Speak&Roll, di Franco Montorro – Davvero Pau Gasol è il più forte europeo di sempre?

Speak&Roll, di Franco Montorro – Davvero Pau Gasol è il più forte europeo di sempre?

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Con qualche giorno di freddezza in più, proviamo a mettere nero sugli bianco. La conclusione degli ultimi Campionati europei ha attribuito a Pau Gasol l’autorizzazione a considerarsi uno dei migliori giocatori europei dell’era moderna, ma prima di analizzare concorrenti al titolo assoluto vanno definiti i quando e i perché di questa definizione temporale. Sempre e solo riferita alle manifestazioni internazionali e nazionali Fiba, la NBA è cosa a parte.

L’era della pallacanestro moderna europea inizia dopo le Olimpiadi di Los Angeles del 1984, con l’adozione del tiro da 3 punti e si completa con altri due eventi, scansionati quasi alla stessa distanza temporale: il disfacimento e la dissoluzione dell’Urss e della Jugoslavia; la legge Bosman.

Il fatto che soprattutto nel primo decennio del nuovo millennio sempre più giocatori europei abbiano raggiunto la NBA è in un certo senso fuorviante, perché la tendenza è diventata quella di giudicare il loro valore, all’americana, cioè in base a quello che hanno fatto e soprattutto vinto, ed è un criterio ambiguo per noi Europei che alla forma del medagliere preferiamo la sostanza della prestazione. Allora, non la classifica che sto per proporre, personale, riguarda o considera solo il valore della prestazione complessiva nella NBA, ma riguarda appunto il complesso delle cose fatte Oltreoceano e nelle manifestazioni Fiba, compresi i singoli campionati locali. Dico di podio, tre in fila per salirci ma senza indicare il gradino.

Faccio subito il nome di Drazen Petrovic e non per la suggestione naturale provocata dalla sua scomparsa prematura, ma perché più di Divac o Marciulonis a cavallo fra gli anni 80 e 90 è stato il pioniere della lotta contro il razzismo – non vi meravigliate – dei giocatori statunitensi verso quelli che venivano da altrove e allora solo dall’Europa. Continente dove Draze aveva gà raggiunto incredibili vertici di superiorità. Antipatico come una cartella delle tasse, ma giocatore sublime.

Ma siamo a vent’anni fa e dopo ci sono stati invece due campioni che hanno invece beneficiato delle sempre più deboli remore del sistema NBA nei confronti dei “Foreigners” ma che soprattutto hanno beneficiato le rispettive squadre nazionali di un contributo quasi unico. Non voglio fare scelte fra Pau Gasol e Dirk Nowitzki, che però sono la coppia di migliori giocatori europei dell’era moderna e che in fondo meritano questa attribuzione di titolo soprattutto per quello che hanno fatto nella loro Nazionale.

Il metro di giudizio USA premierebbe Gasol perché ha vinto di più, la mia idea è che Pau in Europa abbia goduto di contributi importanti dagli altri membri la squadra nazionale spagnola, mentre la Germania è stato in grado di raggiungere traguardi inaspettati appoggiandosi e affidandosi in realtà al solo Dirk.

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