Speak&Roll, di Franco Montorro – Dalla NBA a Rio passando per Torino. E per Messina. Ettore

Speak&Roll, di Franco Montorro – Dalla NBA a Rio passando per Torino. E per Messina. Ettore

Preoccupazioni e ambizioni del nostro CT.

Nel 1976, 40 anni giusti giusti fa, l’Italia vinse a sorpresa il torneo preolimpico di Edimburgo battendo la ben più quotata Jugoslavia, grazie a una formidabile prestazione del povero Luciano Vendemini nello scontro diretto. Gli azzurri volarono così a Montreal, dove purtroppo i nostri avversari di Oltreadriatico si presero la rivincita eliminandosi dalla corsa alle medaglie.

Erano i primi anni del basket boom e la Virtus Bologna quella primavera aveva vinto lo scudetto interrompendo la ventennale oligarchia degli scudetti a Milano, Cantù e Varese, con partita decisiva della seconda fase vinta dai bianconeri proprio sul campo di Masnago. Virtus e Pallacanestro Varese, allora avversarie per il titolo, oggi impelagate nella lotta per non retrocedere. Il mondo cambia, se allora guardavamo alla NBA come un pianeta lontano, che non mandava atleti ai Giochi e che avrebbe continuato a farlo solo nel 1992, quando ci si rese conto che negli altri Paesi giocavano cestisti più forti dei migliori universitari statunitensi e qualcuno era già andato a rinforzare le franchigie.

Tornando all’attualità, qualche “marziano” ce lo abbiamo anche noi e le giuste preoccupazioni per il nuovo infortunio di Gallinari sono legate anche ai timori su una possibile assenza al preolimpico di Torino, fra quattro mesi esatti. Il “Gallo”, il “Beli” e il “Mago” costituiranno l’ossatura della Nazionale affidata per l’occasione a Ettore Messina, i più esperti insieme a Datome e quelli giunti all’apice della carriera, visto che viaggiano fra il 27 e i 30 anni. Non gli unici protagonisti, si spera e si immagina, in una squadra che non vorremmo sentir definire la migliore di sempre; ci basterebbe fosse la più competitiva fra tutte quelle dall’argento di Atene in poi. Non sono protagonisti assoluti nella NBA i nostri tre, se non in maniera sporadica, eppure la nostra Italia appare anche grazie a loro dotata di una classe e di una personalità diffuse, come altre nazionali forse non hanno. Più operaia e meno aristocratica, in un certo senso, ma con l’allenatore forse migliore in assoluto fra quelli del basket professionistica: Ettore Messina, che andando a rio coronerebbe un sogno non più solo suo.

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