Speak&Roll, di Franco Montorro – La coppa della discordia (anche in chiave elettorale)

Speak&Roll, di Franco Montorro – La coppa della discordia (anche in chiave elettorale)

Ora, conoscendo e stimando Baumann, so che mai e poi mai penserà a vendicarsi di tutto un movimento se tre parti di questo decidono di andare altrove.

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Era la tarda primavera del 2000 quando l’Eurolega decollò, dopo mesi di trattative e litigi con la Fiba. Confesso che ero scettico sul nuovo progetto, che invece diede una buona spinta propulsiva alla pallacanestro e che riuscì a realizzarsi anche grazie ad un clamoroso ripensamento della Virtus Bologna che passò da un convinto sì a Stankovic a un decisivo sì a Bertomeu. Il tutto, raccontano gli spifferi, nello spazio di un mattino.

Ora si riprone un problema simile, e a dire di no alla Fiba sono i tre club che hanno indotto la Fip a indire un consiglio federale straordinario. Gli scenari apparirebbero foschi per Reggio Emilia, Sassari e Trento, mentre chiara è la preoccupazione della Federazione e di riflesso del Coni. Anche per questioni a cinque cerchi: il preolimpico a Torino e la candidatura di Roma per i Giochi del 2024, per l’atavica propensione italiana di vedere complotti ovunque, forse anche perché i primi a ordirli siamo noi.

E si cita il potentissimo segretario Baumann, che potrebbe inventarsi chissà quale ripicca perché tre club italiani hanno preso la licenza per un torneo che non è sotto il cappello dell’organismo padre e padrone. Ora, conoscendo e stimando Baumann, so che mai e poi mai penserà a vendicarsi di tutto un movimento se tre parti di questo decidono di andare altrove. Ma soprattutto mi chiedo: ma alla competizione internazionale incriminata parteciperanno solo squadre italiane? E cosa accade allora negli altri Paesi: comitati olimpici locali più buoni o anche solo meno preoccupati? Non dovrebbero allora anche altre Nazionali o città candidate a temere la ventilata ritorsione?

Il vero problema di fondo resta quello di un basket italiano sempre più frammentato, anche nelle decisioni per il bene comune. In un anno che vedrà probabili cambi al vertice di Lega e Federazione, quindi ogni futura mossa consideratela già anche in chiave elettorale.

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