Speak&Roll, di Franco Montorro – La Nazionale… e il DNA che sceglie in automatico cosa fare

Speak&Roll, di Franco Montorro – La Nazionale… e il DNA che sceglie in automatico cosa fare

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C’è stata solo una nazionale, nella storia recente, che non ha mai avuto cali di tensione durante un torneo ufficiale e non a caso ritengo l’unico, vero Dream Team, quello Usa dei Giochi Olimpici 1992, la più forte squadra di tutti i tempi in tutti gli sport. Stravinceva ma cali non ce n’erano perché la missione era comunque quella di ripristinare la supremazia sul mondo. Prima e dopo, tutte le squadre, che alla fine abbiano vinto o perso, si sono dosate nello sforzo o comunque hanno avuto alti e bassi di rendimento ed ogni gara ha fatto storia a sé. Esemplare l’Italia del 2003 che becca 33 punti dalla Francia nel girone eliminatorio ma poi batte con merito nella finale per il bronzo.

Noi, soprattutto noi Italiani, siamo fatti così. In tutti gli sport e dunque forse nella vita, il DNA è quello: le partite che contano non le sbagliamo mai e se le perdiamo è semplicemente perché gli altri sono più forti, è una legge di natura. Le amichevoli o le gare inutili invece non solleticano nemmeno la nostra vanità, non le giochiamo per ammazzare gli altri, ce le godiamo sicuri che appunto per noi non è questione di vita o di morte.

E’ stato così nella partita con la Serbia, quando è partito il pilota automatico del “calma e sguardo avanti” quando gli slavi hanno preso il largo. Perché dannarsi per una rimonta anziché preservare energie per il dopo torneo? Ad un allenatore queste cose generalmente non piacciono, però è poi lui il più rapido ad adeguarsi e a tirare il freno a mano, cogliendo magari l’occasione per far rifiatare qualcuno e per rodare altri.

Lo dico proiettandomi oltre il quarto di finale, quando non è vero che comunque vada sarà un successo, ma ci si giocherà intanto il pass immediato per i Giochi di Rio: dovesse incontrare di nuovo la Serbiain semifinale, sarebbe un’altra gara rispetto alla prima in questi Europei e non saremmo noi quelli che hanno tutto da perdere.

Nota finale: quello che mi piace di più di questa squadra azzurra è la circolazione di palla in attacco, poi la pirateria in difesa, segnali di sicurezza e fiducia. Io sono sicuro che la fiducia in questi ragazzi ora non è mal riposta.

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