Speak&Roll, di Franco Montorro – La caccia alle “origini” italiane di Kobe Bryant

Speak&Roll, di Franco Montorro – La caccia alle “origini” italiane di Kobe Bryant

Commenta per primo!
nst.sky.it

Giunto ormai alla conclusione della sua carriera cestistica, nell’anno forse più malandato della storia dei Lakers, Kobe Bryant provoca ancora sentimenti forti e positivi sia nei delusi sostenitori californiani che nei vecchi ex nemici sparsi fra Seattle e Miami, fra Toronto e San Francisco. Le emozioni le hanno provate in tanti anche dalle nostre parti ed è partita una specie di gara per assicurarsi la presenza di Kobe per una partita d’addio in Italia.

A dire il vero, c’è chi si è spinto oltre, vedi il Corriere della Sera, che nella stessa pagina ha pubblicato due articoli un po’ in contraddizione fra di loro. Nel primo, citando anche un ricordo di Ettore Messina, si legge che Kobe non è il tipo da accettare di giocare ad un livello più basso del suo e con compagni non all’altezza. Nel secondo si consiglia a Bryant di venire a giocare in Europa, guarda caso a Milano, in tornei meno stressanti della NBA.

La miccia l’aveva accesa il sempre funambolico Claudio Sabatini, quello che forse davvero era arrivato ad un passo dal convincere il campionissimo a giocare qualche partita nella Virtus Bologna. Da abilissimo organizzatore di eventi l’ex patron bianconero – quello he a una Final Eight di Coppa Italia – portò a cantare Lady Gaga, tanto per capirci – avrebbe voluto organizzare un One Man Show all’Unipol Arena. E non è detto che abbia rinunciato all’idea.

Poi, più o meno apertamente, hanno rivendicato la possibilità di ospitare l’Evento le città dove Kobe Bryant è passato da bambino, al seguito del padre Joe. Prima fra tutte Reggio Emilia, dove KB ha ancora le amicizie italiane più profonde e dove non manca mai di tornare, velocemente, ogni estate.

Ma ecco la candidatura di Reggio Calabria, in attesa di quella probabile di Pistoia e di quella meno probabile di Rieti. Che però, in effetti, una sorta di primogenitura la vanterebbe. Riassumiamo la carriera di Bryant Senior in Serie A, dal 1984 al 1991. Sette stagioni così divise: due a Rieti, una a Reggio Calabria, due a Pistoia e le ultime due a Reggio Emilia. Quindi Kobe ha vissuto nel Lazio dai 6 agli 8 anni, ha lasciato la Calabria a 9, è stato in Toscana fino a 11 e in Emilia Romagna fino a 13. E’ chiaro che si è arricchito, cestisticamente parlando, in tutti i posti in cui è stato e che i ricordi più vividi sono quelli dell’adolescenza reggiana. Ma il primo pallone lo ha preso in mano a Rieti e il primo canestro l’ha segnato nella città sabina. Poi ne ha segnati molti altri, come ricordano ancora molti frequentatori dell’attuale PalaSojourner e qualcuno degli allenatori che lo avev in squadra o da avversario nelle partitelle di minibasket.

Non si farà niente da nessuna parte, intendo come gare, e potrebbe anche non essere un peccato perché per una ragione o per l’altra sarebbe difficile l’organizzazione e la gestione del match. L’ideale sarebbe invece quello di un tour di Kobe nelle quattro città e se si vuole anche in qualche metropoli. Il ritorno mediatico sarebbe fortissimo. Ma c’è un ma. Una volta appese le scarpette al chiodo, Kobe non potrebbe contare sulla formidabile spinta propulsiva della NBA. Dovrebbe fare tutto di persona e ci può stare, ma supportato da un qualcuno, qui in Italia, di difficile identificazione, che non può essere una istituzione sportiva. sta a vedere che ritorna in ballo davvero l’ex Mister Futurshow…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy