Speak&Roll, di Franco Montorro – Perso il Paradiso, il preolimpico significa Purgatorio anziché Inferno

Speak&Roll, di Franco Montorro – Perso il Paradiso, il preolimpico significa Purgatorio anziché Inferno

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O arrivavamo in finale e al di là del primo o secondo gradino del podio ci saremmo presi subito il pass per i Giochi di Rio, o  a questo punto dovremo comunque vincere almeno una sola, delle eventuali partite che valgono la qualificazione al preolimpico. Per sperare di tornare ad una manifestazione alla quale manchiamo da 11, lunghi e penosi anni; non solo per la Nazionale ma per tutto il movimento, scivolato nella mediocrità. Le nostre ultime partecipazioni ad un Preolimpico risalgono al 1976, quando in Scozia l’Italia annichilì la Jugoslavia grazie anche alla prova del povero e compianto Luciano Vendemini, e al 1980, edizione strana senza Usa e un sacco di altre nazionali. In tutte e due le edizioni di quei Giochi, Montreal e Mosca, trovammo sulla nostra strada la Jugoslavia che ci sbarrò il cammino. A Montreal con un tiro della domenica allo scadere nei quarti (88-87), a Mosca in una finale che avevamo psicologicamente persa, sazi, prima di giocarla (86-67).

Tornando a questi Europei, quello che abbiamo ottenuto l’abbiamo raggiunto grazie a tutti giocatori italiani di nascita, il che non significa disconoscere i meriti di certi passaportati e penso soprattutto al sacrificio di Radulovic negli Europei 2003, ma esaltare invece la categoria del giocatore nostrano fin troppo sacrificato in quello che da campionato italiano è diventato campionati d’Italia, come nel tennis, ovvero aperto a tutti quelli che vogliano venire a giocare qua. Salvo il fatto che sotto rete come a canestro i migliori preferiscono poi giocare altrove, sia al Roland Garros come nella NBA.

Siamo arrivati a un tiro dall’impresa, contro la Lituania, ma la nostra situazione rimane la stessa da una quindicina di anni a questa parte: dobbiamo vivere di straordinari e di 110%. Inutile piangere dopo una gara come quella contro la Lituania, basterebbe riflettere sul perché siamo caduti così in basso come movimento in genere, applaudendo gli azzurri che stasera hanno dato il massimo, quasi agguantando il massimo di un risultato storico. Da lunedì torneremo a occuparci massimamente dei club imbottiti di stranieri e prevarrà di nuovo il tifo di parte. Ma oggi preferiamo pensare solo con orgoglio a questi ragazzi che hanno sfiorato l’impresa e che spero guadagneranno il “minimo” rappresentato dal Preolimpico. Se lo meritano e di questo vanno ringraziati.

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