Tiri liberi – Il mondo social del basket #3

Tiri liberi – Il mondo social del basket #3

Disturbiamo? Eccoci carichi come al solito per l’ultimo appuntamento dell’anno con i nostri #tirilberi, il mondo social del basket. Per chi la Serie A la gioca su Fb e Twitter oltre che in un palazzetto.

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Disturbiamo? Eccoci carichi come al solito per l’ultimo appuntamento dell’anno con i nostri #tirilberi, il mondo social del basket. Per chi la Serie A la gioca su Fb e Twitter oltre che in un palazzetto.

1) BRESCIA: ‘Nella buona e nella cattiva sorte’

Non è sempre domenica. Facile è decollare con le ali dell’entusiasmo quando i risultati corrispondono alle attese. Meno facile, quasi proibitivo, è mostrare vitalità quando non si raccoglie quanto seminato.  Nel giorno di Santo Stefano, Babbo Natale regala all’Olimpia Milano di Pianigiani una vittoria sofferta, meritata ed importante per ridurre il gap nei confronti  di Brescia, battuta sul filo di lana per 74-71. Una sconfitta accolta con amarezza in casa Leonessa, ma tra allenatore e tifosi tutti si sono uniti in un applauso virtuale ai giocatori, veri protagonisti di questo inizio di stagione. Ed il coro social #goleonessago non accenna a placarsi.

2) AVELLINO: ‘Non si scherza coi lupi’

Ci spostiamo di fretta e furia ad Avellino. Qui la musica è ben diversa, con la Sidigas di Sacripanti alla seconda vittoria consecutiva ed ora a pari punti con Milano. Anche il coro social è differente: #wearewolves, tanto per gradire.

E tra gli entusiasti fans dei verdi, ce n’è uno in particolare che invoca un assente giustificato, ma non per molto. Il suo nome è Shane Lawal, colpo gobbo del mercato estivo ma ancora ai box per un problema al ginocchio sinistro. E il tifoso ci fa venire in dubbio: ma in questa squadra, che a volte fila come un maggiolino, se si aggiunge una ala grande americana di origine nigeriane dall’indubbio atletismo, cosa potrebbe, anzi, potrà succedere?

3) CANTÙ: ‘Su e giù’

Toc toc. Chi bussa? È la Pallacanestro Cantù. Se avete seguito la nostra rubrica dalla #1, se seguite la Serie A, se vivete in Italia, ormai lo avrete capito: i brianzoli sono più instabili del PIL italiano. Con la vittoria contro Pesaro (92-73) Culpepper e compagni hanno centrato il pareggio di bilancio. 6 vittorie e 6 sconfitte in 12 giornate, una perfetto equilibrio che regala agli uomini di Sodini il settimo posto.

Ah, nella vittoria del PalaDesio c’è anche un regalo per voi, per noi, per tutti. La cartolina della giornata, direttamente dalle mani di Jaime Smith.

4) BOLOGNA: ‘Suvvia, sia più Gentile!’

Altro turno di campionato, altra partita al cardiopalma. Sul parquet di Varese, Openjob e Segafredo danno vita ad un match bello, bellissimo. Alla fine la spuntano gli uomini di Ramigli, con la solita prestazione del gruppo, spesso man of the match delle partite di palla a spicchi. In questo caso però, l’uomo copertina per la Virtus, oggi più che mai, ha un nome e un cognome: Alessandro Gentile.

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32 punti per lui, career high per dirla alla lingua della NBA, dove Ale tanto avrebbe voluto giocare. Ma forse meglio che sia ancora una punta di diamante della nostra serie A, almeno a giudicare dalle reazioni dei supporters della Segafredo, che già lo hanno eletto leader della squadra. E intanto, anche per loro il limbo delle 6 vittorie-6 sconfitte rimane.

5) CREMONA: ‘Il bene genera bene’

Andiamo con ordine.

Prepartita. Dagli spalti del PalaSport Mario Radi piovono simpatici orsacchiotti di peluche. Motivo? L’ormai immancabile appuntamento con il Teddy Bear Toss, a cui la Vanoli proprio no, non voleva e poteva mancare. E già qui, chapeau.

Partita. Pioggia di canestri in campo. Cremona è in palla, Brindisi ha il coltello tra i denti. Ma la pioggia, quella vera, è di triple. Il colpevole? Darius Johnson-Odom, che realizza 7 bombe dalla linea da 3. Stabilisce il nuovo record per la Vanoli, ma non si accontenta. Arriva a quota 31 punti, in 33 minuti appena. Sfiora il proprio miglior bottino personale, scrive una pagina della storia di questa serie A 2017/18.

Postpartita. Pioggia di applausi dagli spalti, di complimenti dai social, di elogi dalla critica. Johnson-Odom non vuole aprire l’ombrello, e fa bene: la Lega gli dà il riconoscimento di MVP. Esiste modo migliore per chiudere questo 2017?

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