Speak&Roll, di Franco Montorro – Mission Impossible: fare confronti fra epoche diverse

Speak&Roll, di Franco Montorro – Mission Impossible: fare confronti fra epoche diverse

Già, perché adesso che impazza la Currymania il mondo dei cestofili si spacca sulla considerazione che il fuoriclasse dei Warriors merita nell’ideale classifica dei campionissimi di tutti i tempi.

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Avendo l’agonismo alla base, uno sport non può fare a meno di competizione: fra singoli, squadre o anche epiche. Già, perché adesso che impazza la Currymania il mondo dei cestofili si spacca sulla considerazione che il fuoriclasse dei Warriors merita nell’ideale classifica dei campionissimi di tutti i tempi.

E’ da quando ho iniziato questa professione, nel 1985, che mi trovo di fronte a discussioni fatte da schieramenti. Allora, ad esempio, c’era la fazione pro Celtics e quella pro Lakers e ci mascheravamo dietro le filosofie di vita diverse per dare un po’ di spessore al semplice duello Pride Vs Showtime.

Poi è arrivato Michael Jordan che per un po’ ha messo tutti d’accordo: era il più forte, era il più popolare a livello planetario, si poteva considerare il più grande atleta di tutti i tempi in tutti gli sport (e l’unico che aveva da dire era Clay/Alì) e sul Dream Team del 1992 nessun dissenso: qui eravamo alla più forte squadra in assoluto di sempre e di tutte, polo e curling compresi.

Kobe Bryant è tornato a dividere, ancora portandosi dietro la sgradita patente originaria da “erede” di MJ, situazione evitata da LeBron James e tutto sommato anche da Curry che però oggi continua la sua scalata verso quella che potrebbe essere una Top Five d’ogni tempo, riuscisse nei prossimi anni a mantenere la costanza di rendimento delle sue giocate sopraffine. Non più nuovo Jordan, ma più forte di Jordan?

Nel complesso fatto non solo di talento ma anche di immagine no, perché i miti di oggi sono più effimeri e comunque resta un’impresa difficile, forse impossibile, fare paragoni fra giocatori e stili di gioco temporalmente e concettualmente lontani. Faccio un esempio calcistico: ho visto giocare Maradona e Messi, Pelé e Neymar, Riva e Lewandowski e non giocavano lo stesso calcio anche se sul primato assoluto del Pibe ho pochi dubbi. E’cambiato tutto, tornando alla NBA anche solo per il fatto che l’atletismo ha mutato in profondità lo spirito base di uno sport che se prima era collettivo finalizzato allo spunto adesso è trasformato singoli spunti finalizzati a far vincere il collettivo.

C’è un solo giocatore senza tempo che per me non scenderà mai dal podio ed è Larry Bird, perché inimitabile esempio di come il basket si possa giocare al massimo livello prescindendo dal fisico, contando molto sull’intelligenza ma soprattutto sullo spirito di sacrificio e sul lavoro. Jordan faceva cose naturali, Bird per farne di eccezionali si allenava da solo al Boston Garden anche il giorno di Natale. Jordan era l’ora di ricreazione, Bird l’ora di studio.

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