Speak&Roll, di Franco Montorro – Quando le Nazionali di calcio e di basket rappresentano in fondo la stessa cosa

Speak&Roll, di Franco Montorro – Quando le Nazionali di calcio e di basket rappresentano in fondo la stessa cosa

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Mentre agli Europei di basket la Nazionale italiana giocava male, perdeva e vinceva a fatica, nelle eliminatorie di quelli di calcio gli azzurri giocavano male ma vincevano a fatica. E se Turchia e Bulgaria nelle rispettive discipline rappresentano ancora scuole di livello medio alto, Islanda e Malta rappresentano quelle che un tempo si definivano squadre materasso. Due vittorie a una rappresentano l’unica differenza fra due selezioni accomunate dal fatto di essere espressione di due campionati impoveriti, devastati dalle invasioni barbariche del dopo Bosman e dalle leggi scarsamente protettive. Da anni a livello di Leghe (e passi, perché fanno o dovrebbero fare gli interessi dei club) e Federazioni (meno bene), si è proceduti o alla distruzione della base italiana dei giocatori o si è assistito in maniera inerme a questo processo devastante.

Poi magari questa sera l’Italia batterà la Spagna e volerà leggera e ci scopriremo pessimisti. Magari, ma anche fosse sarebbe un qualcosa fra l’episodico e il miracoloso, per una squadra fatta purtroppo o di specialisti o di comprimari. Quasi come nella Nazionale di calcio.

I tre della NBA, e come no? Se posso dire, tre Graziano Pellé per fare un paragone nel calcio, tre giocatori che giocano nel campionato più forte del mondo (la Premier League se la gioca con Liga spagnola e Bundesliga tedesca), ma raramente da protagonisti e con l’unica fiammata di Belinelli nella gara del tiro da tre all’All Star Game 2014. Non siamo l’unica rappresentativa a schierare giocatori NBA, c’è chi sta meglio e chi sta peggio, vedi la Germania che è obbligata ad affidarsi a quel Nowitzki che tanto per intenderci ha la stessa età di Gigi Buffon (37 anni) e intorno ci crescono realtà una volta impensabili anche grazie al rinnovato rimestio di passaporti che permettono ad esempio alla Russia di vincere gli Europei 2007 grazie a tale Holden non certo nato fra San Pietroburgo e gli Urali. Le abbiamo fatte anche noi queste operazioni, diciamo così allegre, di irrobustimento passaportato, ma qualcuno ricorda il nome di un oriundo, italianizzato o chiamatelo come volete decisivo nelle sorti azzurre? Provoco: il più efficace è stato Radulovic, nel bienni 2003-2004.

A proposito di quella Nazionale, quella che come cambi dei play aveva Lamma e Cittadini e poi Rombaldoni e Garri, già al termine degli Europei di Svezia il Ct Recalcati aveva lanciato l’allarme: questi erano i giocatori, altri non se ne vedevano e infatti dopo le Olimpiadi del 2004 è cominciata la rovinosa caduta verso gli inferi della pallacanestro mondiale. Vadano come vadano questi Europei la situazione è la stessa, i tre NBA e aggiungiamo Datome hanno un’età media già più vicina ai 30 che ai 20 e dietro c’è poco come classe, fisicità, carattere. La classe è innata, il resto si impara, si sviluppa, si affina. Giocando molto, certo, ma giocando anche fra compagni di squadra stranieri di alto livello. merce sempre più rara nella nostra Serie A in crisi di soldi ma soprattutto di idee.

E come la Nazionale di calcio quella di basket rappresenta la schizofrenia di un movimento che non semina più e che poi si meraviglia se raccoglie poco.

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