Speak&Roll, di Franco Montorro – Sei giorni per aprire le porte dell’Inferno, con qualcuno che spera nel Purgatorio

L’ultimo turno di campionato si gioca il 4 maggio e quello che più conta, ormai, sono le posizioni in fondo alla classifica.

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L’ultimo turno di campionato si gioca il 4 maggio e quello che più conta, ormai, sono le posizioni in fondo alla classifica. In cima bene o male chi c’è, c’è e il fattore campo, mi ripeto, nei playoff conta il giusto, quando si gioca a tamburo battente e conta più la qualità degli allenamenti e la quantità (chilometrica) degli spostamenti. Ma, poi, ai giocatori va bene così. “Sì viaggiare”, per citare Lucio Battisti è loro preferibile di “Sì stare in palestra”.

Allora, andiamo alla lotta contro a retrocessione, che vede coinvolta un discreto numero di squadre e un’indiziata principale: la Virtus Bologna. Quella che nel 2003 Claudio Sabatini pomposamente ma a ragione, dopo la radiazione dalla Fip, proponeva come “mai retrocessa sul campo”. Come la Juventus nel 2006, bianconero in comune. L’attuale Obiettivo Lavoro è la squadra più scarsa del lotto di pericolanti, è attesa dalla gara più impegnativa contro Reggio Emilia, ha organico scarso e guida tecnica che appare inadeguata. Insomma, mi sembra che l’Inferno sia vicinissimo per le Vu Nere. poi magari è solo onta, perché le sirene dicono di squadre che difficilmente riusciranno a iscriversi al prossimo campionato e dunque di possibile ripescaggio virtussino. Ma sarebbe comunque e in ogni caso la pagina più brutta di una storia ottuagenaria. E un insulto a due persone soprattutto: all’Avvocato Porelli che non c’è più e ad Alberto Bucci che meriterebbe meno problematiche. Quello che è certo è che la seconda squadra più scudettata d’Italia andrà comunque rivoluzionata nell’organico. Che lo possa fare, scendendo fra i dilettanti, pare difficile se si guarda e si pensa ad un’immediata risalita. Poi, magari, in Serie A salterà qualcuno e allora la Virtus sarà ripescata per la collottola. Rimarrebbero la vergogna e l’infamia.

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