Piacenza più forte di tutto, Trieste non passa

Piacenza più forte di tutto, Trieste non passa

Trieste è squadra tosta, che fa della difesa aggressiva il suo maggiore punto di forza, infatti a dimostrazione di ciò, quando si è arrivati alla pausa lunga di metà gara i friulani avevano concesso la miseria di 26 punti a Piacenza. Una Piacenza che dal canto suo ha dimostrato ancora una volta volta la differenza che c’è tra l’essere una buona squadra e l’essere una grande squadra, perchè una grande squadra, come si è visto ieri sera, è in grado anche di vincere una partita pur giocandola male e con l’arbitraggio palesemente a sfavore. Per fortuna anche questo scoglio è alle spalle e ora per i biancorossi non resta che andare a chiudere il cammino di stagione regolare in quel di Pavia, possibilmente con un altra vittoria.

Copra Morpho Bakery Piacenza – Acegas Aps Trieste 70-64 (19-13, 7-19, 18-17, 26-15)

PIACENZA: Plateo 8, Rizzitiello 8, Loschi 3, Cazzaniga 5, Perego 21, Trapella 5, Scarone 13, Cornacchione, Petkovski ne, Passera 7. All. Piazza Note: Tiri da 2: 14/31 (45%) tiri da tre: 6/16 (38%) tiri totali 20/47 (43%) tiri liberi: 24/29 (83%)

TRIESTE: Vidani 3, Busca 4, Raspino 8, Bocchini 8, Maiocco 9, Colli 3, Moruzzi 13, Benfatto 3, Magro 8, Contento, Scutiero 8. All. Dalmasson Note: Tiri da 2: 17/36 (47%) tiri da tre: 5/19 (26%) tiri totali 22/55 (40%) tiri liberi: 15/25 (60%)

La partita:

QUINTETTO PIACENZA: Passera, Scarone, Rizzitiello, Perego, Cazzaniga

QUINTETTO TRIESTE: Colli, Raspino, Moruzzi, Contento, Benfatto

PRIMO QUARTO: La partita inizia con circa un ora di ritardo per la rottura di un tabellone durante il riscaldamento e questo fastidioso contrattempo si fa sentire su entrambe le formazioni in campo. Quando finalmente l’incontro prende il via il clima è un po’ surreale e i ritmi in campo sono davvero bassi, tant’è che il primo canestro tarda ad arrivare. Lo sigla il triestino Colli in penetrazione, ma per Trieste è solo un fuoco di paglia visto che Piacenza mette subito la testa avanti con le chiare intenzioni di ammazzare subito la partita. La Copra Morpho Bakery arriva a toccare il +8 a tre minuti dalla fine del parziale con capitan Passera che spezza il raddoppio difensivo e serve un assist al bacio ben finalizzato da Perego. Trieste ricuce un pochino lo strappo e il primo quarto termina sul punteggio di 19-13.

SECONDO QUARTO: Trieste riparte piazzando un parziale di 6-0 che vale la parità a quota 19, poi improvvisamente entrambe le squadre smettono di segnare e si assistono a fasi convulse dove il bel gioco latita, tanto che Trieste rimarrà a secco per 3 minuti e ne serviranno addirittura 5 a Piacenza per ritrovare la via del canestro che di colpo sembra essere diventato più piccolo del buco di una serratura. Merito delle difese o per usare un eufemismo attacchi inefficaci? Optiamo chiaramente per la seconda ipotesi. Piazza richiama in panchina Perego con il quale ha un vivace scambio di opinioni sull’andamento del match e intanto Trieste allunga andando al riposo sul 26-32.

TERZO QUARTO: Al rientro sembra che per una volta le parole di coach Piazza non abbiano minimamente dato la scossa ai suoi ragazzi e se nel secondo parziale Piacenza aveva giocato male, ora lo sta facendo anche peggio. Raspino intercetta e in contropiede sigla il 29-40 per Trieste. Perego è forse l’unico a dare segni di risveglio dal buio di idee in cui naviga Piacenza e grazie ai suoi canestri di forza la Copra Morpho Bakery rimane aggrappata alla partita contenendo il distacco, nonostante i lunghi di Trieste continuino a banchettare nel pitturato. Il parziale si chiude con un bel contropiede biancorosso che finalmente accende anche il pubblico. Si arriva così alla penultima sirena sul 44-49 Trieste.

QUARTO QUARTO: Quando però il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare e capitan Passera tira fuori dal cilindro una tripla impossibile, fotocopiata pochi istanti dopo anche da Cazzaniga. Sembra definitivamente riaperta sul 50-51 ma Trieste è un osso duro ed ha un sussulto di orgoglio che ricaccia di nuovo Piacenza sul meno 6. Inoltre alcune chiamate arbitrali diciamo “discutibili” innervosiscono non poco i biancorossi tanto da far prendere un fallo tecnico a Passera. Piacenza però ha la pellaccia dura e forse le famose sette vite perchè nonostante questo riesce ad impattare sul 59 pari a 2 minuti e 30 secondi dalla fine. Trieste che non dispone di una panchina profonda come la Copra Morpho Bakery inizia a perdere uomini perchè carichi di falli e Piacenza dopo aver tanto inseguito mette finalmente il naso avanti. Sembra tutto apparecchiato per un finale al cardiopalma da vivere punto a punto, ma a negare questa eventualità ci pensano prima Rizzitiello dalla linea della carità e poi soprattutto Scarone a 33 secondi dalla fine con una bomba ATOMICA che fa esplodere tutta la frustrazione fin lì accumulata da Piacenza. Trieste non si riprenderà più e un glaciale Perego siglerà con due tiri liberi il punteggio finale che recita 70-64 per la Copra Morpho Bakery.

Così Paolo Piazza: “Abbiamo disputato un secondo parziale osceno, la loro difesa intensa e con le mani addosso ci ha messo in crisi. Nonostante la botta siamo riusciti a limitare i danni, poi dopo la pausa lunga abbiamo saputo concretizzare di più e giocare più sciolti. A mio avviso siamo stati bravissimi a gestire il finale di partita, al termine comunque di un quarto quarto redditizio a livello di punti. Questa è già la seconda sfide che affrontiamo con i playoff in tasca ed è ovvio che, anche inconsciamente, le motivazioni possono essere meno alte di quelle dei nostri avversari che invece cercano punti fondamentali, per questo motivo cerco di dare la scossa adeguata ai miei ragazzi. Voglio fare un elogio ad Amedeo Cornacchione, la cui entrata in campo ha elargito la vivacità giusta per il contro break; non è facile stare in panchina per un po’ di gare e poi rientrare così: complimenti a lui. Al momento stiamo caricando molto in allenamento, ecco perchè vincere partite come questa vale il triplo!”

Pagelle:

PASSERA 5,5: La squadra oggi gioca male e la prestazione di Marchino ne è lo specchio fedele: buona partenza, poi fasi di apnea in cui forse arriva poco ossigeno ai poco ispirati ricciolini del capitano e per finire la reazione di orgoglio con quel missile dai 6.75 che tiene a galla la baracca. RICCIOLI (stavolta raramente) D’ORO

SCARONE 6,5: Una buona partita quella dell’argentino, non di più fino a……33 secondi dalla fine quando punta il mirino e fa secche dai 6 e 75 le speranze corsare di Trieste esplodendo in un mix di gioia e liberazione assieme al suo pubblico. Come il generale Massimo Decimo Meridio trascinava le folle nel Gladiatore lui è il vero trascinatore del PalAnguissola. HISPANICO!

RIZZITIELLO 6: Onesta partita quella dell’ammiraglio, meriterebbe qualcosa in più come voto? Probabilmente 6 è un po’ troppo severo, ma nel complesso la squadra oggi non mi è piaciuta molto (orgoglio e cuore a parte) quindi penalizzo un po’ tutti perchè so che possono fare di più. Inoltre stasera Nelson si è visto meno del solito anche se so quanto lavoro sporco fa, oggi non riesco bene a valutare quanto abbia giocato bene e quanto male; è un po’ come quando si assaggia un cibo che non sai dire se ti è piaciuto o no. STRANAMENTE INSIPIDO

PEREGO 7+: Sarà che come suo solito lo noti poco ma vedendo le sue cifre mi sono chiesto seriamente se era vero quello che recitava il tabellino: 21 punti, 9 rimbalzi, 6 falli subiti, 7 su 8 dalla lunetta, 70% dal campo per un totale di 30 di valutazione. Eppure io mi ricordo di più che gli han fischiato una volta passi, uno sfondamento e le 3 palle perse. Sono forse impazzito? Probabile, ma vi assicuro che lui è così, poco appariscente per natura. Se queste cifre pazzesche le avesse fatte un altro di sicuro si parlava solo di lui questa settimana. Una prestazione di Perego…DA PEREGO.

CAZZANIGA 5,5: Vale un po’ il discorso di Rizzitiello, con l’aggravante che i lunghi triestini hanno fatto per larghi tratti della contesa il bello e il cattivo tempo nell’area biancorossa e questo non depone certo a favore della sua prestazione. Inoltre 1 su 5 al tiro non è da lui e quando gli ho visto sbagliare due volte quello che è “il suo tiro”, cioè il piazzato da media distanza, ammetto che ho seriamente pensato di non poter vincere questa partita. Coraggio Cazza andrà meglio la prossima. Solo per oggi PENNELLONE IMPALPABILE

PLATEO 7: Tommy a mio avviso, per quanto visto meriterebbe la palma di migliore in campo e vi spiego anche perchè: perchè ha dimostrato ancora una volta che avere lui come sesto uomo è un lusso; perchè non è ingombrante nel senso che si prende i tiri che deve e li mette quando serve; perchè ha grinta da vendere; perchè ha le scarpe biancorosse come la maglia e perchè è un grande a prescindere. Certo vedendo le cifre di oggi di Perego non posso mettere primo Plateo però Tommy ci va benissimo anche così. BULLO DI PERIFERIA

LOSCHI 5,5: In ripresa rispetto alle ultime uscite, ma è ancora lontano anni luce dal vero Loschi ammirato neanche tanto tempo fa. Deve ritrovare smalto e fiducia nelle sue capacità, che ci sono, anche se stasera ho apprezzato di più il suo lavoro oscuro in difesa. Deve tornare quanto prima alle luci della ribalta. IL RAGAZZO CRESCERA’

TRAPELLA 5,5: La sua assenza sotto i tabelloni, specie in difesa, è ingiustificata tanto quanto quella di Cazzaniga, forse anche qualcosina di più. Meglio in avanti che dietro stasera, anche se Mirko dà l’idea di essere un po’ in riserva di energie in questo momento. Avete presente la pubblicità delle pile dove il coniglio della Duracell dura di più degli altri? Ecco Mirko ora è un po come gli “altri”. ZINCO-CARBONE

CORNACCHIONE 6: Come ha sottolineato coach Piazza non è facile entrare a gara in corso quando si gioca poco e soprattutto quando si è sotto. Bravo Ame a farsi trovare pronto perchè è anche grazie a lui che Piacenza ha recuperato il gap nel terzo quarto. SPAVALDO AL PUNTO GIUSTO

PETKOVSKJ: s.v.

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