Speak&Roll, di Franco Montorro/67 – Pallini e palloni, inchiostro al peperoncino

Speak&Roll, di Franco Montorro/67 – Pallini e palloni, inchiostro al peperoncino

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Vedo sulla Gazzetta dello Sport la pubblicità per la gara di ottobre fra Olimpia e Boston Celtics e l’occhio cade subito sull’immagine riproposta nonostante tutto di Daniel Hackett, che quella partita non la giocherà mai a meno di un clamoroso ritorno a Milano. Mi chiedo perché la pubblicità non sia stata cambiata aggiornandola, perché sarebbe come se nel calcio la Juventus sfruttasse Pirlo o Tevez per la campagna abbonamenti 2015-2016 e il paragone non è quello impossibile e punitivo fra vertice del calcio e terza squadra dell’ultimo campionato, la perplessità è nei confronti della Nba sempre (o non più?)  attenta a certi particolari. Passiamo oltre.

A Radio Sportiva il procuratore di Cinciarini ha detto che la trattativa per il suo passaggio a Milano andava avanti da tempo, raggiungendo il suo culmine nella fase finale dei playoff, e che il giocatore ne era stato tenuto all’oscuro per non condizionare il suo rendimento nello sprint della Grissin Bon. Ho qualche dubbio, forse il riserbo è stato più nei confronti della squadra e della società.

Radio Sportiva, già. Fra i tanti bravi redattori il cestofilo Dario Ronzulli più di tutti si dà da fare per ricavare spazi che in quell’emittente vedono il calcio predominante ma non esclusivo e quando c’è il grande evento – da Wimbledon al MotoGP – l’inviato, il collaboratore, l’esperto sono sempre coinvolti. Il problema del basket italiano sta nella mancanza di grandi eventi, sperando che l’inversione di tendenza parta dagli Europei di quest’anno ma consapevoli che oltre ai risultati servono i personaggi.

Vi dicono niente i cognomi Molmenti, Molfetta, Campriani? Forse sì e forse no, ma il dubbio già fa emettere un giudizio. Si tratta di tre olimpionici ai Giochi del 2012, autori di imprese straordinarie in discipline secondarie e la precisazione è d’obbligo perché avessi scritto Jessica Rossi o Di Francisca e per edizioni precedenti Maenza e Dibiasi, la memoria non avrebbe fatto difetto. La differenza? Quella fra semplici persone e personaggi e di questi ultimi il basket italiano non ne produce più, altri sport a bizzeffe. Come diceva il maestro Giordani, troppi polli di batteria e nessun galletto ruspante.

Luglio non è il mese più adatto per essere pessimisti, però da troppi anni è un periodo di calo di interesse che poche operazioni di mercato riescono a colmare. Manovre sul nercato interno, spedizioni alle summer league oltreoceano, dichiarazioni scontate, giudizi di buona parte della stampa su nuovi arrivi esteri visti su Youtube e analizzati sul web, mentre io consiglio sempre e comunque prudenza: ogni inserimento deve essere valutato dopo l’arrivo, non solo per le qualità tecniche e atletiche, ma soprattutto per le sue capacità di inserimento nel gruppo, per i suoi atteggiamenti verso gli altri, per tutto quello che non riguarda solo il rendimento nel vecchio 28×14.

Buona estate a tutti e non dimenticate la regola aurea che libera dai pregiudizi. Ho scritto di inchiostro al peperoncino e fatto riferimento alla spezia più piccante, che però pochi conoscono come la più rinfrescante e salutare che ci sia. Ecco, soprattutto nella preseason non fatevi ingannare dalle apparenze.

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