma ciò che ha fatto Chappell è stato ancor più fondamentale.

Seconda doppia-doppia stagionale – dopo quella realizzata proprio nella gara d’andata contro la Segafredo (allora 11 punti e altrettanti rimbalzi) – e miglior prova finora in campionato per punti (25) e valutazione (38), quest’ultima la migliore fatta registrare da un giocatore di Brindisi dopo 26 giornate. Col 4/6 da 3 Chappell pareggia anche il maggior numero di bombe realizzate in un singolo match quest’anno (a livello percentuale rimane ineguagliato però il 100%, 4/4, fatto registrare contro Brescia nel 7° turno) e coi 3 recuperi (a fronte di 1 sola persa) arriva a quota 2.0 di media in stagione, diventando il miglior giocatore in tale statistica insieme ad Aaron Craft (playmaker della Dolomiti Energia Trentino). Numeri che testimoniano sempre più l’importanza di Chappell nelle rotazioni di coach Vitucci: un giocatore o, meglio, un equilibratore del gioco, capace di raccordare la fase di possesso a quella di non possesso, ma anche di sublimare il rendimento di tutti gli altri compagni. Sempre ricordando, però, che questa Happy Casa trova la propria “stella” nella forza del collettivo e quasi mai nelle individualità. Un successo che vale ben più dei numeri con cui Brindisi potrebbe chiudere la miglior Regular Season della propria storia in Serie A (o LBA, se preferite).

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