A1 – Finale scudetto, Lucca prova a ribaltare il pronostico

Profondità e qualità del roster, mentalità e esperienza sono dalla parte di Schio ma il Basket Le Mura ci crede e dopo aver vinto la regular season sogna la grande impresa

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Profondità e qualità del roster, esperienza, mentalità, abitudine a giocare partite importanti e a vincerle (com’è accaduto contro Ragusa) con giocate di talento negli ultimi secondi. Sono le credenziali che fanno pendere l’ago della bilancia dalla parte del Famila Schio nella finale scudetto contro Gesam Gas&Luce Lucca, che vedrà il suo primo atto martedì 10 al Palatagliate (inizio ore 20,30, diretta su Sportitalia).

Dall’altra parte ci sono lo spirito di gruppo e di sacrificio, il cuore, la determinazione, la grande voglia di compiere un’impresa da regalare a un’intera città, di una squadra che obiettivamente ha fatto di più, molto di più, di quello che ci si potesse attendere alla vigilia del campionato. E che non intende certo fermarsi sul più bello, a un passo dal traguardo finale. Anche se l’avversaria che si trova di fronte – a Lucca ne sono consapevoli – è di un altro livello.

La verità dei numeri. Il basket è uno sport dove i numeri hanno la loro importanza. E i numeri dicono quello che appare evidente anche guardando le partite delle due squadre. Schio effettua una media di 64 tiri a gara; di questi 18,7 sono da 3. Le percentuali di realizzazione sono pari al 50,1% da 2 e al 37,4 da 3. Anche Lucca effettua 64,9 tiri di media a gara, ma solo 9,3 dall’arco dei 3 punti con una percentuale di realizzazione pari al 25, che sale al 47,1 per le conclusioni da 2.

Anderson, Macchi, Sottana possono quindi dare la svolta ai match con i tiri dalla lunga distanza, da cui il Basket Le Mura dovrà guardarsi se vuole avere chance di successo.

Lucca è però squadra che fa dell’intensità, del sacrificio, dell’attenzione difensiva la sua più grande risorsa. Lo si è visto anche in garadue a Venezia. Non è insomma prima per caso nella classifica delle palle recuperate: 25,1 di media contro le 18,5 di Schio. La pressione su chi porta palla, la capacità di intervenire sulle linee di passaggio è una dote della squadra di Diamanti che può portare a canestri facili.

Quintetti e minuti. Il ritornello che si accosta al Basket Le Mura è che giocano quasi sempre le stesse cinque, le giocatrici che iniziano la partita, e che in una serie lunga, con incontri ravvicinati, inevitabilmente pagherebbero la fatica. I dati sono inequivocabili: Dotto, Crippa, Wojta, Harmon e Pedersen hanno giocato finora 4837 minuti. Le cinque giocatrici più utilizzate da coach Mendez (Anderson, Masciadri, Walker, Sottana, Yacoubou) sono state in campo “solo” 3684 minuti. La differenza è notevole e lo è ancor di più se si mettono a confronto i due roster: in garatre contro Ragusa, l’allenatore del Famila ha utilizzato 9 giocatrici già nel primo quarto. In garadue a Venezia Wojta, Harmon e Pedersen sono rimaste sul parquet 45 minuti (la sfida si è risolta al supplementare), Dotto 40, Crippa 42.

Le sfide sotto canestro. Il pacchetto delle lunghe di Schio non ha uguali in Italia: Yacoubou e Walker sono una coppia ben assortita, Ress ha esperienza da vendere e in caso di necessità dalla panchina può uscire anche Martina Bestagno. Lucca in quintetto, per una precisa scelta tecnica, non ha un pivot di ruolo e in quella posizione ha adattato l’americana Kayla Pedersen, che gioca in coppia con Jillian Harmon. Briciole di minuti sono toccate fino a oggi a Valentina Gatti e Maria Laterza, comunque preziose in allenamento. Per arginare la potenza e le doti delle lunghe venete coach Diamanti non può quindi che affidarsi ai giochi di squadra, ai cambi difensivi, agli aiuti. Quello che la sua squadra ha dimostrato di fare bene durante tutto l’arco della stagione. Basterà contro Schio?

Il fattore campo. La serie prevede che le prime due partite siano disputate al Palatagliate in virtù del primo posto conquistato da Lucca al termine della regular season, grazie alla differenza canestri, proprio nei confronti di Schio, che aveva chiuso con gli stessi punti. Ma l’eventuale spinta del pubblico difficilmente potrà essere determinante: non solo il Famila è abituato a giocare su campi caldi (basti pensare alle gare di Euroleague), ma il Palatagliate, per problemi di sicurezza, ha una capienza dimezzata e potrà accogliere poco più di 1500 tifosi.

Il precedente. Schio gioca la settima finale consecutiva. Ha vinto le ultime 3. Nel 2013 si impose proprio contro Lucca: 58-63 il punteggio di garauno al Palatagliate, poi in Veneto i match si chiusero 69-52 e 67-48. Il Famila punta a ripetersi, nella città delle Mura faranno di tutto per sovvertire il pronostico.

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