Speak&Roll, di Franco Montorro/65- SPECIALE SCUDETTO. Sassari strappa a Reggio il Tricolore

Speak&Roll, di Franco Montorro/65- SPECIALE SCUDETTO. Sassari strappa a Reggio il Tricolore

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Fino a poche ore fa la città del Tricolore era Reggio Emilia, la storia che si trasforma in cronaca trasporta la denominazione a Sassari, campione d’Italia.
Ogni aggettivo che si poteva usare, a partire da storico, sarebbe andato bene per entrambe le finaliste, al debutto nell’ultima fase per lo scudetto e mai come quest’anno il titolo avrebbe dovuto essere assegnato ex aequo, però lo sport è questo e soprattutto la pallacanestro che non ammette il pareggio deve onorare la Grissin Bon ed esaltare il Banco di Sardegna.

Società, città, squadre che ci hanno regalato una finale senza precedenti al di là dei due esordi assoluti e che in qualche maniera ci hanno ripagato di un basket che era diventato troppo monotono dopo la dittatura di Siena e quella annunciata e poi non realizzata dell’Olimpia.

Ecco, Milano come prime della grandi delusioni/deluse non meriterebbe spazio commemorativo all’indomani del termine di una finale scudetto. Però ha giubilato Banchi e riverniciato Repesa nella più classica operazione all’insegna del colpevole che è più facile designare che cercare veramente e la pesca è sempre proficua fra gli allenatori, che fanno con quello che hanno ma che non sempre hanno quello che vogliono. Mi resta l’idea che l’Olimpia non abbia un grande futuro, se si pensava alla dinastia, e che Repesa possa essere un traghettatore come un conduttore al capolinea, non per colpe o meriti suoi ma per una mancata epopea e per mancanza di eredi.

Tornando alla finale scudetto, la nota negativa principale resta quella dell’inadeguatezza degli impianti.

Avrei da dire anche sui commenti televisivi Rai, con il povero Stefano Michelini che mi sembrava un delfino in un acquario, ma a qualcuno va bene così e chissenefrega se il telecronista non riesce a vedere e quindi ad annotare un tiro libero. Questi siamo e questo ci meritiamo, anche quando vincevamo le Euroleghe. O forse no, anche perché ne abbiamo vinte poche e non ne vinciamo più da 14 anni.

Altri spiccioli: il tifoso reggiano che dagli spalti ha messo le mani addosso a Sosa provocando una pesante sanzione per il giocatore della Dinamo meriterebbe di vedere il suo nome pubblicizzato e la sua azione indicata come di assoluta imbecillità, soprattutto andrebbe sanzionata con un Daspo lungo come i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria.

Passando ad uomini veri, questo scudetto sassarese ha tanti protagonisti ed un creatore alla base: l’Avvocato Dino Milia, l’uomo che quasi 30 anni fa portò per la prima volta la Dinamo in Serie A e al quale, da esterno, da estraneo, da neutrale, mi piacerebbe dedicare questa vittoria.

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